Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4516 del 11/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 11/02/2022, (ud. 21/10/2021, dep. 11/02/2022), n.4516

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Lucia – Presidente –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. BUFFA Francesco – rel. Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13429-2020 proposto da:

T.M.A., nella qualità di esercente la patria potestà

sul minore C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

CARLO MIRABELLO 14, rappresentata e difesa dall’avvocato LUCA

MARAGLINO;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati CLEMENTINA

PULLI, PATRIZIA CIACCI, MANUELA MASSA;

– resistente –

avverso il decreto n. R.G. 12291/2019 del TRIBUNALE di ROMA,

depositato il 25/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. BUFFA

FRANCESCO.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con decreto del 25.9.19 il tribunale di Roma, all’esito di procedimento di accertamento tecnico preventivo, ha negato la sussistenza in capo all’assistita in epigrafe del requisito sanitario ai fini dell’indennità di accompagnamento ed ha condannato la predetta al pagamento delle spese di lite.

In particolare, il giudice ha ritenuto che l’assistito non avesse diritto all’esenzione delle spese ex art. 152 att. c.p.c., in quando la dichiarazione redditale presentata era priva di data.

Avveso tale decreto ricorre l’assistito con un motivo (che deduce violazione dell’art. 152 att. c.p.c.); l’INPS è rimasto intimato.

Il motivo è manifestamente fondato.

E’ pacifico che la dichiarazione reddituale in quAestione è stata prodotta sin dall’introduzione del giudizio per accertamento tecnico preventivo in allegato al ricorso, nel cui corpo peraltro è stata riprodotta la dichiarazione reddituale.

In tale contesto, la dichiarazione che sia priva di data propria al più prenderà la data del ricorso, sicché la mancanza di data nell’allegato è priva di rilievo, essendo indubitabile che al momento della domanda giudiziale la dichiarazione reddituale rilevante ai fini dell’esonero delle spese di lite era presente.

Il decreto impugnato deve dunque essere cassato nel capo delle spese e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la causa può essere decisa nel merito dichiarando irripetibili le spese di lite dell’ATP.

Spese del presente giudizio secondo soccombenza, (NDR: testo originale non comprensibile).

PQM

accoglie il ricorso, cassa il capo relativo alle spese del decreto impugnato e, decidendo nel merito, dichiara irripetibili le spese del giudizio di ATP.

condanna l’INPS al pagamento in favore del ricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che si liquidano in Euro 200,00 per esborsi ed Euro 800,00 per compensi professionali, oltre spese al 15 % ed accessori di legge, (NDR: testo originale non comprensibile).

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 21 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 11 febbraio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA