Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4296 del 10/02/2022

Cassazione civile sez. un., 10/02/2022, (ud. 25/01/2022, dep. 10/02/2022), n.4296

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. MAROTTA Caterina – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sull’istanza, iscritta al NRG 10416/2021, per la correzione

dell’errore materiale occorso nella sentenza della Corte di

cassazione, Sezioni Unite civili, 15 aprile 2021, n. 10015, che ha

definito il ricorso promosso da:

AGENZIA DEL DEMANIO, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

contro

AZZURRA SOC. COOP. IN LIQUIDAZIONE;

– controricorrente –

COMUNE DI CAVALLINO PREPORTI;

– ricorrente incidentale –

REGIONE VENETO;

– intimata –

avverso la sentenza n. 10015/2021 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

di ROMA, depositata il 15/04/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25/01/2022 dal Consigliere Dott. MAURO CRISCUOLO.

 

Fatto

RAGIONI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE

1. Rilevato che con ordinanza n. 10015/2021, depositata in data 15/4/2021, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, decidendo sul ricorso principale proposto dall’Agenzia del Demanio, nonché sul ricorso incidentale avanzato dal Comune di Cavallino Treporti avverso la sentenza del Consiglio di Stato n. 6948 del 14 ottobre 2019, in motivazione hanno espressamente affermato che i ricorsi erano fondati, in quanto il petitum sostanziale dedotto nella controversia instaurata dinanzi al TAR involgeva aspetti solo di carattere patrimoniale relativi al rapporto concessorio, essendo stata posta in discussione solo l’obbligazione relativa al pagamento dei canoni concessori, obbligazione per la quale sussiste la giurisdizione del giudice ordinario;

2. Rilevato altresì che in dispositivo, pur ribadendosi l’accoglimento del ricorso principale ed incidentale, che appunto miravano a vedere affermata la giurisdizione del giudice ordinario, si è disposta la rimessione della causa dinanzi al TAR Veneto;

3. Ritenuto che l’Agenzia del Demanio, ha presentato istanza di correzione di errore materiale, notificata alle controparti in data 15 aprile 2021, sul presupposto dell’erronea indicazione del giudice dinanzi al quale la causa è stata rimessa, e ciò in quanto si deve individuare, in coerenza con la motivazione e la declaratoria di accoglimento dei ricorsi, il Tribunale di Venezia quale giudice dinanzi al quale riassumere la controversia;

4. Considerato che la società Azzurra ha resistito all’istanza di correzione con controricorso, assumendo che, essendo ancora sospeso il giudizio inizialmente intrapreso dinanzi al TAR Veneto in attesa della decisione da parte della Corte con la pronuncia oggetto della richiesta di correzione di errore materiale, in realtà non vi sarebbe alcun errore da correggere;

5. Rilevato che il Primo Presidente ha quindi fissato per la correzione dell’errore materiale occorso nella sentenza l’adunanza camerale del 25 gennaio 2022 e che nessuna delle parti si è avvalsa delle facoltà di presentare memorie.

6. Ritenuto che effettivamente quello denunciato costituisce un errore materiale suscettibile di correzione con l’apposito procedimento di cui all’art. 391 bis c.p.c.;

7. Considerato che va pertanto disposta la correzione dell’errore materiale, nei termini di cui in dispositivo;

8. Ritenuto che non vi è luogo a pronuncia sulle spese di questo procedimento di correzione di errore materiale.

P.Q.M.

La Corte ordina la correzione dell’errore materiale occorso nella sentenza della Corte di cassazione, Sezioni Unite civili, 15 aprile 2021, n. 10015, attraverso la sostituzione, nel relativo dispositivo, delle parole “davanti al TAR Veneto” con quelle “davanti al Tribunale di Venezia”.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 25 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 10 febbraio 2022

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