Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4749 del 23/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 23/02/2017, (ud. 12/01/2017, dep.23/02/2017),  n. 4749

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1637-2016 proposto da:

GEFIN SRL IN LIQUIDAZIONE, quale società incorporante la “EUROEDIL

Srl”, in persona del liquidatore pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 71, presso lo studio

dell’avvocato PATRIZIA DEL NOSTRO, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIOVANNI ARENA, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 3211/02/2014, emessa il 18/06/2014 dalla

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di PALERMO, SEZIONE DISTACCATA DI

MESSINA, depositata il 23/10/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. MAURO

MOCCI.

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere con motivazione sintetica ed osserva quanto segue.

La GE.FIN s.r.l. in liquidazione propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Sicilia, che aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Messina. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto il ricorso della contribuente avverso l’avviso di rettifica e liquidazione relativo ad un atto pubblico registrato l'(OMISSIS).

Nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che dall’esame dell’avviso emergeva il criterio logico-giuridico seguito dall’Agenzia per la determinazione dei valori dei terreni, come riportato nella stima UTE.

Il ricorso è affidato a due motivi.

Col primo, si denunzia la violazione di legge riferita al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2 e art. 132 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.

Assume la ricorrente che la CTR avrebbe basato il decisum sulla stima dell’Agenzia del territorio di Messina, senza spiegare, verificare ed indicare le ragioni dell’idoneità della stima UTE a superare le argomentazioni del ricorrente.

Col secondo, invoca la nullità del procedimento per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 23, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4), giacchè, nonostante la tempestiva eccezione sollevata dalla società, la tardiva costituzione in giudizio dell’Amministrazione avrebbe dovuto determinare l’impossibilità di proporre eccezioni processuali e di merito. Ed, invece, la CTR avrebbe accolto l’appello proprio sulla scorta dell’eccezione svolta attraverso la produzione (per la prima volta in appello) di una licenza edilizia.

L’intimata non si è costituita.

La prima censura non è fondata.

In tema d’imposta di registro, l’obbligo della motivazione dell’avviso di accertamento in rettifica del valore risulta assolto quando l’Ufficio enunci il “petitum” ed indichi le relative ragioni in termini sufficienti a definire la materia del contendere, con la conseguenza che va considerato adeguatamente motivato l’avviso di accertamento che rinvii ai dati contenuti in una stima effettuata dall’UTE (Sez. 5, n. 25559 del 03/12/14; Sez. 5, n. 6928 del 25/03/2011).

In ogni caso, la CTR non ha limitato la propria decisione al riferimento alla valutazione UTE, ma ha aggiunto ad colorandum ulteriori elementi rafforzativi della suddetta stima.

La seconda censura è infondata.

La sia pur tardiva allegazione di un documento costituisce, nella specie, una mera difesa e non un’eccezione processuale o di merito (che, in senso tecnico, indica la possibilità di dedurre circostanze che escludano l’efficacia del titolo su cui è fondata l’azione).

Nulla per le spese, in mancanza della costituzione di controparte.

PQM

rigetta il ricorso. Nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 12 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 23 febbraio 2017

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