Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4504 del 21/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 21/02/2017, (ud. 21/10/2016, dep.21/02/2017),  n. 4504

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25999-2015 proposto da:

P.P., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

SEBASTIANO PANGALLO giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

CURATELA FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L.;

– intimata –

avverso il decreto del TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA, emesso il

15/07/2015 e depositato il 08/09/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO ANTONIO

GENOVESE.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 20 luglio 2015, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.:

“Con decreto in data 8 settembre 2015, il Tribunale di Reggio Calabria ha respinto l’opposizione allo stato del fallimento (OMISSIS) srl proposta da P.P., in relazione all’esclusione del credito vantato nei riguardi della società in bonis per la restituzione della restante parte del prezzo pagato per un’automobile il cui acquisto era stato risolto, in quanto i documenti prodotti non avevano data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento e tale deficit probatorio utile non poteva essere surrogato dalla richiesta di prova testimoniale, inammissibile nella materia de qua.

Avverso il decreto ha proposto ricorso il sig. P., con atto notificato il 19 ottobre 2015, sulla base di un unico motivo, con cui denuncia violazione degli artt. 2704 e 2729 c.c., anche con riferimento alla mancata acquisizione delle scritture contabili della società in bonis, per i mesi da giugno 2009 a marzo 2010, al fine di verificare le date di incasso dei pagamenti eseguiti dall’odierno ricorrente e, in tal modo, ricavare aliunde la certezza di data della documentazione prodotta.

La curatela non ha svolto difese, in questa fase del giudizio.

Il ricorso appare inammissibile, giacchè, nel silenzio sul punto contenuto nel decreto impugnato, da un lato, non dice “come, dove e quando” tale richiesta ex art. 210 è stata proposta e, da un altro, non tiene conto del principio affermato da questa Corte (Sez. L, Sentenza n. 24188 del 2013) secondo cui “In tema di poteri istruttori d’ufficio del giudice del lavoro l’emanazione di ordine di esibizione (nella specie di documenti) è discrezionale e la valutazione di indispensabilità non deve essere neppure esplicitata nella motivazione; ne consegue che il relativo esercizio è svincolato da ogni onere di motivazione e il provvedimento di rigetto dell’istanza di ordine di esibizione non è sindacabile in sede di legittimità, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione, trattandosi di strumento istruttorio residuale, utilizzabile soltanto quando la prova dei fatti non possa in alcun modo essere acquisita con altri mezzi e l’iniziativa della parte instante non abbia finalità esplorativa.”.

Il ricorso, pertanto, appare carente, in punto di ammissibilità, per difetto di autosufficienza e per l’ipotizzata ragione illustrativa capace di far superare il punto di diritto.

Difettando, complessivamente, il tono dell’atto introduttivo del giudizio di legittimità, se ne deve disporre il giudizio camerale ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. e art. 375 c.p.c., n. 1″.

Considerato che il Collegio condivide la proposta di definizione della controversia contenuta nella relazione di cui sopra, alla quale non risultano essere state mosse osservazioni critiche;

che, perciò, il ricorso, manifestamente inammissibile, deve essere dichiarato tale in ossequio al principio di diritto sopra richiamato;

che non v’è luogo a provvedere sulle spese giudiziali atteso che la parte intimata non ha svolto difese in questa sede;

che sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.

PQM

La Corte,

Dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara che sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione sesta civile – 1 della Corte di cassazione, dai magistrati sopra indicati, il 21 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2017

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