Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4632 del 28/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. L Num. 4632 Anno 2018
Presidente: MAMMONE GIOVANNI
Relatore: BERRINO UMBERTO

ORDINANZA

sul ricorso 18012-2012 proposto da:
I.N.P.S.

ISTITUTO NAZIONALE

SOCIALE C.F. 80078750587,

DELLA

PREVIDENZA

in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato
in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura
Centrale dell’Istituto rappresentato e difeso dagli
avvocati ANTONELLA PATTERI, LUIGI CALIULO, GIUSEPPINA
GIANNICO, SERGIO PREDEN, giusta delega in atti ;
– ricorrente –

2017
contro

4422

PENSOTTI DECIO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA SILLA 28, presso lo studio dell’avvocato CARMINE
COSENTINO,

rappresentato

e

difeso dall’avvocato

t’

i

Data pubblicazione: 28/02/2018

ANGELO VERGA, giusta delega in atti;
– controricorrente-

avverso la sentenza n. 841/2011 della CORTE D’APPELLO

di MILANO, depositata il 13/07/2011 R.G.N. 5977/2009.

Rilevato
che l’Inps rigettava la domanda di pensione di vecchiaia presentata nel
settembre del 2002 da Pensotti Decio in forza di contribuzione INPDAI;
che proposto ricorso dall’assicurato al giudice del lavoro del Tribunale di
Varese, l’Inps eccepiva la decadenza ex art. 47 del d.P.R. n. 639/1970 e, nel

1971 e 1.7.1983 – 28.6.1984;
che accolta la domanda e proposto appello dall’Inps, la Corte d’appello di
Milano (sentenza del 13.7.2011) rigettava l’impugnazione, ritenendo
inesistente la decadenza e, nel merito, considerando provato per presunzioni
l’avvenuto versamento dei contributi;
che secondo la Corte di merito la decadenza triennale di cui all’art. 47 della
legge. n. 438/92 non era maturata nella fattispecie in quanto risaliva al
15.11.2005 la comunicazione del provvedimento di rigetto della domanda
amministrativa della pensione di vecchiaia del settembre del 2002, rigetto
dovuto alla mancanza della contribuzione necessaria, mentre il ricorso al
giudice del lavoro era stato depositato il 2 marzo del 2007, cioè nei termini;
che per la cassazione della sentenza ricorre l’Inps con un solo motivo;
che resiste con controricorso Pensotti Decio, il quale deposita anche memoria
ai sensi dell’art. 378 c.p.c.;
Considerato
che con un solo motivo, proposto per violazione e falsa applicazione dell’art.
47 del DPR n. 639 del 1970, così come sostituito dall’art. 4 del D.L. n. 384 del
1992, convertito nella legge n. 438 del 1992, nonché dall’art. 6 del D.L. n. 103
del 1991, l’Inps sostiene che la soglia di decorrenza del termine triennale di
decadenza di cui al citato art. 47, comma 2, del d.p.r. n. 639/70 va ravvisata
nella scadenza dei termini prescritti per l’esaurimento del procedimento
amministrativo;
che a tenore del consolidato orientamento di legittimità tale termine di
decorrenza – definito dal lasso temporale per il conseguimento dell’iter
amministrativo per complessivi 300 giorni, risultanti dai 120 giorni per lo
spatium deliberandi concesso all’ente e 180 giorni per il ricorso amministrativo
ed il relativo provvedimento di risposta – costituisce la soglia oltre la quale la

1

merito, sosteneva la mancanza di copertura assicurativa per i periodi 1968 –

presentazione di un ricorso tardivo, pur essendo rilevante ai fini della
procedibilità dell’azione giudiziaria, non consente lo spostamento in avanti del
termine di decadenza, con estensione di tale principio all’ipotesi di tardivo
provvedimento di rigetto nel merito da parte dell’istituto di previdenza;
che nel caso di specie la domanda amministrativa risaliva al mese di

fosse stato emesso il 15.11.2005, cioè oltre il previsto termine di 120 giorni,
per cui la proposizione del ricorso giudiziario in data 2.3.2007 era avvenuta
ben oltre il termine di decadenza di tre anni;
che, di conseguenza, la Corte d’appello avrebbe dovuto dichiarare decaduto
Pensotti Decio dal diritto a riscuotere i ratei di pensione compresi tra il mese di
marzo del 2004 e quello di febbraio del 2007, cioè quelli maturati nell’ultimo
triennio antecedente al ricorso giudiziale;
che il ricorso è fondato;
che, invero, di recente questa Corte (Cass. Sez. Lav. n. 15969 del 27.6.2017)
ha avuto modo di ribadire che “in tema di decadenza dall’azione giudiziaria per
il conseguimento di prestazioni previdenziali, l’art. 47 del d.P.R. n. 639 del
1970 (nel testo modificato dall’art. 4 del d.l. n. 384 del 1992, conv., con
modif., dalla I. n. 438 del 1992), dopo avere enunciato due diverse decorrenze
della decadenza (dalla data della comunicazione della decisione del ricorso
amministrativo o da quella di scadenza del termine stabilito per la pronunzia
della detta decisione), individua – nella “scadenza dei termini prescritti per
l’esaurimento del procedimento amministrativo” – la soglia di trecento giorni
(risultante dalla somma del termine presuntivo di centoventi giorni dalla data
di presentazione della richiesta di prestazione, di cui all’art. 7 della I. n. 533
del 1973, e di centottanta giorni, previsto dall’art. 46, commi 5 e 6, della I. n.
88 del 1989), oltre la quale la presentazione di un ricorso tardivo – pur
restando rilevante ai fini della procedibilità dell’azione giudiziaria – non
consente lo spostamento in avanti del “dies a quo” per l’inizio del computo del
termine di decadenza (di tre anni o di un anno); tale disposizione, quale
norma di chiusura volta ad evitare una incontrollabile dilatabilità del termine di
una decadenza avente natura pubblica, deve trovare applicazione anche se il
ricorso amministrativo, o la relativa decisione, siano intervenuti in ritardo

settembre del 2002 e a nulla rilevava il fatto che il provvedimento di rigetto

rispetto al termine previsto” (conf. a Cass. Sez. Lav. n. 7527 del 29.3.2010 e a
S.U. n. 12718 del 29.5.2009);
che, pertanto, nella fattispecie il tardivo provvedimento amministrativo del
15.11.2005, col quale era stata rigettata la domanda amministrativa risalente
al settembre del 2002, non determinava alcun slittamento del termine di

modificato dall’art. 4 del d.l. n. 384 del 1992, conv., con modif., dalla I. n. 438
del 1992), con la conseguenza che il deposito del ricorso giurisdizionale in data
2.3.2007 risultava tardivamente proposto rispetto al maturato termine di
decadenza;
che tutto ciò comportava la decadenza di Pensotti Decio dal diritto di
conseguire i ratei della pensione di vecchiaia venuti a scadenza nell’arco
temporale coperto dalla maturata decadenza triennale, vale a dire nel periodo
compreso tra il mese di marzo del 2004 e quello di febbraio del 2007;
che, pertanto, il ricorso va accolto e l’impugnata sentenza va cassata;
che, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa va decisa
nel merito con la dichiarazione di decadenza di Pensotti Decio dal diritto di
percepire i ratei della pensione di vecchiaia compresi tra il mese di marzo del
2004 ed il mese di febbraio del 2007;
che motivi di equità dovuti al differente esito del presente giudizio di
legittimità rispetto a quello delle fasi di merito inducono la Corte a ritenere
interamente compensate tra le parti le spese dell’intero processo;
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel
merito, dichiara Pensotti Decio decaduto dal diritto a percepire i ratei di
pensione compresi tra il mese di marzo del 2004 ed il febbraio del 2007.
Compensa le spese dell’intero processo.
Così deciso in Roma il 14 novembre 2017

decadenza triennale di cui all’ art. 47 del d.P.R. n. 639 del 1970 (nel testo

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA