Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4703 del 14/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 14/02/2022, (ud. 11/01/2022, dep. 14/02/2022), n.4703

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12471-2021 proposto da:

I.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE BRUNO

BUOZZI 68, presso lo studio dell’avvocato LUCA ZANACCHI,

rappresentato e difeso dall’avvocato FEDERICA MONTANARI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende, ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 2899/2020 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 30/10/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’11/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO

TERRUSI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

I.C. ha impugnato per cassazione la sentenza della corte d’appello di Bologna del 30 ottobre 2020, che ne ha respinto il gravame in tema di protezione internazionale;

il Ministero dell’interno ha depositato un semplice foglio di costituzione.

Diritto

CONSIDERATO

che:

I. – col primo mezzo è dedotta la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3 e 5, in relazione al giudizio espresso dalla corte d’appello a proposito della non credibilità delle dichiarazioni del richiedente;

il motivo è inammissibile;

quello relativo alla credibilità personale del richiedente è un giudizio di fatto, e tale giudizio è stato dalla corte territoriale motivato con riferimenti alla incoerenza e alla contraddittorietà della versione fornita dal richiedente, già denunciata dal tribunale, nonché con la considerazione (non avversata in questa sede) circa la non congruenza del gravame con gli argomenti spesi dal primo giudice;

da ambo i punti di vista il giudizio non implica deficienze in iure;

II. – col secondo motivo è dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 10 Cost., del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 2, 3, 14 e 17, del D.Lgs. n. 25 del 2008, artt. 8 e 32, in relazione al mancato riconoscimento della protezione sussidiaria;

il motivo è inammissibile;

in relazione alle fattispecie di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. a) e b), la valutazione della corte territoriale è interamente coperta dalla definitiva attestazione di inattendibilità delle dichiarazioni dello straniero, che giustappunto se ritenute inattendibili dispensano da ogni approfondimento istruttorio officioso onde rigettare le istanze di protezione sussidiaria costì declinate (v. Cass. n. 10286 del 2020, Cass. n. 16122 del 2020);

in relazione alla fattispecie dell’art. 14, lett. c), il motivo si risolve in una censura di merito, avendo la corte d’appello escluso l’esistenza dell’affermata condizione di violenza generalizzata da conflitto armato, con motivazione che, in quanto congruente, resta insindacabile in cassazione;

III. – col terzo e col quarto mezzo, relativamente al diniego di protezione umanitaria, è dedotta la violazione e falsa applicazione degli artt. 5 e 19 t.u. imm., e il vizio di omesso esame di fatti decisivi (art. 360 c.p.c., n. 5);

i motivi, unitariamente esaminabili, sono inammissibili per la ragione che segue;

la corte d’appello ha motivato il diniego rilevando che l’impugnante non aveva addotto alcuna specifica condizione di soggettiva vulnerabilità, salvo la giovane età (notoriamente insufficiente dinanzi a un giovane oggi maggiore di 24 anni);

la motivazione implicava che il ricorrente sindacasse innanzi tutto, e col dovuto livello di autosufficienza, il profilo associato all’incompletezza o alla genericità dell’allegazione in appello; cosa che non risulta fatta in alcun modo;

né sono state svolte pertinenti censure nell’ottica dell’omesso esame di fatti storici, dal momento che nessun fatto storico concreto e decisivo risulta specificato secondo l’attuale regime dell’art. 360 c.p.c., n. 5 (v. Cass. Sez. U n. 8053 del 2014);

IV. – l’atto di costituzione dell’avvocatura dello Stato non costituisce controricorso, per cui non devesi provvedere sulle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello relativo al ricorso, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA