Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4518 del 27/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4518 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: GENOVESE FRANCESCO ANTONIO

ORDINANZA
sul ricorso 24808-2016 proposto da:
FALLINIENTO TORMEC SAS DI PAOLO PADRIN & C. E DI
PAOLO PADRIN , in persona del procuratore, elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA L’. CORRIDONI, 23, presso lo studio
dell’avvocato FRANCESCO PERINI, che li rappresenta e difende
unitamente all’avvocato PAOLA ADREANI;

– ricorrenti contro
UNICREDIT SPA, in persona del legale rappresentante, elettivamente
domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA
della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato
ANTONIO FORMAR();

– controricorrente –

Data pubblicazione: 27/02/2018

avverso il decreto n. 1230/2016 del TRIBUNALE di BUSTO
\RSIZIO, emesso il 21/09/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE
Il Tribunale di Busto Arsizio, con il decreto reso nel
procedimento n. 1230 del 2016 (pubblicato il 21 settembre
2016) instaurato per la revocazione di un credito della Banca
Unicredit SpA, ammesso allo stato passivo del Fallimento
Tormec sas di Paolo Pedrin & C., ha respinto il ricorso proposto
dalla Curatela, sulla base della sentenza passata in giudicato e
relativa al credito della Banca verso i garanti della società
fallita, in quanto, da un lato, la ricorrente non aveva «indicato
a quale ipotesi tra quelle contemplate dall’art. 98 LF (falsità,
dolo, errore di fatto, mancanza di documenti) sarebbe stato
riconducibile il caso in esame» e, da un altro, non aveva né
allegato e né provato l’esistenza di documenti falsi a corredo
dell’istanza d’insinuazione allo stato passivo né il rinvenimento
di documenti decisivi differenti rispetto a quelli già prodotti dal
creditore, in sede di ammissione del suo credito.
Contro tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione la
Curatela del Fallimento Tormec sas di Paolo Pedrin & C.,
lamentando violazione e falsa applicazione dell’art. 98, 4 0 co.,
LF, 116 cod. proc. civ. e 2729 cod. civ. per l’esistenza di un
giudicato, valevole anche quale prova atipica, costituito dalla
sentenza (pronunciata tra la Banca e i fideiussori della società
fallita) che aveva escluso la loro qualità di debitori dell’istituto
di credito.
Il Collegio condivide la
proposta di definizione della
controversia notificata alle parti costituite nel presente
procedimento, alla quale sono state mosse osservazioni critiche
da parte della Curatela ricorrente.
Il ricorso per cassazione è inammissibile in quanto non censura
la ratio decidendi del provvedimento impugnato che è costituita
– come si è detto – dall’inammissibilità della proposta
revocazione, per la mancata identificazione dell’ipotesi
tipicamente esperibile (ed esperita), ai sensi dell’art. 98, co. 4,
LF, e dall’irrilevanza di ogni considerazione, peraltro nemmeno
oggetto di esame da parte del giudice circondariale, circa la
Ric. 2016 n. 24808 sez. M1 – ud. 14-12-2017
-2-

ANTONIO GENOVESE.

natura di prova atipica di un giudicato che, come osservato
dalla resistente, attiene a soggetti diversi da quelli ai quali si
riferisce il rapporto controverso, definito – a sua volta – con
giudicato endofallimentare.
Alla inammissibilità del ricorso conseguono le spese processuali
(che si liquidano come da dispositivo) e l’affermazione dei
presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
PQM
La Corte,
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al
pagamento delle spese processuali che liquida in complessivi C
5.100,00, di cui C 100,00 per esborsi, oltre alle spese generali
ed agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del
2002, inserito dall’art. I, comma 17, della legge n. 228 del
2012, dichiara che sussistono i presupposti per il versamento,
da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di
contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma
del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6-1a
sezione civile della Corte di cassazione, il 14 dicembre 2017.
Il Pre s idente
Magda gristiano

A

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