Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4711 del 23/02/2017

Cassazione civile, sez. VI, 23/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.23/02/2017),  n. 4711

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29319-2015 proposto da:

M.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PAOLO EMILIO

N 28, presso lo studio dell’avvocato GIANFILIPPO ELTI DI RODEANO,

che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIAMPAOLO

FANTOZZI giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 2750/22/2015 del 25/02/2015 della Commissione

Tributaria Regionale di ROMA, depositata il 14/05/2015.

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MOCCI MAURO;

udito l’Avvocato Elti Di Rodeano Gianfilippo difensore della

ricorrente che si riporta agli scritti insistendo per l’accoglimento

del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere con motivazione sintetica ed osserva quanto segue.

M.L. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma. Quest’ultima, a sua volta, aveva rigettato il ricorso della contribuente avverso l’avviso di accertamento per l’IRPEF, quale plusvalenza determinatasi a seguito della vendita di un terreno edificabile in data 19.5.2004, a fronte della quale l’acquirente aveva promesso e consegnato una villetta.

Nella decisione impugnata, la CTR ha ricordato che l’agenzia aveva calcolato il valore della villetta, secondo quanto indicatole dalla stessa contribuente, in esito ad una perizia di parte. Il momento impositiva avrebbe dovuto coincidere con il 2007, anno di consegna dell’immobile. Il ricorso si affida ad un unico motivo, col quale la contribuente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 1472 c.c., comma 1 e del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 68, comma 1, relativamente al momento realizzativo della plusvalenza ed impositivo (D.P.R. n. 597 del 1973, art. 76), nonchè del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 21, in tema di modalità di fissazione dell’aliquota, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.

Fila assume che erroneamente la CFR avrebbe fatto coincidere la plusvalenza con l’atto di trasferimento dell’immobile – nel corso del 2007 – mentre a quella data risalirebbe solo un atto di identificazione catastale, laddove la compiuta realizzazione del bene avrebbe dovuto rimontare alla comunicazione di fine lavori, il 27 giugno 2006 e successiva comunicazione per variazione del 4 luglio 2006.

L’intimata si è costituita senza controricorso.

Il motivo è fondato.

Nella vendita di cosa futura l’effetto traslativo si verifica nel momento in cui il bene viene ad esistenza nella sua completezza (Sez. 2, n. 25603 del 30/11/2011; Sez. 2 n. 24172 del 25/10/2013; Sez. 1, n. 9994 del 16/05/2016).

D’altronde, come è stato rilevato dagli stessi giudici d’appello, conta il fatto che, in tema di imposte sui redditi, ai fini dell’applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, art. 76, – il quale prevede altresì, al comma secondo, che la plusvalenza sia costituita dalla differenza tra il prezzo d’acquisto e quello conseguito con l’alienazione – nel caso di permuta di cosa esistente (un terreno) con cosa futura (la realizzazione di un fabbricato), la plusvalenza deve considerarsi conseguita nel momento in cui la proprietà della costruzione realizzata è entrata nel patrimonio del cedente.

Tale momento, ai sensi dell’art. 1472 c.c., coincide con quello in cui la cosa futura viene appunto ad esistenza, dovendosi escludere che possa invece riguardare l’atto di identificazione catastale.

Deve dunque procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CFR del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR Lazio, in diversa composizione, anche per le spese del grado di cassazione.

Così deciso in Roma, il 6 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 23 febbraio 2017

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