Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4637 del 21/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 21/02/2020, (ud. 22/11/2019, dep. 21/02/2020), n.4637

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11261-2019 proposto da:

C.M.A., B.P., D.T.,

CA.PA., L.A., R.G.A., M.M.,

RA.AL., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GOLAMETTO 4, presso

lo studio dell’avvocato GIOVAMBATTISTA FERRIOLO, che li rappresenta

e difende unitamente all’avvocato FERDINANDO EMILIO ABBATE;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– resistente –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di PERUGIA, depositato il

25/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 22/11/2019 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

GRASSO.

Fatto

RITENUTO

che la Corte d’appello di Perugia, con il decreto di cui in epigrafe, condannò il Ministero della Giustizia a pagare in favore di Ca.Pa., R.G.A., M.M., L.A., Ra.Al., D.T., C.M.A. e B.P., a titolo d’equo indennizzo per la non ragionevole durata di un processo civile, la somma di Euro 417,00 per ciascuno di loro, nonchè le spese processuali, liquidate in complessivi Euro 203,00, oltre accessori;

che avverso il predetto decreto gli anzidetti istanti propongono ricorso esponendo, con l’unitaria censura posta a corredo dello strumento, che la Corte di merito aveva violato o falsamente applicato l’art. 91 c.p.c. e l’art. 2233 c.c., nonchè il D.M. n. 55 del 2014, per avere liquidato il rimborso spese al disotto del minimo legale, relativamente alla fase di rinvio;

che l’Amministrazione ha depositato atto costitutivo tardivo “al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1”.

Diritto

CONSIDERATO

che questa Corte ha già condivisamente avuto modo di precisare che in tema di spese processuali, il giudice è tenuto a effettuare la liquidazione giudiziale nel rispetto dei parametri previsti dal D.M. n. 55 del 2014 il quale non prevale sul d. m. n. 140 del 2012 per ragioni di mera successione temporale, bensì nel rispetto del principio di specialità, in quanto il D.M. n. 140 del 2012 è rivolto a regolare la materia dei compensi tra professionista e cliente mentre il D.M. n. 55 del 2014 detta i criteri che il giudice deve applicare nel regolare le spese di causa (Sez. 2, n. 1018, 17/1/2018, Rv. 647642); considerato che la liquidazione effettuata dalla Corte locale in complessive Euro: 203,00 per la fase di opposizione si pone al di sotto dei limiti imposti dal D.M. n. 55, tenuto conto del valore della causa (fino a Euro 1.100,00) e pur applicata la riduzione massima, in ragione della speciale semplicità dell’affare (art. 4, cit.);

considerato che a motivo dell’esposto il provvedimento gravato deve essere cassato con rinvio, rimettendosi al Giudice del rinvio anche il regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Perugia, altra composizione.

Così deciso in Roma, il 22 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2020

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