Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4339 del 20/02/2020

Cassazione civile sez. I, 20/02/2020, (ud. 06/12/2019, dep. 20/02/2020), n.4339

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FEDERICO Guido – rel. Presidente –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 27531/2017 proposto da:

G.M.G., R.M., in qualità di socie de (OMISSIS)

Srl, elettivamente domiciliate in Roma, Via Tagliamento 14, presso

lo studio dell’avvocato Barone Carlo Maria, che le rappresenta e

difende unitamente all’avvocato Barone Anselmo, giusta procura a

margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

Italiaonline Spa, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, Via Montesano 52, presso lo

studio dell’avvocato De Ritis Federica (Studio Baccari), che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Bifulco Gioacchino;

giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

Curatore Fallimento (OMISSIS) Srl;

– intimato –

avverso la sentenza n. 218/2017 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 24/10/2017;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/12/2019 dal Cons. Dott. FEDERICO GUIDO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SOLDI ANNA MARIA, che ha concluso per il rigetto;

udito l’Avvocato Anselmo Barone per le ricorrenti, che ha chiesto

l’accoglimento.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Corte di appello di Napoli, con la sentenza n. 218/2017, pubblicata il 24 ottobre 2017, ha dichiarato inammissibile il reclamo L. Fall., ex art. 18 proposto da G.M.G. nei confronti di Italiaonline, della curatela del fallimento (OMISSIS) srl e con l’intervento volontario di R.M., avverso la sentenza del Tribunale di Napoli che aveva dichiarato il fallimento de (OMISSIS) srl.

La Corte territoriale rilevava che la reclamante non aveva ottemperato all’ordine di integrare il contraddittorio ex art. 331 c.p.c. nei confronti della società debitrice, essendosi limitata a notificare l’atto di integrazione alla curatela fallimentare della società: da ciò l’inammissibilità del reclamo ex art. 331 c.p.c., comma 2.

Avverso detta sentenza propone ricorso per cassazione, con quattro motivi, G.M.G..

Italiaonline resiste con controricorso.

La presenta causa è stata rimessa all’odierna udienza collegiale, ai sensi dell’art. 380 bis.1.c.p.c., all’esito di ordinanza di VI-I che ha ritenuto la mancanza dei presupposti per la trattazione della causa in camera di consiglio non partecipata. In prossimità dell’odierna udienza la ricorrente ha depositato memoria difensiva.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Deve in via pregiudiziale rilevarsi l’inammissibilità del ricorso per carenza di una valida procura speciale in capo ai difensori della ricorrente.

La procura speciale apposta a margine del ricorso reca infatti la data del 14 ottobre 2017, mentre la sentenza oggetto di impugnazione è stata pubblicata il 24 ottobre 2017.

La procura risulta dunque inammissibilmente rilasciata in data anteriore al deposito della sentenza impugnata.

Ed invero, secondo il consolidato indirizzo di questa Corte la procura speciale per il ricorso per cassazione dev’essere rilasciata dopo la pubblicazione della sentenza e prima della notifica del ricorso.

Questa Corte ha precisato che la procura per proporre ricorso per cassazione dev’essere speciale e non può essere rilasciata in via preventiva, dal momento che il requisito della specialità implica l’esigenza che questa riguardi espressamente il giudizio di legittimità sulla base di una valutazione della sentenza impugnata. Ne consegue che la procura non può considerarsi speciale se rilasciata in data precedente a quella della sentenza da impugnare (Cass. 27540/2017).

E’ dunque essenziale che la procura sia conferita in epoca anteriore alla notificazione del ricorso, che investa il difensore espressamente del potere di proporre quest’ultimo e che sia rilasciata in epoca successiva alla sentenza oggetto di impugnazione.

E’ vero che ove la procura sia apposta a margine del ricorso, come nel caso di specie, tali requisiti possono desumersi, rispettivamente, quanto al primo, dall’essere stata la procura trascritta nella copia notificata del ricorso e, quanto agli altri due, dalla menzione della sentenza gravata risultante dall’atto a margine del quale è apposta, restando invece irrilevante che la procura sia conferita in data anteriore a quella della redazione del ricorso e che non sia stata indicata la data del suo rilascio, non essendo tale requisito previsto a pena di nullità (Cass.7014 del 17.3.2017).

Secondo tale indirizzo, la mancanza di data nella procura apposta a margine del ricorso consente di presumere, in virtù dell’espresso richiamo alla sentenza impugnata fatto nel corpo del ricorso, l’anteriorità della procura.

Tale presunzione, peraltro, viene meno laddove la procura speciale rechi la data di conferimento e, come nel caso di specie, la data sia anteriore a quella di pubblicazione della sentenza: in tal caso, evidentemente, non può attribuirsi rilevanza alla menzione della sentenza gravata nell’atto a margine del quale la procura risulta apposta, risultando per tabulas l’anteriorità della data di conferimento rispetto alla pubblicazione della sentenza, salvo che la procura speciale non indichi specificamente la sentenza impugnata, sì da poter univocamente ritenersi che la data della procura ivi indicata (se anteriore alla pubblicazione della sentenza) sia frutto di un mero errore materiale.

Anche con riferimento ai motivi proposti, il ricorso è peraltro inammissibile.

Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4), lamentando l’omessa pronuncia sul primo motivo di reclamo, con il quale era stata dedotta la radicale nullità della sentenza di fallimento, in quanto resa nei confronti di una s.r.l. priva di legale rappresentante;

il secondo mezzo denuncia violazione dell’art. 24 Cost., L. Fall., art. 15,artt. 101,153 e 354 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3) e 4), per avere il Tribunale omesso di rilevare la nullità della sentenza di fallimento, in conseguenza della mancata instaurazione del contraddittorio nei confronti del legale rappresentante della società, con pregiudizio del diritto di difesa della debitrice; ad avviso della ricorrente, la mancanza del legale rappresentante della società avrebbe richiesto la nomina di un curatore speciale ex art. 78 c.p.c., adempimento che avrebbe dovuto essere assolto su iniziativa della creditrice istante (che non vi aveva invece provveduto) nel procedimento per la dichiarazione di fallimento.

il terzo mezzo denuncia l’omesso esame di un fatto decisivo, risultante dalla relata di notifica dell’istanza di fallimento, da cui risultava l’intervenuto decesso del legale rappresentante della s.r.l., prima della effettuazione della notifica alla società; il quarto mezzo denuncia l’omesso esame del fatto che la sede legale della società era rimasta immutata;

il quinto motivo denuncia violazione della L. Fall., art. 15 sul rilievo che Italionline chiese il fallimento della società in forza di un credito di complessivi 27.841,51 Euro, inferiore alla soglia di fallibilità prevista dalla L. Fall., art. 15, u.c..

I motivi, che, in quanto connessi, vanno unitariamente esaminati, sono tutti inammissibili per difetto di decisività, in quanto non colgono la ratio della pronuncia impugnata.

La Corte territoriale ha infatti dichiarato inammissibile il reclamo L. Fall., ex art. 18 per mancata instaurazione del contraddittorio nei confronti di un litisconsorte necessario – la società debitrice – in quel giudizio.

E’ infatti pacifico che l’ordine di integrazione del contraddittorio ex art. 331 c.p.c. non sia stato ritualmente adempiuto da parte della G., già socia della società fallita, la quale effettuò una nuova notifica alla curatela fallimentare invece che alla debitrice, con conseguente inammissibilità dell’impugnazione ex art. 331 c.p.c., comma 2.

La mancata instaurazione del contraddittorio, dunque, quale questione pregiudiziale di rito, da cui la Corte territoriale ha fatto correttamente discendere l’inammissibilità dell’impugnazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 331 c.p.c., comma 2, era ostativa all’esame dei motivi di reclamo, onde non è configurabile alcuno dei vizi della sentenza impugnata lamentati dalla ricorrente.

Quanto alla mancata nomina del curatore speciale ex art. 78 c.p.c. appare evidente che tale adempimento era in primo luogo esigibile dalla stessa ricorrente, in relazione alla necessaria instaurazione del contraddittorio nel giudizio di reclamo, al fine di adempiere all’ordine di integrazione ex art. 331 c.p.c..

Va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in 5.200,00 Euro, di cui 200,00 Euro per esborsi, oltre a rimborso forfettario per spese generali, in misura del 15% ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello, ove dovuto, per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 6 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 20 febbraio 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA