Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4502 del 11/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 11/02/2022, (ud. 11/01/2022, dep. 11/02/2022), n.4502

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13174-2020 proposto da:

MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

O.J., domiciliato presso la cancelleria della CORTE DI

CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso

dall’avvocato ORNELLA FIORE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 236/2020 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 24/02/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata dell’11/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. TERRUSI

FRANCESCO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

il Ministero dell’interno ha impugnato la sentenza della corte d’appello di Torino che ha riconosciuto a O.J., nigeriano, la protezione umanitaria; ha dedotto un unico mezzo finalizzato a far valere la violazione del t.u. imm., art. 5, per avere la corte territoriale accordato la protezione in base a presupposti – il semplice inserimento lavorativo e sociale del richiedente – non rientranti tra quelli previsti dall’ordinamento;

l’intimato ha replicato con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

I. – il motivo e’, nel senso che segue, manifestamente fondato;

la corte d’appello di Torino, dopo aver accertato che la situazione generale della Nigeria non è inquadrabile nel conflitto armato e/o nella violenza generalizzata idonea a comportare una minaccia grave e individuale alla vita o alla persona del richiedente, e dopo aver stabilito che il richiedente non rientra “nella categoria delle persone vulnerabili per età, salute o provenienza”, ha accolto l’istanza subordinata di protezione umanitaria sulla scorta della semplice affermazione che “lo stesso risulta aver avviato, con serietà e determinazione, nel tessuto economico del paese ospitante” un “percorso di inclusione”; ciò in base alla documentazione prodotta “attestante l’esistenza di un regolare rapporto di lavoro che, di fatto, prosegue ininterrotto già da tempo”;

sulla base di simile constatazione la corte d’appello ha ritenuto che la situazione comprovasse “la volontà dell’appellante (..) di proseguire aspettative di vita, per stile e cultura, assai differenti dal proprio paese di provenienza”, così da poter subire “dannose ripercussioni in casi di rimpatrio”;

II. – la motivazione non soddisfa le condizioni della protezione umanitaria;

III. – questa Corte, a sezioni unite, ha affermato in generale il principio secondo cui, ai fini del riconoscimento della protezione umanitaria, occorre operare la valutazione comparativa della situazione soggettiva e oggettiva del richiedente con riferimento al paese di origine, in raffronto alla situazione d’integrazione raggiunta nel paese di accoglienza, “senza che abbia rilievo l’esame del livello di integrazione raggiunto in Italia, isolatamente ed astrattamente considerato” (Cass. Sez. U n. 2945919);

IV. – questo principio è stato completato nel senso che, ai medesimi fini, la valutazione comparativa deve essere svolta attribuendo alla condizione soggettiva e oggettiva del richiedente nel paese d’origine un peso tanto minore quanto maggiore risulti il grado di integrazione che il richiedente dimostri di aver raggiunto nel tessuto sociale italiano (Cass. Sez. U n. 24413-21);

V. – ora l’accertamento che un tale livello di integrazione sia stato raggiunto non rileva di per sé, ma pur sempre in relazione a un dato comparativo, che il giudice del merito deve comunque verificare specificando se in qual senso il ritorno nel proprio paese possa esser tale da rendere probabile un significativo scadimento delle condizioni di vita privata e/o familiare, così da recare il vulnus al diritto riconosciuto dall’art. 8 della Cedu;

in questa condizione può esser considerato esistente il serio motivo di carattere umanitario rilevante ai sensi del t.u. imm., art. 5;

VI. – nel caso concreto è mancata una valutazione comparativa rilevante ai fini indicati, perché non basta ipotizzare (cosa ovvia) che il migrante, che abbia intrapreso un serio percorso di integrazione, possa subire dannose ripercussioni in caso di rimpatrio; è necessario invece stabilire se il rimpatrio possa ai fini medesimi determinare un significativo scadimento delle condizioni di vita privata o familiare nel paese di origine tale da incidere su quanto riconosciuto come presidio dei diritti della persona umana dall’art. 8 della Cedu;

la sentenza va quindi cassata con rinvio alla medesima corte d’appello, in diversa composizione, per nuovo esame;

la corte d’appello provvederà’ anche sulle spese del giudizio svoltosi in questa sede di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla corte d’appello di Torino anche per le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 11 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 11 febbraio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA