Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4754 del 26/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 26/02/2010, (ud. 28/01/2010, dep. 26/02/2010), n.4754

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ALTIERI Enrico – Presidente –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. BOGNANNI Salvatore – rel. Consigliere –

Dott. SOTGIU Simonetta – Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 28767-2005 proposto da:

COMUNE DI BAGNO DI ROMAGNA, in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA POMPEO MAGNO 3, presso lo

studio dell’avvocato SAVERIO GIANNI, rappresentato e difeso

dall’avvocato GULMANELLI ENZO, giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

ALTOSAVIO CAMPING DI STAGNANI EGIZIO & C SNC;

– intimato –

sul ricorso 31863-2005 proposto da:

ALTOSAVIO CAMPING DI STAGNANI EGIZIO & C SNC, in persona del

legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA

PAOLA FALCONIERI 122, presso lo studio dell’avvocato RICCI MAURIZIO,

rappresentato e difeso dagli avvocati CACCIAGUERRA MAURO, GRANDINI

BENEDETTA, SPADAFORA ENRICA, giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI BAGNO DI ROMAGNA, in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA POMPEO MAGNO 3, presso lo

studio dell’avvocato GIANNI SAVERIO, rappresentato e difeso

dall’avvocato GULMANELLI ENZO, giusta delega in calce;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 38/2005 della COMM. TRIB. REG. di BOLOGNA,

depositata il 22/04/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

28/01/2010 dal Consigliere Dott. SALVATORE BOGNANNI;

udito per il ricorrente l’Avvocato GIANNI SAVERIO per delega Avv.

GULMANELLI ENZO, che ha chiesto l’accoglimento;

udito per il resistente l’Avvocato PETILLO GIUSEPPE per delega Avv.

GRANDINI, SPADAFORA, CACCIAGUERRA, che ha chiesto l’accoglimento;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABBRITTI Pietro, che ha concluso per il rigetto di entrambi i

ricorsi.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con due distinti ricorsi alla commissione tributaria provinciale di Forlì la società Altosavio Camping snc di Stagnani Egizio e C. proponeva opposizione avverso altrettante cartelle di pagamento fatte notificare dal Comune di Bagno di Romagna per la tassa di smaltimento di rifiuti solidi urbani, interessi e sanzioni per un campeggio, per gli anni dal 2000 al 2001. Essa esponeva che tali atti erano da annullare, in quanto basati su una rilevante sproporzione tra i rifiuti prodotti e la misura della tassa; doveva invece applicarsi la tariffa media dei Comuni confinanti, e che era di L. 743 a mq; in via subordinata andava riconosciuta la riduzione del 50% prevista dall’art. 15 del regolamento comunale.

L’ente impositore non si costituiva, e quella commissione rigettava l’atto introduttivo.

Avverso la relativa decisione la contribuente proponeva appello, cui il Comune non resisteva, dinanzi alla commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, la quale, in parziale riforma di quella impugnata, annullava parzialmente quelle cartelle, osservando che tutta l’area interessata, e quindi anche la parte scoperta, andava considerata in modo unitario, e ad essa andava applicata la tariffa secondo l’art. 15 del regolamento, e quindi nella misura del 50% di quella ordinaria.

Contro questa pronuncia il Comune di Bagno di Romagna ha proposto ricorso per cassazione, affidandolo ad un unico articolato motivo.

La società Altosavio Camping snc di Stagnani Egizio e C. ha resistito con controricorso, e a sua volta ha svolto ricorso incidentale sulla base di un solo motivo, cui il ricorrente principale ha resistito con altro controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

In via pregiudiziale va disposta la riunione dei ricorsi, ai sensi dell’art. 335 c.p.c., atteso che essi sono stati proposti contro la stessa sentenza.

A) Ricorso principale.

Col motivo addotto a sostegno di esso il ricorrente deduce violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 58, 62 e 66, artt. 13 e 15 regolamento comunale, nonchè omessa, insufficiente e/o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, con riferimento all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, in quanto la commissione tributaria regionale non considerava che la norma agevolativa prevista dall’art. 15 del regolamento era stata inserita in osservanza di quanto previsto dal D.Lgs. n. 507, art. 66, suindicato, che tuttavia non era entrato mai in vigore, perchè via via prorogato con decreti legge, peraltro non convertiti, sino a quando poi era stato emanato il D.L. n. 328 del 1997, convertito dalla L. n. 410 del 1997, che con l’art. 6 aveva abrogato quell’art. 66 che prevedeva l’agevolazione, sicchè nel caso in specie andava applicato l’art. 13 del regolamento, secondo cui i campeggi dovevano essere accorpati ai distributori e ai parcheggi con tariffa piena per tutta l’area, anche se con parametri più ridotti.

La censura va condivisa.

Invero il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 68, nel dettare i criteri ai quali i Comuni devono attenersi per l’applicazione della tassa e la determinazione delle tariffe, e nell’indicare al riguardo le categorie di locali ed aree con omogenea potenzialità di rifiuti, considera i campeggi (di cui alla lett. b del comma 2) quale categoria unitaria di utilizzazione di aree, non autorizzandone (nè “a fortiori” imponendone) l’ulteriore (sub) articolazione ai fini dell’applicazione di diversi criteri di tassazione in sede di regolamenti comunali (Cfr. anche Sentenze n. 18862 del 20/09/2004, n. 11600 del 2004). Inoltre va rilevato che il regime di tassazione delle aree scoperte, diverse da quelle pertinenziali od accessorie di civili abitazioni, è quello risultante dal dettato del D.L. 29 settembre 1997, n. 328, art. 6 (convertito nella L. 29 novembre 1997, n. 410), e del D.L. 26 gennaio 1999, n. 8, art. 1, comma 3 (convertito nella L. 25 marzo 1999, n. 75), in base al quale le superfici scoperte operative sono tassate per intero. Per converso solo quelle altre scoperte pertinenziali od accessorie a locali tassabili sono escluse dal tributo; caso quest’ultimo evidentemente diverso dalla fattispecie in esame, trattandosi di area gestita a campeggio (V. pure Cass. Sentenza n. 22643 del 02/12/2004).

Sul punto perciò la sentenza impugnata non risulta motivata in modo adeguato, oltre che giuridicamente e logicamente corretto.

B) Ricorso incidentale.

Col motivo addotto a sostegno del ricorso la società ricorrente per incidente denunzia violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 65 e 69, oltre che omessa motivazione circa un punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5, giacchè la CTR non esaminava la questione relativa all’applicazione della tariffa dei Comuni vicini, e cioè quella prevista nella misura di L. 743 a mq., e che avrebbe portato ad un ridimensionamento della pretesa fiscale dell’ente impositore.

Il motivo è generico, poichè non vi sono specificati i criteri, in base ai quali tale tariffa fosse stata adottata, nè i Comuni che l’avrebbero applicata; è parimenti viziato da errata indicazione della normativa processuale di riferimento, atteso che la pretesa mancanza di delibazione di tale doglianza viene richiamata con l’indicazione di violazione di legge ex art. 360 c.p.c., n. 5 e non invece ex art. 112 c.p.c. e art. 360 c.p.c., n. 4, con la conseguenza che la censura è inammissibile.

Infatti la decisione del giudice di secondo grado, che non esamini e non decida un motivo di censura della sentenza di quello di primo grado, è impugnabile per cassazione non già per omessa o insufficiente motivazione su di un punto decisivo della controversia e neppure per motivazione “per relationem”, resa in modo difforme da quello consentito, bensì per omessa pronuncia su un motivo di gravame. Quindi ne consegue che, se il vizio è denunciato ai sensi dell’art. 360 cod. proc. civ., n. 3 o n. 5, anzichè dell’art. 360 c.p.c., n. 4 in relazione all’art. 112 citato codice, come la Altosavio Camping ha fatto, il ricorso si rivela inammissibile (Cfr.

anche Cass. Sentenze n. 12952 del 04/06/2007, n. 1701 del 2006).

Ne deriva che il ricorso principale va accolto; quello incidentale va rigettato, con conseguente cassazione della decisione impugnata in relazione al primo, senza rinvio, posto che la causa può essere decisa nel merito, atteso che non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, ex art. 384 c.p.c., comma 1, e rigetto del ricorso in opposizione della contribuente avverso le cartelle di pagamento.

Quanto alle spese del doppio grado, sussistono giusti motivi per compensarle, mentre le altre di questo giudizio seguono la soccombenza, e vengono liquidate come in dispositivo.

PQM

LA CORTE Riuniti i ricorsi, accoglie quello principale; rigetta l’incidentale;

cassa la sentenza impugnata in relazione al primo senza rinvio, e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo, compensa le spese del doppio grado, e condanna la controricorrente al rimborso di quelle di questo giudizio, e che liquida in complessivi Euro 200,00 (duecento/00) per esborsi, ed Euro 1.000,00 (mille/00) per onorario, oltre a quelle generali ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 28 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 26 febbraio 2010

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