Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4478 del 11/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 11/02/2022, (ud. 14/12/2021, dep. 11/02/2022), n.4478

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. R.G. 1724-2021 proposto da:

I.K., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dagli avvocati

STEFANIA ALBA NIANISCALCO, ALBERTO MARELLI;

– ricorrente –

contro

R. GESTIONI SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA DEL POPOLO, 18, presso lo

studio dell’avvocato NUNZIO RIZZO, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato PIERLUIGI RIZZO;

– resistente –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di

MILANO, depositata il 27/11/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 14/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. VALERIA

PICCONE;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. MUCCI ROBERTO, che conclude per

raccoglimento dell’istanza di regolamento di competenza, sussistendo

la competenza territoriale del Tribunale di Milano in funzione di

giudice del lavoro; conseguenze di legge.

 

Fatto

PREMESSO

che:

– con ordinanza del 25 novembre 2020, il Tribunale di Milano, in funzione di giudice del lavoro, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore del Tribunale di Napoli in relazione alla domanda proposta da I.K. inerente alla condanna della R. Gestioni S.p.A. – alle cui dipendenze il ricorrente aveva svolto attività lavorativa come addetto all’impresa di pulizia – al pagamento, in favore del lavoratore, delle somme dovute a titolo di differenze retributive;

– avverso tale ordinanza propone regolamento di I.K.;

– la R. Gestioni S.p.A. ha presentato scritture difensive;

– il Procuratore generale ha rassegnato conclusioni scritte con cui ha richiesto che, in accoglimento del ricorso venga dichiarata la competenza territoriale del Tribunale di Milano in funzione di giudice del lavoro;

Il Collegio.

Diritto

– preliminarmente rileva come vada disattesa l’eccezione di inammissibilità relativa alle deduzioni non formulate dinanzi al Tribunale di Milano;

– invero, il ricorso per regolamento di competenza, ritualmente proposto nel termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza ex art. 47 c.p.c., comma 2, rispetta il combinato disposto degli artt. 413,428,28 e 38 c.p.c.;

– come correttamente rilevato dal Tribunale di Milano, ai sensi dell’art. 413 c.p.c., comma 2 per le controversie previste dall’art. 409, competente per territorio è il giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto di lavoro;

– l’onere della prova grava sul ricorrente;

– nella specie, va rilevato come sia stato prodotto il contratto concluso mediante sottoscrizione di entrambe le parti e come vi sia il riferimento geografico a Segrate ove in data 15 novembre 2016 il negozio è stato concluso mediante sottoscrizione, appunto), del legale rappresentante della società e del Khalid (circostanza, questa, non oggetto di contestazione);

– appare evidente l’erroneo percorso argomentativo del giudice di secondo grado il quale ha attribuito rilievo alle deduzioni della società volte a sostenere l’irrilevanza del riferimento alla sede di Segrate in quanto esclusivamente connessa al luogo di svolgimento dell’attività lavorativa, avendo, invece, la proponente avuto notizia dell’accettazione in Segrate per la contestuale sottoscrizione ed essendosi, quindi, ivi concluso il contratto;

– deve evidenziarsi, al riguardo, come, per costante giurisprudenza di legittimità (cfr., sul punto, Cass. n. 25402 del 2017), in tema di controversie di lavoro, ai fini della individuazione della competenza per territorio del giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto, il meccanismo previsto dell’art. 1326 c.c., comma 1, e dell’art. 1335 c.c., opera solo se manchino elementi per ritenere che una conoscenza dell’intervenuta accettazione si è avuta nel medesimo contesto di tempo e di luogo in cui è avvenuta la sottoscrizione della proposta per accettazione;

– nulla emerge dalle deduzioni ed allegazioni di parte controricorrente con riguardo al coinvolgimento della sede di Napoli, non essendovi in atti ricevute né di fax né di raccomandate concernenti la trasmissione della missiva a (OMISSIS);

– in particolare, poi, non conducono a diversa conclusione le osservazioni contenute nella memoria depositata da parte ricorrente, ove si richiamano le risultanze probatorie di distinti giudizi (nn. 3082 e 9043 del 2020) e, segnatamente, le dichiarazioni del teste E.V., da cui si sarebbe evinto che l’Ufficio del personale aveva la propria sede in (OMISSIS) e che ivi sarebbero stati condotti i contratti per essere sottoscritti, nonché in relazione alla presenza in quella sede del legale rappresentante e dell’amministratore delegato della società;

– nessuno degli elementi addotti in memoria emerge, tuttavia, dal ricorso introduttivo, in dispregio del disposto di cui all’art. 366 c.c., atteso che l’onere della indicazione specifica dei motivi di impugnazione, imposto a pena di inammissibilità del ricorso per cassazione dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4, qualunque sia il tipo di errore (“in procedendo” o “in indicando”) per cui è proposto, non può essere assolto “per relationem” con il generico rinvio ad atti del giudizio di appello, senza la esplicazione del loro contenuto, essendovi il preciso onere di indicare, in modo puntuale, gli atti processuali ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, nonché le circostanze di fatto che potevano condurre, se adeguatamente considerate, ad una diversa decisione e dovendo il ricorso medesimo contenere, in sé, tutti gli elementi che diano al giudice di legittimità la possibilità di provvedere al diretto controllo della decisività dei punti controversi e della correttezza e sufficienza della motivazione della decisione impugnata (cfr. fra le più recenti, Cass. n. 342 del 2021);

– in assenza di qualsivoglia indicazione di segno contrario, contenuta in sentenza e nel ricorso, deve ritenersi che il contratto sia stato concluso in presenza come attestato dal documento prodotto;

– alla luce delle suesposte argomentazioni, il ricorso deve essere accolto e dichiarata, pertanto, la competenza territoriale del Tribunale di Milano assegnando termine di legge per la riassunzione;

– le spese verranno regolate in sede di giudizio definitivo.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Dichiara la competenza territoriale del Tribunale di Milano assegnando termine di legge per la riassunzione.

Spese al definitivo.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 14 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 11 febbraio 2022

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