Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4665 del 28/02/2018


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Civile Ord. Sez. 2 Num. 4665 Anno 2018
Presidente: MAZZACANE VINCENZO
Relatore: LOMBARDO LUIGI GIOVANNI

ORDINANZA

sul ricorso 8382-2013 proposto da:
AIRO’ FARULLA MARIO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA LAVINIO 22, presso lo studio dell’avvocato ANTONINO
GAROFALO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

RUSSO ANGELA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE
GIUSEPPE MAZZINI 6, presso lo studio dell’avvocato
SERGIO LIO, rappresentata e difesa dall’avvocato
GIUSEPPE CASCIO;
RUSSO IGINO, domiciliato ex lege in ROMA, Piazza
Cavour, presso la Cancelleria della Corte di
cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato NINO
SALVATORE GIOVANNI BULLARO;

Data pubblicazione: 28/02/2018

- controricorrenti nonchè contro

CURATELA FALLIMENTO RUSSO FRANCESCO in persona del
Curatore pro tempore, RUSSO FRANCESCO, SALINA CARLO,
SALINA FRANCESCO;

avverso la sentenza n. 328/2012 della CORTE D’APPELLO
di PALERMO, depositata il 06/03/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 12/12/2017 dal Consigliere LUIGI GIOVANNI
LOMBARDO.

– intimati –

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE – SEZIONE SECONDA CIVILE
proc. n. 8382/2013 R.G.

Rilevato che:

con sentenza dell’11/02/2007, il Tribunale di Palermo –

accogliendo la domanda proposta da Russo Angela nei confronti di

Russo Francesco, Russo Igino, Salina Carlo e Salina Francesco dispose, per quanto in questa sede ancora rileva, l’annullamento, per
incapacità di intendere e di volere della defunta Lo Monte Vincenza,
della procura a vendere dalla stessa rilasciata a Russo Francesco
relativamente all’appartamento sito nella via Divisi di Palermo nonché
del successivo atto di compravendita col quale il Russo aveva alienato
l’immobile ad Airò Farulla Mario e dichiarò, altresì, che l’Airò non
aveva corrisposto il prezzo (tranne lire 2.500.000) in favore
dell’attrice;
– sul gravame proposto dall’Airò, la Corte di Appello di Palermo
confermò la sentenza di primo grado;

avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per

cassazione Airò Farulla Mario sulla base di due motivi;

Russo Angela, da un lato, e Russo Igino, dall’altra, hanno

resistito con separati controricorsi;
– gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva;

Considerato che:
– preliminarmente va rilevata l’inammissibilità del ricorso, ai sensi
dell’art. 366 primo comma n. 3 cod. proc. civ., per la mancata
esposizione dei fatti della causa, in quanto la parte ricorrente non ha
riprodotto alcuna narrativa della vicenda processuale, non
consentendo così alla Corte la comprensione dell’oggetto della
pretesa e del tenore della sentenza impugnata in coordinamento con i

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Russo Francesco, Airò Farulla Mario, la curatela del fallimento di

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE – SEZIONE SECONDA CIVILE
proc. n. 8382/2013 R.G.

motivi di censura (cfr. Cass., Sez. U, n. 16628 del 17/07/2009; Sez.
U, n. 5698 del 11/04/2012; Sez. 6 – 3, n. 22860 del 28/10/2014);

il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile, con

al pagamento delle spese processuali, liquidate come in dispositivo;
– va rigettata la domanda con la quale il resistente Russo Igino
ha chiesto la condanna del ricorrente per lite temeraria ex art. 96
primo comma cod. proc. civ., non risultando prova del danno, né
essendo applicabili ratione temporis l’art. 96 ultimo comma cod. proc.
civ. e l’art. 385 ultimo comma stesso codice;
– ricorrono i presupposti di cui all’art. 13 comma 1-quater D.P.R.
n. 115/2002 (applicabile ratione temporis, essendo stato il ricorso
proposto dopo il 30 gennaio 2013) per il raddoppio del versamento
del contributo unificato;
P. Q. M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente al
pagamento, in favore delle due parti controricorrenti, delle spese del
giudizio di legittimità, che liquida per ciascuna in Euro 3.000,00
(tremila) per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del
15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del D.P.R. n. 115 del 2002,
dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte
del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato
pari a quello dovuto per il ricorso.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda
Sezione Civile, addì 12 dicembre 2017.
Il Presidente
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conseguente condanna della parte ricorrente, risultata soccombente,

l Fu ngrio Giudizi”
Tia NERI

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