Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4704 del 26/02/2010

Cassazione civile sez. II, 26/02/2010, (ud. 30/11/2009, dep. 26/02/2010), n.4704

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

IGPDECAUX s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa, per procura speciale a margine del ricorso,

dall’Avvocato ZOPPOLATO Maurizio, presso lo studio del quale in Roma,

via del Mascherino n. 72, è elettivamente domiciliata;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ROMA, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e

difeso, giusta determinazione dirigenziale n. 96 del 23 febbraio

2007, dall’Avvocato FRIGENTI Guglielmo, per procura a margine del

controricorso, elettivamente domiciliato in Roma, Via del Tempio n.

21, nei locali dell’Avvocatura Comunale;

– controricorrente –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Roma n. 11320/06,

depositata in data 28 febbraio 2006.

Udita, la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

30 novembre 2009 dal Consigliere relatore Dott. Stefano Petitti;

lette le conclusioni del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. FUCCI Costantino, che ha concluso, in via principale,

per il rinvio della trattazione del ricorso in pubblica udienza e, in

subordine, per l’accoglimento del ricorso;

sentito, per il ricorrente, l’Avvocato Emanuele Coglitore, per

delega, che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, che si è riportato alle conclusioni scritte.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che il Giudice di pace di Roma, con sentenza depositata il 28 febbraio 2006, ha dichiarato inammissibile l’opposizione proposta dalla IGPDECAUX s.p.a. avverso la determinazione dirigenziale ingiuntiva n. 14243 del 18 aprile 2005 del Comune di Roma, notificata il 30 aprile 2005, con la quale era stata applicata una sanzione amministrativa per violazione di una delibera comunale;

che il Giudice di pace ha ritenuto l’opposizione proposta oltre il termine di trenta giorni di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 22, in quanto, nel mentre la determinazione ingiuntiva era stata notificata il 30 aprile 2005, l’opposizione era stata depositata il 1 giugno 2005, e cioè due giorni dopo la scadenza del detto termine;

che per la cassazione di questa sentenza ha proposto ricorso la IGPDECAUX s.p.a. sulla base di un unico motivo, illustrato da memoria, cui ha resistito, con controricorso, il Comune di Roma;

che la Procura Generale presso questa Corte, nella requisitoria scritta, ha concluso per la trattazione del ricorso in pubblica udienza o r in subordine, per l’accoglimento dello stesso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, con l’unico motivo di ricorso, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 22 e vizio di motivazione, dolendosi del fatto che il Giudice di pace abbia affermato la tardività del ricorso in opposizione erroneamente, in quanto la determinazione dirigenziale era stata notificata ad essa ricorrente non già il 30 aprile 2005 (data in cui la raccomandata era pervenuta presso l’ufficio postale di Milano), ma il 2 maggio 2005, come risultante dalla documentazione rilasciata dall’Ufficio postale di Milano;

che il ricorso è manifestamente fondato;

che, invero, costituisce principio generale in materia di notificazioni a mezzo posta quello per cui “In tema di notificazioni, a seguito delle sentenze della Corte costituzionale nn. 477 del 2002 e 28 del 2004, nell’ordinamento deve ritenersi operante un principio generale in base al quale, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale, almeno quando debba compiersi entro un determinato termine, si intende perfezionata in momenti diversi per il richiedente e per il destinatario della notifica, dovendo le garanzie di conoscibilità dell’atto da parte di quest’ultimo contemperarsi con il diverso interesse del primo a non subire le conseguenze negative derivanti dall’intempestivo esito del procedimento notificatorio per la parte di quest’ultimo sottratta alla sua disponibilità (Cass., n. 2261 del 2007; Cass., n. 6360 del 2007);

che, nel caso di specie, la deduzione della ricorrente circa l’avvenuta ricezione del plico contenente la determinazione ingiuntiva in data 2 maggio 2005, trova conferma nella documentazione dalla stessa prodotta, sicchè è da tale data che deve essere computato il termine di trenta giorni per la proposizione dell’opposizione di cui alla L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23”;

che, pertanto, il ricorso in opposizione, pervenuto presso la cancelleria del Giudice di pace il 1 giugno 2006, deve essere ritenuto tempestivo, perchè proposto entro il trentesimo giorno dalla notificazione del provvedimento impugnato;

che, quindi, la sentenza impugnata deve essere cassata, con rinvio al Giudice di pace di Roma, in persona di diverso giudicante, il quale provvederà all’esame dell’opposizione proposta dalla IGPDECAUX s.p.a., nonchè alla regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Giudice di pace di Roma, in persona di diverso giudicante.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 30 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 26 febbraio 2010

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