Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4395 del 18/02/2021

Cassazione civile sez. I, 18/02/2021, (ud. 22/10/2020, dep. 18/02/2021), n.4395

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VALITUTTI Antonio – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. SCORDAMAGLIA Irene – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16136/2019 proposto da:

A.S., elettivamente domiciliato presso la casella di posta

elettronica PEC michele.carotta.ordineavvocativicenza.it, in uso

all’Avvocato Michele Carotta, che lo rappresenta e difende in forza

di procura speciale;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore;

– intimato –

avverso la sentenza della CORTE di APPELLO di VENEZIA, depositata

l’8/04/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

22/10/2020 dal Consigliere Dott. IRENE SCORDAMAGLIA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte di appello di Venezia, con sentenza pubblicata l’8 aprile 2019, ha respinto l’appello proposto da A.S., cittadino del (OMISSIS), avverso l’ordinanza del 4 luglio 2017, con la quale il Tribunale di Venezia aveva rigettato la domanda di protezione internazionale, già richiesta dallo straniero alla competente Commissione territoriale nelle tre forme (riconoscimento dello status di rifugiato; protezione sussidiaria; protezione umanitaria), e del pari respinta.

2. A sostegno dell’adottata pronuncia, la Corte di merito ha addotto che, esclusa la verifica della ricorrenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato, posto che la statuizione di diniego di tale forma di protezione non era stata appellata dal richiedente, non sussistevano neppure i requisiti per la concessione della protezione sussidiaria, nella forma prevista dal D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) – tale essendo quella su cui l’impugnante aveva concentrato i propri argomenti difensivi -, in considerazione del fatto che nella sua regione di provenienza, quella di Casamance, non si registravano, stando alle attendibili ed aggiornate fonti informative compulsate, situazioni di violenza generalizzata o di conflitto armato, nè quelli per il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria, non essendo stati dedotti dall’interessato profili di vulnerabilità soggettiva diversi da quelli già considerati e ritenuti insufficienti a fondare la meritevolezza della misura di protezione complementare e non avendo l’istante allegato elementi atti a comprovare un’effettiva integrazione nel Paese ospitante, non potendosi del resto neppure ritenere, alla stregua degli accertamenti officiosi compiute che nel Paese di origine egli sarebbe stato sottoposto a violazione dei diritti umani fondamentali.

3. Il ricorso per cassazione proposto nell’interesse di A.S. è affidato a quattro motivi.

3.1 Con il primo motivo si denuncia, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la nullità e l’erroneità della sentenza impugnata per violazione o falsa applicazione dei principi che regolano l’onere della prova in tema di riconoscimento dello status di rifugiato.

3.2. Con il secondo motivo si eccepisce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la nullità della sentenza impugnata per l’utilizzo di criteri erronei e/o illegittimi e/o insufficienti nella valutazione delle dichiarazioni del richiedente.

3.3. Con il terzo motivo si denuncia la nullità della sentenza impugnata ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per il mancato riconoscimento della protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2, comma 1, lett. g) e art. 14, di recepimento della direttiva 2004/83/CE e l’erronea valutazione della situazione del territorio di provenienza del richiedente.

3.4. Il quarto motivo denuncia il difetto assoluto di motivazione della sentenza impugnata, il cui contenuto sarebbe apparente e incomprensibile perchè scollegato dalla vicenda storica personale del migrante.

4. L’intimata Amministrazione dell’Interno ha presentato “Atto di costituzione” ma non si è difesa con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. In via pregiudiziale, va dichiarata l’inammissibilità della costituzione dell’intimato Ministero dell’Interno, tardivamente effettuata con un atto denominato “atto di costituzione”, non qualificabile come controricorso, sostanziandosi il relativo contenuto nella mera dichiarazione di costituirsi in giudizio “con il presente atto al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1”. Risulta, infatti, in tal modo, violato il combinato disposto di cui all’art. 370 c.p.c. e art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4, in base ai quali il controricorso deve, a pena di inammissibilità, contenere l’esposizione dei motivi di diritto su cui si fonda, costituendone requisito essenziale (v. Sez. 2, Sentenza n. 5400 del 13/03/2006). Anche nell’ambito del procedimento camerale di cui all’art. 380-bis.1 c.p.c. (introdotto dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, convertito con modificazioni dalla L. n. 196 del 2016), alla parte contro cui è diretto il ricorso, che abbia depositato – come nel caso di specie – un atto non qualificabile come controricorso, in quanto privo dei requisiti essenziali previsti dagli artt. 370 e 366 c.p.c., nel periodo che va dalla scadenza del termine per il deposito del controricorso alla data fissata per la discussione del ricorso per cassazione, è preclusa, pertanto, qualsiasi attività processuale, sia essa diretta alla costituzione in giudizio o alla produzione di documenti e memorie ai sensi degli artt. 372 e 378 c.p.c. (cfr. Sez. 3, Ordinanza n. 10813 del 18/04/2019; Sez. 3, Sentenza n. 16261 del 25/09/2012; Sez. 5, Sentenza n. 5586 del 9/03/2011).

2. Il ricorso è inammissibile.

Invero, ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione, ai sensi dell’art. 365 c.p.c., è necessario che lo stesso sia sottoscritto da avvocato iscritto nell’apposito albo speciale, munito di mandato a margine o in calce all’atto, o comunque a questo allegato, rilasciato dopo la pubblicazione della sentenza impugnata e prima della notificazione del ricorso stesso (Sez. L, n. 17317 del 19/08/2020, Rv. 658641; Sez. 2, n. 15338 del 13/09/2012, Rv. 623807). Nel caso al vaglio consta che il ricorso è privo di procura, non rinvenendosi il relativo atto tra quelli presenti nel fascicolo processuale, ancorchè nell’epigrafe del ricorso si dichiari che la procura è allegata al medesimo.

I rilevati aspetti processuali assorbono gli ulteriori profili di inammissibilità dei motivi, che veicolano doglianze generiche e afferenti il merito della decisione impugnata, senza rispettare i canoni delle censure motivazionali (Sez. U., n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629830).

3. Il ricorso deve essere, quindi, dichiarato inammissibile. Non v’è luogo alla pronuncia sulle spese, per le ragioni in precedenza indicate. Va dato atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 22 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA