Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4295 del 22/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 4295 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 264-2017 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (CE 06363391001), in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente contro
ROSSO MARIA PAOLA, NOTO ANTONIO, elettivamente
domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI
CASSAZIONE, rappresentanti e difesi dall’avvocato ANGELO
\CC VVENTO;

– controri correnti –

Data pubblicazione: 22/02/2018

avverso la sentenza n. 2418/17/2016 della COMMISSIONE
TRI B UTARI A RI GTONALE di PALERMO SEZIONE
DISTACCATA di CATANIA depositata il 22/06/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 25/01/2018 dal Consigliere Dott. ENRICO

Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del
Presidente e del Relatore.
Rilevato che:
Con sentenza in data 9 giugno 2016 la Commissione tributaria
regionale della Sicilia, sezione distaccata di Catania, respingeva l’appello
proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza
n. 217/4/12 della Commissione tributaria provinciale di Ragusa che
aveva accolto il ricorso di Noto Antonio e Rosso Maria Paola contro il
silenzio-rifiuto opposto alla loro istanza di rimborso per IRPEF anni
1990, 1991, 1992. La CTR osservava in particolare che, come chiarito
dalla giurisprudenza di legittimità cui prestava espressa adesione, la
qualità di “sostituiti” dei richiedenti il rimborso non era causa ostativa
all’esecuzione dello stesso, sussistendo comunque gli altri presupposti
di legge a tal fine.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione 1′ Agenzia
delle entrate deducendo due motivi.
Resistono con controricorso i contribuenti.
Considerato che:
Con il primo motivo ed il secondo motivo di ricorso —ex art. 360,
primo comma, n. 3, cod. proc. civ.- l’agenzia fiscale ricorrente censura
la sentenza impugnata per violazione e falsa applicazione di plurime
disposizioni legislative, sostenendo di non condividere l’orientamento
di questa Corte in ordine all’applicabilità dell’agevolazione prevista
Ric. 2017 n. 00264 sez. MT – ud. 25-01-2018
-2-

MANZON.

dalla legge n. 289 del 2000, art. 9, comma 17, anche ai contribuenti che,
tramite il meccanismo della sostituzione di imposta, all’entrata in
vigore di tale disposizione di favore avevano integralmente versato le
imposte relative agli anni 1990, 1991 e 1992, quindi trattandosi di
imposte non direttamente versate dai richiedenti il rimborso

limitare l’agevolazione esclusivamente alle imposte non ancora versate.
Le censure, da esaminarsi congiuntamente per stretta connessione,
sono infondate.
Nel caso di specie le tesi sostenute dalla difesa erariale nel motivo in
esame sono del tutto identiche a quelle esaminate e confutate da questa
Corte già nella sentenza n. 20641 del 2007 (con riferimento a
fattispecie del tutto analoga a quella qui vagliata) e poi ancora nella
sentenza n. 11247 del 2010 (con riferimento ai contributi previdenziali
dovuti dai soggetti colpiti dall’alluvione della città di Alessandria nel
novembre 1994) e n. 3832 del 2012 (con riferimento ai soggetti colpiti
dall’alluvione del Piemonte del 1994).
In tali pronunce si è affermato che la definizione automatica della
posizione fiscale prevista dalle disposizioni di favore emanate per i
soggetti colpiti da particolari calamità naturali «può avvenire in due
simmetriche possibilità: in favore di chi non ha ancora pagato,
mediante il pagamento solo del 10% del dovuto da effettuarsi entro il
16 marzo 2003; in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso
del 90% di quanto versato al medesimo titolo. Ciò per effetto
dell’intervento normativo citato, cui va riconosciuto il carattere di “ius
superveniens” favorevole al contribuente, tale da rendere quanto già
versato non dovuto expost (Cass. n. 20641 del 2007) «in coerenza con
l’interpretazione costituzionalmente orientata della legge e, in
particolare, con i principi di ragionevolezza e uguaglianza da ritenere
Ric. 2017 n. 00264 sez. MT – ud. 25-01-2018
-3-

(sostituiti), bensì dal loro sostituto datoriale e comunque dovendosi

tanto più accentuati in quanto riferiti a vittime di calamità naturali»
(Cass. n. 3832 del 2012).
Analoga confutazione hanno avuto le argomentazioni svolte dalla
difesa erariale con riferimento ai principi espressi dalla Corte
costituzionale, essendosi affermato (Cass. n. 18205 del 2016) che in

precedentemente effettuati dal contribuente e, quindi, dovute al
momento della solutio, ma divenuti indebiti a seguito di successivo
intervento legislativo; che è situazione del tutto identica a quella in
esame.
Si è detto, inoltre, che il Giudice delle leggi ha differenziato la
disciplina del condono – che essendo caratterizzata dalla
«incentivazione dei pagamenti non ancora effettuati» e non escludendo
la causa debendi dei pagamenti anteriormente effettuati, non interferisce
con il principio di eguaglianza di cui all’art. 3 Cost. — dalle altre
disposizioni di favore — nel cui ambito si ascrivono quella in esame che sono estranee alla tecnica ed alle finalità del condono e che non
rispondono «ad esigenze della finanza pubblica» (così Corte cost., sent.
n. 416 del 2000), ma piuttosto mirano a «realizzare un’uniformità di
regolamentazione» di una disciplina sostanziale (come la Corte
costituzionale ha ritenuto con riferimento alle agevolazioni per la
prima casa) oppure a prevedere misure di sostegno in favore di
soggetti particolarmente bisognosi, come quelli danneggiati da calamità
naturali (in tal senso Cass. n. 11247 del 2010), che è appunto l’ipotesi
che viene qui in rilievo.
In particolare in ordine alla questione, posta con la seconda censura,
della irripetibilità del “versato”, va peraltro ribadito (Cass. n. 17472 e n.
17473 del 2017) che «tale interpretazione non trova invero univoco
riferimento nel dato positivo, specie alla luce della interpretazione
Ric. 2017 n. 00264 sez. MT – ud. 25-01-2018
-4-

quelle pronunce vengono definite sine causa i pagamenti di tributi

estensiva e costituzionalmente orientata di cui sopra si è detto. Il
riferimento testuale alle imposte “versate”, in particolare, non può
assumere il significato scriminante che intende attribuirgli
l’amministrazione, non rinvenendosi in materia ragione alcuna per
derogare al principio fissato dall’art. 38 d.P.R. 29 settembre 1973, n.

sono legittimati a richiedere all’Amministrazione finanziaria il rimborso
della somma non dovuta e ad impugnare l’eventuale rifiuto dinanzi al
giudice tributario sia il soggetto che ha effettuato il versamento (c.d.
sostituto d’imposta), sia il percipiente delle somme assoggettate a
ritenuta (c.d. sostituito) (v. ex aliis Cass. 14/07/2016, n. 14406; Cass.
29/07/2015, n. 16105), rimanendo quest’ultimo, comunque, il
contribuente/debitore principale e come tale beneficiario diretto del
provvedimento agevolativo di che trattasi».
Pertanto si deve confermare che il lavoratore, che si identifica con il
contribuente, vanta e può esercitare il diritto al rimborso per le somme
indebitamente ritenute alla fonte e versate dal datore di lavoro,
restando del tutto indifferente ai fini della spettanza del beneficio la
circostanza che la somma, oggetto di richiesta di rimborso, sia stata
versata tramite ritenute operate dal sostituto d’imposta.
Tale principio ha peraltro recentemente trovato l’avallo del Legislatore
che con l’art. 16-octies, comma 1, lett. b), della legge n. 123 del 2017, di
conversione con modifiche del d.l. n. 91 del 2017, ha modificato l’art.
1, comma 665, della legge n. 190 del 2014 specificando espressamente
che tra «i soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato
le province di Catania, Ragusa e Siracusa, che hanno versato imposte per il
triennio 1990-1992 per un importo superiore al 10 per cento previsto dall’articolo
9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive
modificaioni» e che «hanno diritto, con esclusione di quelli che svolgono attività
Ric. 2017 n. 00264 sez. MT – ud. 25-01-2018
-5-

602, in forza del quale, in tema di rimborso delle imposte sui redditi,

d’impresa, […] al rimborso di quanto indebitamente versato», sono «compresi i
titolari di redditi di lavoro dipendente, nonché i titolari di redditi equiparati e
assimilati a quelli di lavoro dipendente in rela.zione alle ritenute subite».
E nel senso dell’effettiva spettanza del rimborso ai lavoratori
dipendenti si è espressa anche l’Agenzia delle entrate nel

emesso ai sensi del terzo periodo del novellato comma 665 dell’art. 1
della legge 190/2014, che prevede che «Con provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro il 30 settembre
2017, sono stabilite le modalità e le procedure finalizzate ad assicurare
il rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal presente comma».
Al riguardo va rilevato che, invariata la previsione del limite di spesa
fissato nella misura «pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni
2015-2017» , la novella introdotta dalla legge n. 123 del 2017, art. 16comma 1, si è limitata a precisare che il rimborso di quanto
indebitamente versato spetta ai soggetti specificamente individuati «nei
limiti della spesa autorizzata dal presente comma» rimo periodo del
comma 665 modificato dalla lettera a) del citato art. 16-octies, comma
1), ovvero nei limiti dei suddetti 90 milioni di euro complessivi per il
triennio 2015-2017, stabilendo che «in relazione alle istanze di
rimborso presentate, qualora l’ammontare delle stesse ecceda le
complessive risorse stanziate dal presente comma, i rimborsi sono
effettuati applicando la riduzione percentuale del 50 per cento sulle
somme dovute» e che «a seguito dell’esaurimento delle risorse stanziate
dal presente comma non si procede all’effettuazione di ulteriori
rimborsi» (quinto periodo del comma 665 come introdotto dalla lettera

b) del citato art.

16-octies, comma 1), demandando al direttore

dell’Agenzia delle entrate l’emanazione di un provvedimento che
stabilisca «le modalità e le procedure finalizzate ad assicurare il rispetto
Ric. 2017 n. 00264 sez. MT – ud. 25-01-2018
-6-

provvedimento direttoriale, prot. n. 195405/2017 del 26/09/2017,

dei limiti di spesa stabiliti dal presente comma», in precedenza
riservando il citato comma 665 al Ministro dell’economia e delle
finanze l’emanazione di un «decreto» con cui stabilire «i criteri di
assegnazione dei predetti fondi».
Ritiene il Collegio che tale ius superveniens, attuato con il sopra citato

investita la Corte con il ricorso in esame, ovvero del diritto al rimborso
spettante ai soggetti colpiti dal sisma del 1990, quali sono i
controricorrenti, operando i limiti delle risorse stanziate e venendo in
rilievo eventuali questioni sui consequenziali provvedimenti liquidatori
emessi dall’Agenzia delle entrate soltanto in fase esecutiva e/o di
ottemperanza.
Inoltre costituisce jus receptum l’affermazione che, in mancanza di
disposizioni transitorie, non incide sui giudizi in corso l’introduzione,
con legge sopravvenuta, di un diverso procedimento amministrativo
di rimborso (es. tra le tante Cassazione civile, su,. trib., 24/04/2015, n.
8373, in tema di IVA).
Il ricorso va dunque rigettato.
Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come in
dispositivo.
Rilevato che risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione
a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica
difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica l’art. 13
comma 1- quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Sez. 6 – L, Ordinanza
n. 1778 del 29/01/2016, Rv. 638714— 01).
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso; condanna l’agenzia fiscale ricorrente al
pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in euro

Ric. 2017 n. 00264 sez. MT – ud. 25-01-2018
-7-

provvedimento direttoriale, non incide sulla questione della quale è

2.300 oltre curo 200 per esborsi, 15% per contributo spese generali ed
accessori di legge.

Così deciso in Roma, 25 gennaio 2018

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA