Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4532 del 24/02/2010

Cassazione civile sez. I, 24/02/2010, (ud. 24/11/2009, dep. 24/02/2010), n.4532

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. FELICETTI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. FITTIPALDI Onofrio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 11878/2006 proposto da:

F.D. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA CONFALONIERI 2, presso l’avvocato DI

GIROLAMO ALFREDO, rappresentato e difeso dall’avvocato MILANI Marco,

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

V.S. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA CONTE ROSSO 5, presso l’avvocato VITALE

SALVATORE, rappresentata e difesa dall’avvocato ABBONDANZA Francesca,

giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1299/2005 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 20/09/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

24/11/2009 dal Consigliere Dott. FRANCESCO FELICETTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

DESTRO Carlo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. V.S., con ricorso depositato il 26 marzo 2002, chiedeva al tribunale di Firenze di pronunciare la separazione personale dal marito F.D., con il quale aveva contratto matrimonio il (OMISSIS), con addebito a carico dello stesso e l’attribuzione di un assegno di mantenimento. Il convenuto si costituiva chiedendo che la separazione fosse pronunciata con addebito a carico dell’attrice. Il tribunale, con sentenza del 7 luglio 2004, pronunciava la separazione con addebito a carico della moglie e rigettava la domanda di assegno. La V. proponeva appello e la Corte di appello di Firenze, con sentenza depositata il 20 settembre 2005, in riforma della sentenza impugnata, pronunciava la separazione senza addebito e attribuiva alla V. un assegno di mantenimento di Euro 361,52 mensili, rivalutabile secondo gl’indici ISTAT, a far data dal maggio 2003. Il F. ha proposto ricorso avverso tale sentenza, con ricorso notificato alla V. in data 10 aprile 2006. L’intimata resiste con controricorso notificato il 19 maggio 2006.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il ricorso si denuncia l’insufficiente o contraddittoria motivazione sull’addebito. In proposito si espone che è pacifico che la V., nell'(OMISSIS), lasciò la casa coniugale e andò ad abitare con i propri figli. Si deduce che tale comportamento di per sè costituisce violazione dell’obbligo di convivenza e che, perchè la domanda di addebito potesse essere validamente rigettata, era necessaria la prova o che l’abbandono fosse stato determinato da specifici comportamenti trasgressivi dei doveri coniugali addebitabili all’altro coniuge, ovvero che l’abbandono fosse avvenuto quando l’intollerabilità della convivenza si era già verificata.

Secondo il ricorrente la V. non avrebbe dato prova di nessuna di tali circostanze. Infatti la stessa sentenza della Corte di appello, nel rigettare la domanda di addebito proposta nei confronti del F., ne aveva riconosciuto l’infondatezza, per non avere egli trasgredite i suoi doveri matrimoniali, mentre la sentenza avrebbe affermato che l’abbandono del tetto coniugale da parte della V. era avvenuto quando la convivenza era già divenuta intollerabile per le intemperanze e incomprensioni fra le parti, dovute alla differenza di età (diciotto anni e sei mesi) ed a incompatibilità di carattere, senza alcun supporto probatorio.

Il motivo è infondato. La Corte di appello, infatti, ha dato atto del comportamento del F. nella gestione economica del “menage” familiare – quale emerso dall’istruttoria (e confermato dalle deposizioni testimoniali riportate nello stesso ricorso) – ed ha ritenuto che, pur non dando adito esso a un’addebitabilità della separazione a suo carico per la eccessiva parsimoniosità, non condivisa dalla V., era tale da determinare attriti e incompatibilità fra i coniugi in relazione ai quali, con valutazione di merito, non immotivata e quindi incensurabile in questa sede, ha ritenuto, facendo riferimento alle dichiarazioni rese dalle parti nonchè ad elementi presuntivi, che l’abbandono del tetto coniugale da parte della moglie sia stato effetto di una già intervenuta “frattura ormai insanabile fra i coniugi” che aveva reso intollerabile la convivenza, così da essere mancato quel nesso di causalità necessario perchè detto abbandono potesse costituire causa di addebito della separazione.

Risultando tale statuizione adeguatamente motivata, ne deriva che il motivo deve essere rigettato.

2. Con il secondo motivo si denunciano ancora vizi motivazionali in ordine all’attribuzione e quantificazione dell’assegno di mantenimento, fondata sull’affermata esistenza di documenti comprovanti “la qualità e la quantità del patrimonio del F., composto anche da apprezzabili depositi bancari e titoli”, in effetti del tutto inesistenti, godendo il F. unicamente di una pensione da Euro 1032,00 mensili, che, detratte le spese fisse documentate, gli consentono appena di sopravvivere.

Anche tale motivo è infondato, risolvendosi nella negazione di accertamenti e valutazioni di merito compiute dalla Corte di appello, motivate, in relazione alla concessione dell’assegno, anche con riguardo allo stato di completa impossidenza di qualunque reddito da parte della V. ed alle sue condizioni di salute che le rendono impossibile procurarseli.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente alle spese del giudizio di cassazione.

PQM

LA CORTE DI CASSAZIONE Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese del giudizio di cassazione, che liquida nella misura di Euro milleduecento, di cui euro duecento per spese vive, oltre spese generali e accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 24 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 24 febbraio 2010

 

 

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