Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4361 del 20/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 20/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.20/02/2017),  n. 4361

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25097-2014 proposto da:

PELLEGRINO MARIA GRAZIA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

AMITERNO 3, presso lo studio dell’avvocato STEFANO NOTARMUZI, che la

rappresenta e difende giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1605/01/2014 della COMNIISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di ROMA dell’i 1/03/2014, depositata il 14/03/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’11/01/2017 dal Consigliere Dott. ROBERTO GIOVANNI

CONTI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

Pellegrino Maria Grazia ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza della CTR Lazio indicata in epigrafe, con la quale è stato rigettato il ricorso della contribuente avverso l’avviso di accertamento relativo a plusvalenza maturata per effetto di un atto di permuta di un cespite immobiliare, qualificato come terreno edificabile dall’ufficio in relazione alla prevista demolizione con successiva edificazione di nuovo fabbricato da trasferire in proprietà della parte alienante.

L’Agenzia delle entrate non ha depositato difese scritte, riservandosi di comparire all’udienza pubblica.

Il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.

Con il primo motivo di ricorso, si prospetta la violazione degli artt. 67 e 68 TUIR anche in relazione alla L.R. Lazio n. 10 del 2011. Con il secondo si deduce il vizio di motivazione.

Il primo motivo è fondato e assorbe l’esame del secondo.

Ed invero, questa Corte ha inizialmente ritenuto che, ancorchè in materia di imposta di registro, nel caso di vendita di terreno con sovrastante fabbricato vetusto, la successiva richiesta di concessione edilizia per la costruzione di un nuovo immobile, previa demolizione del fabbricato, comporta la riqualificazione dell’atto quale vendita di terreno edificabile e la conseguente rettifica dell’imposta, dovendo il negozio essere sottoposto a tassazione in ragione degli effetti giuridici che oggettivamente produce – cfr. Cass. n. 24799/2014, cfr. anche Cass. n. 16983/2015 -.

A tale indirizzo ha fatto seguito altro in forza del quale n materia di imposta sui redditi, come risulta dal tenore del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 81, comma 1, lett. b) (ora 67) e art. 16 (ora 17), comma 1, lett. g) bis, sono soggette a tassazione separata, quali “redditi diversi”, le “plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione”, e non anche quelle di terreni già edificati (Così statuendo, la S.C., nel rigettare il ricorso, ha escluso la tassazione separata di una plusvalenza realizzata a seguito di vendita di “capannone ad uso commerciale e relative pertinenze”, censito al catasto fabbricati, ritenendo irrilevante sia l’ulteriore potenzialità edificatoria del terreno su cui esso insisteva, sia l’asserita, ma non dimostrata, intenzione delle parti di demolire il predetto capannone) – cfr. Cass. n. 4150/2014; Cass. n. 15629/2014, ove si è specificamente ritenuto che la ratio dell’art. 67 TUIR è volta ad “assoggettare ad imposizione la plusvalenza che (…) scaturisce non “in virtù di un’attività produttiva del proprietario o possessore, ma per l’avvenuta destinazione edificatoria in sede di pianificazione urbanistica” dei terreni”.

Pertanto, risultando oggetto dell’atto un fabbricato, e, quindi, un “terreno già edificato”, tale entità sostanziale non poteva essere mutata (con conseguente incongruenza di ogni diversa riqualificazione), in terreno suscettibile di potenzialità edificatoria, sulla base di presunzioni derivate da elementi soggettivi, interni alla sfera dei contraenti, e, soprattutto, la cui realizzazione (nel caso in specie attraverso la demolizione del fabbricato) è futura (rispetto all’atto oggetto di tassazione), eventuale e rimessa alla potestà di soggetto diverso (l’acquirente) da quello interessato dall’imposizione fiscale”.

Ad analoghe conclusioni è giunta di recente, Cass. n. 7853/2016, prendendo espressamente posizione sul contrasto e sulle ragioni che inducono a considerare preferibile l’ultima opzione esposta dalla giurisprudenza sopra ricordata.

Orbene, nel caso di specie la CTR, muovendo dall’esame del contratto di permuta, ha erroneamente valorizzato la volontà futura del venditore di demolire il fabbricato procedendo ad una parimenti non corretta riqualificazione dell’atto negoziale quale atto di vendita di terreno edificabile.

Il ricorso, in accoglimento del primo motivo, assorbito il secondo, va accolto e la sentenza cassata con decisione nel merito di accoglimento del ricorso introduttivo del contribuente.

Ricorrono giusti motivi per compensare le spese dell’intero giudizio in relazione ai contrasti giurisprudenziali riscontrati.

PQM

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito accoglie il ricorso del contribuente.

Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione sesta civile, il 11 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 febbraio 2017

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