Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4319 del 23/02/2010

Cassazione civile sez. un., 23/02/2010, (ud. 19/01/2010, dep. 23/02/2010), n.4319

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ELEFANTE Antonino – Primo Presidente f.f. –

Dott. PREDEN Roberto – Presidente di Sezione –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. SALME’ Giuseppe – Consigliere –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. NAPPI Aniello – Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. SPAGNA MUSSO Bruno – Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 17991-2008 proposto da:

S.R., S.S., A.L., S.A.,

M.C., S.S., S.D., SC.SI.,

SC.SO., SC.RO., B.E., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA OSLAVIA 30, presso lo studio dell’avvocato

CLARIZIA RENATO, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato

MANTERO ALESSANDRO, per procura in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

IMMOBILIARE TAVOLLO DI MAESTRI SERGIO & C. S.N.C.,

MA.SE.

in proprio e nella qualità di legale rappresentante pro-tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, P.ZZA FRIGGERI 18, presso lo

studio dell’avvocato BONACCIO GIOVANNI, rappresentata e difesa

dall’avvocato VALENTINI ALDO, per delega a margine del controricorso;

UNIPOL COMPAGNIA ASSICURATRICE S.P.A., in persona del legale

rappresentante pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

FABIO MASSIMO 60, presso lo studio dell’avvocato CAROLI ENRICO,

rappresentata e difesa dall’avvocato MAZZOLENI ROBERTO, per delega in

calce al controricorso;

COMUNE DI GABICCE MARE, in persona del Segretario Generale pro-

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PORTUENSE 104, presso

la sig.ra ANTONIA DE ANGELIS, rappresentato e difeso dall’avvocato

GORI FEDERICO, per delega in calce al controricorso;

– controricorrenti –

e contro

MO.GI., B.D., UNIPOL GRUPPO

FINANZIARIO S.P.A.;

– intimati –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

1877/07 del TRIBUNALE di PESARO;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/01/2010 dal Consigliere Dott. ANGELO SPIRITO;

lette le conclusioni scritte dal Sostituto Procuratore Generale Dott.

PIVETTI Marco, il quale chiede che sia affermata la giurisdizione del

giudice ordinario.

la Corte:

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che, a seguito del mancato versamento dell’importo relativo ad oneri di urbanizzazione secondaria dovuti dai ricorrenti ed altri stipulanti la convenzione urbanistica del piano particolareggiato riguardante la parte del P.R.G. denominata lungofiume in Comune di Gabicce Mare (importo dovuto per la mancata esecuzione delle opere alla scadenza del termine previsto nella convenzione di lottizzazione), il menzionato Comune assunse una deliberazione (17.4.2007) nella quale stabilì di escutere le polizze fideiussorie poste a garanzia degli oneri in questione; che, all’esito di questa deliberazione, il Comune propose ricorso per decreto ingiuntivo limitatamente all’applicazione della clausola penale prevista nella convenzione in caso di mancata esecuzione delle opere, nei confronti della s.p.a. UNIPOL, la quale aveva prestato garanzia, agendo, altresì, in via ordinaria, per l’importo degli oneri di urbanizzazione complessivamente dovuti; giudizi, questi, nei quali l’assicuratrice chiamò in causa i soggetti lottizzanti;

che questi ultimi hanno impugnato innanzi al G.A. la menzionata deliberazione comunale del 17.4.1007, formulando, in entrambi i giudizi civili dei quali s’è detto, istanza di sospensione ex art. 295 c.p.c., sul presupposto della pregiudizialità del giudizio amministrativo relativo all’esistenza dell’inadempimento relativo alla mancata esecuzione delle opere di urbanizzazione; che l’istanza era accolta nel giudizio relativo all’intero importo degli oneri di urbanizzazione, mentre era respinta in quello d’opposizione a decreto ingiuntivo per l’escussione della penale (nel corso del quale l’UNIPOL chiedeva ai lottizzanti quanto versato al Comune per l’escussione parziale della polizza fideiussoria), ritenendo il giudice del tutto autonomo il rapporto di garanzia rispetto a quello principale; che gli attuali ricorrenti propongono ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione sul presupposto che il rigetto dell’istanza di sospensione (contenete anche la concessione della provvisoria esecuzione del provvedimento monitorio) implicitamente risolva a favore del G.O. la questione di giurisdizione e conseguentemente sia necessario ottenere una pronuncia relativa alla sua corretta individuazione;

che in questo giudizio si difendono la UNIPOL s.p.a., il Comune di Gabicce Mare e l’Immobiliare Tavollo di Mestri Sergio & C. s.n.c. (sostenendo i primi due la giurisdizione del G.O. e la terza – che afferma trovarsi nell’identica posizione processuale degli attuali ricorrenti e di partecipare anch’essi ai giudizi sopra richiamati – la giurisdizione del G.A.); che la questione di giurisdizione sottoposta alle S.U. consiste nello stabilire se la giurisdizione esclusiva del G.A. in materia edilizia si estenda anche all’escussione della polizza fideiussoria relativa al pagamento degli oneri di urbanizzazione ed, in particolare, all’importo stabilito nella convenzione a titolo di penale, considerata l’ampiezza dei poteri d’accertamento e degli strumenti processuali identificati dalla L. n. 205 del 2000, art. 8; letta la richiesta del P.G.;

osserva il ricorso è ammissibile in quanto, benchè l’ordinanza in questione non sia autonomamente impugnabile in questa sede (così come contro di essa non è neppure sperimentabile il regolamento di competenza), tuttavia occorre rilevare che, per un verso, non risulta emesso un provvedimento che in maniera definitiva affermi o neghi la competenza e, per altro verso, sussiste l’interesse delle parti ad ottenere il preventivo regolamento della giurisdizione;

costituisce patrimonio consolidato della giurisprudenza di questa Corte il principio in ragione del quale l’obbligazione principale e quella fideiussoria, benchè fra loro collegate, mantengono una propria individualità non soltanto soggettiva (data l’estraneità del fideiussore al rapporto richiamato dalla garanzia) ma anche oggettiva, in quanto la causa fideiussoria è fissa ed uniforme, mentre l’obbligazione garantita può basarsi su qualsiasi altra causa idonea allo scopo, con la conseguenza che la disciplina dell’obbligazione garantita non influisce su quella della fideiussione, per la quale continuano a valere le normali regole, comprese quelle sulla giurisdizione (Cass. sez. un. 5 febbraio 2008, n. 2655, nella cui fattispecie, la S.C. – dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario – ha rigettato il ricorso contro la sentenza che, in una controversia promossa dall’Agenzia delle entrate nei confronti del fideiussore di una società dichiarata decaduta dal contributo per la realizzazione di uno stabilimento industriale, aveva dichiarato l’estraneità del rapporto dedotto in giudizio rispetto a quello di finanziamento);

può essere, dunque, enunciato il principio secondo cui: “la controversia avente ad oggetto l’escussione, da parte del Comune, di una fideiussione concessa a garanzia di somme dovute per oneri di urbanizzazione e penali, pattuite in una convenzione di lottizzazione, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di urbanistica ed edilizia, attesa l’autonomia tra i rapporti in questione, nonchè la circostanza che, nella specie, la P.A. agisce nell’ambito di un rapporto privatistico, senza esercitare, neppure mediatamente, pubblici poteri”;

sussistono i giusti motivi per compensare interamente, tra tutte le parti, le spese del giudizio.

P.Q.M.

La Corte dichiara la giurisdizione del giudice ordinario adito (Tribunale di Pesaro) compensa interamente, tra tutte le parti, le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 19 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 febbraio 2010

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