Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4422 del 23/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4422 Anno 2018
Presidente: PETITTI STEFANO
Relatore: MANNA FELICE

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 2145-2017 R.G. proposto da:
BASILE GAETANO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
GIAN BATTISTA VICO n.22, presso lo studio dell’avvocato
ANDREA SABINO, rappresentato e difeso dall’avvocato
ERNESTO CASTELLO;
– ricorrente contro

VILMORIN ITALIA S.R.L. C.F.02509120370, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata
in ROMA, PIAZZALE CLODIO n.12, presso lo studio
dell’avvocato ANTONIA MANFREDI, rappresentata e difesa
dall’avvocato STEFANO VANNI;
– resistente-

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del
TRIBUNALE di NOLA, depositata il 28/11/2016;

Data pubblicazione: 23/02/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 16/11/2017 dal Consigliere Dott. FELICE
MANNA;
lette le conclusioni scritte dal Pubblico Ministero, in persona
del Sostituto Procuratore Generale CARMELO CELENTANO che
ha chiesto, che la Corte di Cassazione, in camera di consiglio,

Tribunale di Bologna, con le conseguenze di legge.
IN FATTO E IN DIRITTO
1. – Gaetano Basile conveniva in giudizio innanzi al Tribunale
di Noia la Vilmorin Italia s.r.l. per il risarcimento dei danni da
responsabilità contrattuale, derivante dalla vendita di semi di
lattuga asseritamente viziati. Nel resistere in giudizio la società
venditrice eccepiva, tra l’altro, l’incompetenza per territorio del
giudice adito, competente essendo il Tribunale di Bologna in
via esclusiva in base alla clausola n. 11 delle condizioni
generali di vendita.
Con ordinanza del 25.11.2016 il Tribunale di Nola dichiarava
la propria incompetenza per territorio in favore del foro di
Bologna. Osservava al riguardo che in base al combinato
disposto degli artt. 28 e 29 c.p.c. al foro designato dalle parti è
attribuita la competenza esclusiva se risulta, ai sensi del 2°
comma dell’art. 29 c.p.c., un’enunciazione espressa che non
lasciasse adito ad alcun dubbio sulla comune intenzione delle
parti di escludere la competenza dei fori ordinari; che tale
esclusività era da ravvisare nella previsione di cui all’art. 11
delle condizioni generali di contratto, secondo cui era escluso
qualsiasi altro foro diverso da quello bolognese; che anche il
requisito della doppia sottoscrizione ex art. 1341 c.c. era
integrato, essendo sufficiente l’espresso richiamo numerico
alla clausola anzi detta; e che, infine, l’acquirente non poteva

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rigetti il ricorso indicando quale Tribunale competente il

essere qualificato come consumatore, avendo sottoscritto il
contratto nella propria qualità di imprenditore.
Avverso tale ordinanza Gaetano Basile propone istanza di
regolamento di competenza.
Il Procuratore generale ha presentato le proprie conclusioni
scritte, nel senso dell’inammissibilità (per difetto di

Entrambe le parti hanno depositato memoria.
2. – A base dell’istanza parte ricorrente deduce che la
clausola i-n questione, nel prevedere la deroga alla competenza
“in relazione alle presenti condizioni generali ed in relazione ai
singoli rapporti di fornitura da esse disciplinati”, sia chiara nel
limitare la portata della proroga alle sole forniture previste e
disciplinate dalle condizioni stesse. Le quali indicano il prezzo
delle varie forniture rispetto ad un ambito temporale preciso,
con previsione anche di un determinato sconto; che l’art. 11
delle condizioni generali ha una portata diversa dall’art. 1,
concernente “tutte le forniture dei prodotti commercializzati
dalla Vilmorin Italia”, il quale ha una valenza generale ed
organizzativa; che il testo della clausola di deroga alla
competenza, avendo contenuto vessatorio, doveva essere
riportato per intero e per esteso ai fini della sottoscrizione
specifica e non in blocco, come nella specie; e che, in
definitiva, la competenza per territorio appartiene al Tribunale
di Noia, ove ha sede l’azienda agricola del ricorrente, quale
luogo in cui si è perfezionato il contratto.
3. – Il Procuratore generale osserva, tra l’altro, che «…
l’infondatezza del ricorso viene ad essere evidente allorché si
proceda alla interpretazione letterale e sistematica della
clausola derogatoria in atti, dalla quale si evince che qualsiasi
controversia attinente ai singoli rapporti di fornitura (e non
solo quelli inerenti alle condizioni generali ed al listino accluso)
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autosufficienza) o dell’infondatezza del ricorso.

sarebbe stata devoluta all’autorità giudiziaria ordinaria del
Foro di Bologna. Inoltre, l’enunciazione del vizio di
sottoscrizione ex art. 1341 c.c., oltre ad essere priva di
autosufficienza, appare una petizione di principio essendo
evidentemente sufficiente, come osservato dal Tribunale di
Noia, la sottoscrizione dopo il richiamo effettuato in forma

rilievo alla concorrenza del

forum commissi delicti,

dal

momento che è principio espresse da questa Corte quello
secondo il quale, allorché siano demandate ad un Foro
convenzionale tutte le controversie inerenti ad un contratto
(nel caso di specie inerenti alle condizioni generali ed ai singoli
rapporti di fornitura), la relativa clausola

deve essere

interpretata nel senso che attraverso essa le parti abbiano
inteso derogare alla competenza ordinaria sia per le
controversie in cui il contratto sia fonte della pretesa, sia per
quelle in cui il contratto sia solo un fatto costitutivo della
pretesa, congiunto ad altri (Sez. 3, Ordinanza n. 24869 del
9.12.2010), sicché, ove sia invocata tanto la responsabilità
aquiliana quanto quella contrattuale, ed entrambe siano
fondate sui medesimi fatti materiali,

resta devoluta alla

competenza del foro convenzionale sia l’azione contrattuale,
sia quella extracontrattuale».
4. – La Corte aderisce alle conclusioni del Procuratore
generale, che fa proprie in considerazione della corretta
interpretazione della clausola in sé, non essendo revocabile in
dubbio che il duplice riferimento alle medesime condizioni
generali di contratto e ai rapporti di vendita assoggettativi sia
idoneo a coprire l’intera area del contenzioso di derivazione
contrattuale tra le parti.
Quanto alla sottoscrizione specifica della clausola, ai sensi
dell’art. 1341, cpv. c.c., va ribadito l’indirizzo di questa Corte
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numerica. Da ultimo, neppure è possibile attribuire alcun

secondo cui a tal fine è sufficiente, quale indicazione specifica
ed idonea a suscitare l’attenzione del sottoscrittore, il richiamo
al numero ovvero alla lettera che contraddistingue la clausola,
senza necessità che questa sia integralmente trascritta (Cass.
n. 12739/17).
5.

– Il ricorso va dunque respinto, dichiarandosi la

dovrà essere riassunta nel termine di legge.
6. – Spese al definitivo di merito.
7. – Ricorrono i presupposti per il raddoppio del contributo
unificato a carico della parte ricorrente, ai sensi dell’art. 13,
comma 1 – quater D.P.R. n. 115/02, inserito dall’art. 1, comma
17 legge n. 228/12.
P. Q. M.
La Corte rigetta il ricorso e dichiara la competenza del
Tribunale di Bologna, innanzi al quale la causa dovrà essere
riassunta nel termine di legge. Spese al definitivo di merito.
Ai sensi dell’art. 13, comma

1 – quater D.P.R. n. 115/02,

inserito dall’art. 1, comma 17 legge n. 228/12, dichiara la
sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del
ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato
pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del
comma 1 – bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta
sezione civile – 2 della Corte Suprema di Cassazione, il
16.11.2017.
Il Presidente
li Funzionario Giudiziario
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dr. i,Stefano Petitti

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competenza del Tribunale di Bologna, innanzi al quale la causa

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