Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4301 del 23/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 23/02/2010, (ud. 12/01/2010, dep. 23/02/2010), n.4301

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 498/2007 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12 presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

T.S.;

– intimato –

sul ricorso 9269/2007 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12 presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

T.S.;

– intimato –

sul ricorso 13362/2007 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12 presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

T.A.;

– intimato –

avverso le sentenze della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di SIRACUSA: n.

103/2005 depositata il 31/10/2005, n. 1/2006 depositata il 01/02/206,

n. 72/2006 depositata il 28/04/2006;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

12/01/2010 dal Consigliere Dott. VINCENZO DIDOMENICO;

per R.G. n. 498/2007;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE

NUNZIO Wladimiro, che ha concluso per la nullità della prima e della

seconda sentenza;

per R.G. n. 9269/2007;

udito per il ricorrente l’Avvocato URBANI NERI, che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE

NUNZIO Wladimiro, che ha concluso per la nullità della prima e della

seconda sentenza;

per R.G. n. 13362/2007;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE

NUNZIO Wladimiro, che ha concluso per la nullità della prima e della

seconda sentenza.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Agenzia delle Entrate in persona del Direttore pro tempore ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Regionale della Sicilia, Sezione Staccata di Siracusa dep. il 24/10/2004, confermativa della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa che aveva accolto il ricorso di Taraselo Sebastiano avverso l’avviso di accertamento Irpef per l’anno 1991.

La CTR ha annullato il predetto avviso in quanto con sentenza della CTR della Sicilia, medesima Sezione Staccata, del 3/07/2002 era stata confermata la sentenza che aveva accolto il ricorso della s.d.f.

Tarascio Sebastiano e F.Ili, di cui il T. era socio, avverso l’avviso di accertamento avverso la società per Irpef ed Ilor per il medesimo anno.

Si duole la ricorrente di violazione di legge e di vizio motivazionale.

In particolare l’Agenzia deduce la nullità del ricorso proposto in primo grado per avere fatto esclusivo riferimento alle sorti del giudizio relativo alla società e, pertanto, per relationem senza una esposizione degli elementi di fatto e di diritto relativi ali propria pretesa (1^ motivo); la omessa pronuncia e la violazione di legge, D.Lgs n. 546 del 1992, art. 36 e 132 c.p.c., per avere la CTR deciso la controversia con il solo richiamo alla sentenza relativa al reddito sociale (2^ motivo); la violazione dell’art. 295 c.p.c. e il vizio motivazionale per non avere la C sospeso il giudizio in attesa della definizione della controversia relativa al reddito societario (3^ motivo). Altro separato ricorso proponeva la medesima Agenzia avverso la sentenza della Commissione Regionale della Sicilia, Sezione Staccata di Siracusa dep. il 16/1/2006, confermativa della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa che aveva accolto il ricorso di T.S. quale rappresentante della s.d.f. Tarascio Sebastiano e Fratelli avverso l’avviso di accertamento relativo all’Ilor per l’anno 1991. La CTR ha ritenuto che l’Ufficio non aveva provato l’inesistenza degli acquisti di olio sfuso, mentre la società aveva provato una consistente attività commerciale. Si duole la ricorrente di violazione di legge, D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, art. 41 bis e art. 2697 c.c., e di vizio motivazionale essendo errata l’affermazione dell’esistenza di un onere dell’Amministrazione di provare la inesistenza delle operazioni e la omessa motivazione sulle circostanze indiziarie fornite al fine di ritenere l’inesistenza delle operazioni essendo mirate le false fatturazioni al fine di lucrare aiuti comunitari.

Ulteriore separato ricorso ha proposto l’Agenzia avverso la sentenza della Commissione Regionale della Sicilia, Sezione Staccata di Siracusa dep. il 24/4/2006, confermativa della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa che aveva accolto il ricorso di T.A. avverso l’avviso di accertamento Irpef per l’anno 1991.

La CTR ha annullato il predetto avviso in quanto con sentenza della CTR della Sicilia, medesima Sezione Staccata,del 16/01/2006 era stata confermata la sentenza della CTP di Siracusa che aveva accolto il ricorso della s.d.f. Tarascio Sebastiano e F.Ili, di cui il T. era socio, avverso l’avviso di accertamento relativo alla società per il medesimo anno.

Si duole la ricorrente di violazione di legge e di vizio motivazionale In particolare l’Agenzia deduce la omessa pronuncia e la violazione di legge, D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, per avere la CTR deciso la controversia con il solo richiamo alla sentenza relativa al reddito sociale(l motivo), – la violazione dell’art. 295 c.p.c. per non avere la CTR sospeso il giudizio in attesa della definizione della controversia pregiudiziale relativa al reddito societario (2^ motivo); la violazione dei principi di autosufficienza, dell’art. 115 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 18 e 36, per non essere stato ritenuto nullo il ricorso fondato solo sul richiamo ad altro procedimento.

I contribuenti non hanno resistito a nessuno dei ricorsi.

I ricorsi venivano rimessi alla decisione in pubblica udienza.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I ricorsi devono,preliminarmente, essere riuniti per la evidente connessione, trattandosi di giudizi relativi ai redditi personali di due soci di società di persone e di un giudizio relativo al reddito sociale.

Preliminarmente all’esame dei motivi dei ricorsi, la Corte si deve, d’ufficio, porre il problema della esistenza di un litisconsorzio necessario tra i soci di una società di persone e tra i soci e la stessa in ordine alle controversie relative ai redditi della società e ai redditi personali dei soci e, in caso positivo, quali ne siano le conseguenze.

Le SS.UU. (sent. n. 14815 del 4/06/2008) hanno ritenuto che, in materia tributaria, l’unità dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica da uno dei soci o dalla società, riguarda inscindibilmente sia la società sia tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali – sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un di litisconsorzio necessario originario. Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno solo dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) e il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anchè d’ufficio.

Nel caso in esame, ricorre l’ipotesi di interferenza sostanziale delle controversie come individuata dalle SS.UU. che imponeva la necessità della integrazione del contraddittorio.

Deve essere pertanto dichiarata la nullità della sentenza di primo e di secondo grado, onde le parti vanno rimesse dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa.

La superiore pronunzia assorbe ogni altro motivo di ricorso.

Ricorrono giusti motivi per compensare le spese dell’intero giudizio, essendo la pronunzia delle SS.UU. successiva alla presentazione del ricorso.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Riunisce al presente ricorso quelli recanti i nn. 9269/2007 e 13362/2007. Pronunziando sui ricorsi riuniti,dichiara la nullità della sentenze di primo e di secondo grado e rinvia alla Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa per la integrazione del contraddittorio. Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 12 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 febbraio 2010

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