Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4425 del 21/02/2017


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Cassazione civile, sez. II, 21/02/2017, (ud. 13/01/2017, dep.21/02/2017),  n. 4425

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 9580-2016 proposto da:

M.R., C.F. (OMISSIS), QUALE AMM.RE DI SOSTEGNO DEL SIG.

C.B., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MARIA CRISTINA 8,

presso lo studio dell’avvocato GOFFREDO GOBBI, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato LUCIANO GAZZOLA;

– ricorrente –

contro

C.E., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,

VIALE ANGELICO 38, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO SINOPOLI,

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIANCARLO

TODESCO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 711/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 17/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/01/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO;

udito l’Avvocato Gobbi Luisa con delega depositata in udienza

dell’Avv. Goffredo Gobbi difensore del ricorrente che si riporta

agli atti depositati;

udito l’Avv. Del Frate Stelvio con delega depositata in udienza

dell’Avv. Sinopoli Vincenzo difensore della controricorrente che si

riporta agli atti depositati;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DEL

CORE Sergio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. – La Corte di Appello di Venezia ha confermato la sentenza di primo grado, con la quale è stata rigettata la domanda proposta da C.B. nei confronti della sorella C.E., con la quale l’attore aveva chiesto la condanna della stessa al pagamento dei costi da lui sostenuti per la costruzione di un fabbricato sul terreno della stessa, ed è stata invece accolta la domanda riconvenzionale proposta dalla convenuta, con conseguente condanna dell’attore al pagamento in favore della medesima della somma di Euro 24 mila per l’abusiva occupazione dell’immobile.

2. – Per la cassazione di tale sentenza ricorre C.B., a mezzo del suo amministratore di sostegno M.R., sulla base di tre motivi. Resiste con controricorso C.E..

Il ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Col primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 c.p.c., n. 3), l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio (ex art. 360 c.p.c., n. 5), per avere la Corte di Appello omesso di prendere in esame e di provvedere sulla istanza di ammissione del giuramento decisorio deferito nel giudizio di appello da esso attore alla convenuta.

Il motivo è fondato.

La Corte di Appello di Venezia ha dato atto delle conclusioni l’appellante, che ha deferito il giuramento decisorio in via subordinata, per l’ipotesi che le risultanze delle prove ammesse ed acquisite non fossero ritenute sufficienti per l’accoglimento delle domande da lui proposte.

E tuttavia la Corte territoriale, pur ritenendo le domande attoree sfornite di prova, ha omesso del tutto di prendere in esame e di provvedere sul giuramento decisorio deferito dall’appellante con atto – firmato dalla parte personalmente e dal suo procuratore generale – anteriore alla precisazione delle conclusioni.

Sul punto, va ricordato che, secondo la giurisprudenza di questa Corte dalla quale non v’è ragione di discostarsi, il giudice di merito deve sempre disporre il giuramento decisorio, benchè deferito in via subordinata, anche se i fatti con esso dedotti siano stati già accertati o esclusi in base alle risultanze probatorie, purchè il contenuto del giuramento abbia il carattere della decisorietà in ordine al thema decidendum oggetto della controversia (Cass. Sez. 3, n. 11964 del 17/05/2010; nello stesso senso, Sez. 2, n. 3271 del 16/04/1997; Sez. 3, n. 1505 del 18/02/1997).

La sentenza impugnata va pertanto cassata sul punto con rinvio, affinchè la Corte territoriale prenda in esame il giuramento decisorio deferito e decida sulla sua ammissione.

2. – Di contro, vanno rigettati il secondo e il terzo motivo, che possono essere esaminati unitariamente, con i quali si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 c.p.c., n. 3), nonchè l’omesso esame delle acquisizioni probatorie (ex art. 360 c.p.c., n. 5), in relazione alla ritenuta mancanza di prova dei fatti costitutivi posti a fondamento della domanda attorea.

Non sussiste, infatti, alcuna delle dedotte violazioni di legge nè sussiste il dedotto omesso esame. I motivi, in realtà, si riducono a doglianze di merito relative alla valutazione delle prove, che sono inammissibili in sede di legittimità.

Sul punto va ricordato che la Corte di Cassazione non ha il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, spettando soltanto al giudice del merito individuare le fonti del proprio convincimento, valutare le prove, controllarne l’attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all’uno o all’altro mezzo di prova, salvi i casi, tassativamente previsti dalla legge, in cui alla prova è assegnato un valore legale (così, ex plurimis, Cass., Sez. U, n. 5802 del 11/06/1998; da ultimo, Sez. L, n.25608 del 14/11/2013).

3. – In definitiva, va accolto il primo motivo di ricorso; vanno rigettati gli altri. La sentenza impugnata va cassata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia.

Il giudice di rinvio provvederà anche in ordine alle spese relative al presente giudizio di legittimità.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

accoglie il primo motivo di ricorso, rigetta gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione Civile, il 8 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2017

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