Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4725 del 26/02/2010

Cassazione civile sez. II, 26/02/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 26/02/2010), n.4725

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO – PREFETTURA DI VERCELLI, in persona

del Prefetto pro tempore, rappresentato e difeso, per legge,

dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso gli Uffici di questa

domiciliato in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12;

– ricorrente –

contro

N.S., rappresentato e difeso, in forza di procura

speciale a margine del controricorso, dagli Avv. CHEVALLARD Marisella

e Arturo Alfieri, elettivamente domiciliato nello studio di

quest’ultimo in Roma, corso degli Scipioni, n. 191;

– controricorrente –

e sul ricorso proposto da:

N.S., rappresentato e difeso, in forza di procura

speciale a margine del controricorso, dagli Avv. Marisella Chevallard

e Arturo Alfieri, elettivamente domiciliato nello studio di

quest’ultimo in Roma, corso degli Scipioni, n. 191;

– ricorrente in via incidentale –

contro

UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO – PREFETTURA DI VERCELLI, in persona

del Prefetto pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Santhià n. 27/2006

depositata in data 29 febbraio 2006.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15 gennaio 2010 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. DESTRO Carlo, che ha concluso

per la manifesta infondatezza del ricorso, conclusioni alle quali si

è riportato, in camera di consiglio, il Sostituto Procuratore

Generale Dott. Pierfelice Pratis.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che il Giudice di pace di Santhià, nel corso del procedimento vertente tra N.S. e l’Ufficio territoriale del governo di Vercelli, con sentenza emessa il 29 febbraio 2006 ha accolto l’opposizione e, per l’effetto, ha annullato il verbale di contestazione n. (OMISSIS) del 18 aprile 2005 elevato dalla Polizia stradale di Torino, con cui era stata accertata – a mezzo autovelox in un tratto di strada compreso tra quelle indicate dal D.L. 20 giugno 2002, n. 121, art. 4 – la violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 9; ed ha compensato tra le parti le spese di lite;

che il Giudice di pace ha rilevato la nullità del verbale, perchè il controllo elettronico della velocità a mezzo di apparecchiatura non era stato accompagnato dal posizionamento di idonea segnaletica o di altro dispositivo al fine di informare gli automobilisti;

che per la cassazione della sentenza la Prefettura di Vercelli ha proposto ricorso, con atto notificato il 15 gennaio 2007, sulla base di un motivo, che l’intimato ha resistito con controricorso, proponendo a sua volta ricorso incidentale, affidato a due motivi.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il ricorso principale ed il ricorso incidentale devono essere riuniti, ai sensi dell’art. 335 cod. proc. civ., essendo entrambe le impugnazioni riferite alla stessa sentenza;

che, in via preliminare, avendo il controricorrente e ricorrente incidentale nominato due difensori, il decesso di uno di essi avente anche veste di domiciliatario, certificato dalla relazione di notificazione dell’avviso di fissazione della camera di consiglio, non determina – secondo quanto già statuito dalla giurisprudenza di questa Corte (Sez. 1^, 31 marzo 2006, n. 7694) – la necessità di rinviare la causa a nuovo ruolo dandone comunicazione all’altro difensore o alla parte personalmente;

che deve essere accolta l’eccezione, sollevata dal controricorrente, di inammissibilità del ricorso per difetto di tempestività: risulta infatti per tabulas che la sentenza impugnata è stata notificata a cura del difensore di N.S. all’Ufficio territoriale del Governo di Vercelli in data 22 marzo 2006, laddove il ricorso per cassazione è stato promosso, nel termine lungo di cui all’art. 327 cod. proc. civ., anzichè in quello di sessanta giorni decorrente dalla notificazione, con ricorso notificato il 15 gennaio 2007;

che, essendo l’impugnazione principale inammissibile, anche quella incidentale è destinata a perdere efficacia, ex art. 334 cod. proc. civ., comma 2, essendo questa stata proposta quando per il N. era decorso il termine per proporre impugnazione, giacchè la notifica della sentenza ad istanza di parte segna, nei confronti della stessa oltre che della parte destinataria della notificazione, l’inizio del termine di cui all’art. 325 cod. proc. civ., per la proposizione dell’impugnazione;

che l’esito del giudizio di cassazione giustifica la compensazione tra le parti delle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte, riuniti i ricorsi, dichiara inammissibile il ricorso principale e la perdita di efficacia del ricorso incidentale;

compensa integralmente tra le parti le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 26 febbraio 2010

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