Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4589 del 22/02/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. trib., 22/02/2017, (ud. 01/02/2017, dep.22/02/2017),  n. 4589

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

Dott. DE MASI Oronzo – rel. Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 10235-2012 proposto da:

M.G.B., elettivamente domiciliato in ROMA VIA

TIBULLO 10, presso lo studio dell’avvocato MICHELE CENTRONE,

rappresentato e difeso dall’avvocato PASQUALE LISTA giusta delega a

margine;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA SUD SPA, in persona del legale responsabile pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA PREMUDA 1/A, presso lo studio

dell’avvocato ROBERTO DIDDORO, rappresentato e difeso dall’avvocato

VINCENZO POLISI giusta delega in calce;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 63/2011 della COMM.TRIB.REG. di NAPOLI,

depositata il 02/03/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

01/02/2017 dal Consigliere Dott. ORONZO DE MASI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ZENO Immacolata, che ha concluso per l’accoglimento del 1 motivo di

ricorso e l’assorbimento dei restanti.

Fatto

FATTI DI CAUSA

M.G.B. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania n. 63/23/11, depositata il 2/3/2011 e corretta nella parte dispositiva con ordinanza pronunciata il 29/9/2011, che ha accolto l’appello del Concessionario Gestline s.p.a. avente ad oggetto la decisione di primo grado con cui era stata dichiarata l’illegittimità dell’iscrizione di ipoteca su un immobile di proprietà del contribuente, per una cartella di pagamento impugnata giudizialmente.

In particolare, il Giudice di appello osservava che al Concessionario, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, comma 1, non viene chiesto alcun ulteriore adempimento, in caso di mancato pagamento del contribuente, per procedere all’iscrizione della cautela, e che la controversia avente ad oggetto l’impugnazione della cartella di pagamento presupposta si era conclusa, con esito sfavorevole per il M., con sentenza n. 508/44/10, in data 23/9/2008, della CTP di Napoli.

L’intimata Equitalia Sud s.p.a. non ha svolto attività difensiva.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5, nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione dell’art. 276 c.p.c., art. 156 c.p.c., comma 2, artt. 118 e 119 disp. att. c.p.c., D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 35, avendo la CTR provveduto alla correzione del dispositivo della sentenza in palese contrasto con la motivazione della pronunciata decisione, nonostante si trattasse di vizio non sanabile mediante il procedimento di correzione degli errori materiali.

La censura va disattesa.

Nella impugnata sentenza si legge “Il ricorso è fondato e va accolto” ed i successivi passaggi motivazionali contengono l’esposizione delle ragioni che militano a favore dell’accoglimento del gravame proposto dal Concessionario, soccombente in prime cure, di tal che la statuizione di rigetto dell’appello, contenuta nella parte dispositiva, contrasta con la motivazione della decisione ed è il frutto evidente di un errore materiale.

Non si tratta, infatti, di un contrasto insanabile, proprio perchè la divergenza è dovuta ad un mero errore di redazione del documento cartaceo, evenienza nella quale va esclusa la nullità della sentenza ed ammessa la procedura di correzione degli errori materiali.

E’ appena il caso di ricordare che, secondo una condivisibile giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi, il contrasto tra formulazione letterale del dispositivo di una sentenza e pronuncia adottata in motivazione, ” non incidendo sull’idoneità del provvedimento, considerato complessivamente nella totalità delle sue componenti testuali, a rendere conoscibile il contenuto della statuizione giudiziale, non integra un vizio attinente alla portata concettuale e sostanziale della decisione, bensì un errore materiale, correggibile ai sensi degli artt. 287 e 391-bis c.p.c., trattandosi di ovviare ad un difetto di corrispondenza tra l’ideazione del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, rilevabile ictu oculi dal testo del provvedimento, senza che venga in rilievo un’inammissibile attività di specificazione o di interpretazione della sentenza ” (Cass. n. 15321/2012; n. 12035/2011).

Con il secondo motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5, nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, L. n. 212 del 2000, art. 7, commi 1 e 3, (c.d. Statuto del contribuente), L. n. 241 del 1990, art. 3 giacchè la CTR ha escluso la necessità della motivazione del provvedimento impugnato dal contribuente e ritenuto ormai definito il giudizio, proposto innanzi al giudice tributario, avente ad oggetto l’impugnazione della cartella di pagamento presupposta (n. (OMISSIS)), notificata il 2/2/2007, senza considerare, invece, che era ancora pendente, innanzi alla CTR della Campania, il giudizio di appello avverso la – sfavorevole – decisione di primo grado.

La censura è, in parte, inammissibile ed, in parte, infondata.

E’ inammissibile, per difetto di autosufficienza, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, laddove nel ricorso si lamenta la violazione e mancata applicazione di norme di diritto, in punto di erronea valutazione, da parte del Giudice di appello, delle conseguenze del dedotto vizio di motivazione del provvedimento di iscrizione dell’ipoteca, senza riportare le parti dell’atto di appello necessarie a dimostrare la proposizione, già nell’atto introduttivo del giudizio, del relativo motivo e l’erroneità del suo rigetto (Cass. n. 9888/2016; n. 7455/2013; n. 11731/2011).

E’ infondata nel merito, perchè la CTR ha correttamente ritenuto che la pendenza del giudizio tributario promosso dal contribuente avverso la cartella esattoriale presupposta non vale di per sè ad escludere la legittimità dell’iniziativa del Concessionario, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento (o, nel caso di riscossione “semplificata” mediante avviso di accertamento, decorsi novanta giorni dalla notificazione dell’avviso suddetto), stante la funzione cautelare dell’istituto, considerato che l’iscrizione ipotecaria D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 77 (al pari del fermo) si pone come procedura alternativa all’esecuzione forzata (Cass. n. 25745/2005; S.U. n. 19667/2014 e, in tema di fermo amministrativo, S.U. n. 15354/2015).

Non v’è luogo a pronuncia sulle spese del giudizio non avendo l’intimata svolto attività difensiva.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 1 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 febbraio 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA