Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4417 del 23/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4417 Anno 2018
Presidente: PETITTI STEFANO
Relatore: FALASCHI MILENA

ORDINANZA

sul ricorso 12004-2015 proposto da:
CREMONESI TERESA, CASTOLDI CARLO, elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA MONTE DELLE GIOIE 13, presso lo
studio dell’avvocato CAROLINA VALENSISE, che li rappresenta e
difende unitamente all’avvocato VINCENZO TATEO;
– ricorrenti contro

GUARINO GIUSEPPE, RAMBALDI MATILDE ISABELLA;
– intimati –

avverso la sentenza n. 1347/2014 della COR1E D’APPELLO di
MILANO, depositata il 02/04/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 09/06/2017 dal Consigliere Dott. MILENA
FALASCHL

Data pubblicazione: 23/02/2018

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE
Con atto di citazione notificato il 15 settembre 2005 Carlo Castoldi e Teresa
Cremonesi evocavano, davanti al Tribunale di Vigevano, Giuseppe Guarino e
Matilde Isabella Rambaldi, al fine di ottenere la riduzione in Ostino dello
stato dei luoghi dopo che i convenuti avevano ridotto il passaggio pedonale e

di opere idonee ad evitare lo scolo delle acque meteoriche dal tetto
dell’edificio confinante.

Il giudice adito, con sentenza n. 614/2010, respingeva le domande attoree.
In virtù di rituale appello interposto dagli stessi Castoldi e Cremonesi, la Corte
di Appello di Milano, con sentenza n. 1347/2014, respingeva il gravame.
Per la cassazione della sentenza di appello ricorrono Castoldi e Cremonesi
sulla base di tre motivi.
Hli intimati non hanno svolto attività difesa.
Ritenuto che il ricorso potesse essere respinto, con la conseguente definibilità
nelle forme di cui all’art. 380 bis c.p.c., in relazione all’art. 375, comma 1, n. 5),
c.p.c., su proposta del relatore, regolarmente comunicata al difensore dei
ricorrenti, il presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio.

Atteso che:
il primo ed il secondo motivo di ricorso, con cui è dedotta la violazione
e falsa applicazione degli articoli 908, 1063, 1064, 1065 e 1067 c.c., sono
inammiss ib ili;.
La corte territoriale ha accertato – con un giudizio di merito, che non può
essere sindacato nella presente sede – che la larghezza della servitù era rimasta
di metri 3,80, come previsto nel titolo costituivo della stessa, e che la
realizzazione del nuovo marciapiede non ne aveva comportato un effettivo
restringimento, in quanto il transito carraio non ne era assolutamente
impedito.
Ric. 2015 n. 12004 sez. M2 – ud. 09-06-2017
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carraio di cui essi assumevano avere diritto ad usufruire, nonché l’esecuzione

Inoltre, la Corte di Appello di Milano ha rilevato che il canale di gronda in
questione è staccato dal fabbricato degli attori e sigillato e che, comunque, lo
scarico di acqua avverrebbe lontano dal muro di confine;

il terzo motivo, con cui è lamentata la violazione e falsa applicazione

parimenti inammissibile, in quanto la corte territoriale ha accertato, con una
valutazione di merito non sindacabile nella presente sede, che la telecamera in
esame, pur se non funzionante, era posizionata in direzione della proprietà
delle controparti, così configurandosi una lesione del loro diritto alla
riservatezza (Cass. 11 aprile 2001 n. 5421).

In conclusione il ricorso deve pertanto essere rigettato.
Non vi è luogo ad alcuna pronuncia sulle spese in mancanza di attività
difensiva da parte degli intimati.
Poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è
rigettato, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi dell’art. 1, comma 17,
della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha
aggiunto il comma 1-quater dell’art. 13 del testo unico di cui al d.P.R 30
maggio 2002, n. 115 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte
g_
ricorrentT, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per la stessa impugnazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R n. 115 del 2002, inserito
dall’art. 1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, dichiara la sussistenza dei
Ric. 2015 n. 12004 sez. M2 – ud. 09-06-2017
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della normativa in tema di diritto alla riservatezza e dell’art. 615 bis c.p., è

presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del
comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della VI-2^ Sezione Civile, il 9

Il Presidente

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Roma,_

2 3 FEB. 201r

giugno 2017.

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