Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 429 del 10/01/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 429 Anno 2013
Presidente: D’ALONZO MICHELE
Relatore: CRUCITTI ROBERTA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
GAMBINI GIUSEPPE elettivamente domiciliato in Roma, via
Celimontana n.n.38 presso lo studio dell’Avv. -Paolo
Pan,qriti

che lo rappresenta
Angiolini

per

e difende unitamente
procura in calce al

r i corso.

ricorrente

contro
CONSORZIO di BONIFICA – UFFICIO dei FIUMI e dei FOSSI,
in persona del suo Presidente e legale rappresentante
pro tempore.

-intimato-

avverso

Is

entenLù

u.30/17/0

della

Comminr,

Data pubblicazione: 10/01/2013

Tributaria Regionale della Toscana,

depositata

il

17.6.2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza

3.10.2012

del

dal

Consigliere

Dott.

Pdberta Crucitti;

delega;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
generale Dott.Sergio Del Core che ha concluso per
il rigelto dei ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza n.30/17/06, depositata il 17.6.2006, la
Commissione Tributaria della Regione Toscana, in
accoglimento dell’appello proposto dal Consorzio di
Bonifica-Ufficio dei Fiumi e dei Fossi, ha ritenuto
dovuto da par-ce dell’odierno ricorrente il contributo
consortile, oggetto delle cartelle di pagamento
dichiarate nulle dalla Commissione di prima istanza.
Giudici territoriali hanno motivato la decisione
argomentando che tutti i proprietari degli immobili,
situati nel comprensorio consortile che abbiano
b.eneficiato dell’attività del Consorzio, sono obbligati
a contribuire alla spesa necessaria per la manutenzione
e l’esercizio delle opere pubbliche di bonifica ed
Idrauliche affidate in gestione ai Consorzi.

o

udito per il ricorrente l’Avv.Benito Panariti per

Hanno, altresì, rilevato che anche dopo l’entrata in
vigore del nuovo testo dell’art.16 della legge
regionale n.34/94, come modificata dalla 1.r. n.38/2003
l’esenzione dal pagamento dei contributi consortili per
gli immobili che pagano tariffa del servizio idrico

dai Consorzi per la difesa idraulica e per lo
svolgimento delle altre funzioni ad esso attribuite
dall’artt.2 della 1.r. n.34/199I che saranno comunque
dovuti in presenza del beneficio come determinato nei
nuovi piani di classifica.
Avverso detta

sentenza ha proposto

ricorso per

cassazione Gambini Giuseppe affidato ad unico motivo,
s• ccessivamente illustrato con deposito di memoria.
Non si è costituito il Consorzio Bonifica- Ufficio dei
Fossi e dei Fiumi.
MOTIVI DELLA DECISIONE
l. Con l’unico motivo si deduce violazione degli artt.15
•6 della 1.r.Toscana n.31/1994 nonché degli artit.857
e 860 c.c. e dell’art.11 del r.d. 13.2 1933 n.215 in
relazione agli artt.44,3,23 e 53 Cost nonché omessa ed
insufficiente motivazione circa il punto decisivo della
controversia.
1.1.Secondo la prospettazione difensiva la decisione
impugnata si porrebbe in evidente contrasto con

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integrato non riguarderà i diversi contributi imposti

_equilibrato assetto delle relazioni tra pubblico e
crivato delineato dal
artt.857

e

860

r.d.

c.c.,

13.2.1933 n.215,

dalla

stessa

dagli

Costituzione

giungendo, anche con una interpretazione errata della
normativa regionale, alla conclusione errata che tutti

abbiano beneficio dall’attività del Consorzio sono
obbligati a contribuire nella spesa necessaria per la
manutenzione e l’esercizio delle opere pubbliche di
bonifica e idrauliche affidate in gestione ai consorzi
negando, così, il necessario obbligo per il Consorzio
di individuare in modo circostanziato il beneficio che
costituisce il presupposto dell’imposizione come
utili -.1à tratta in modo differenziato rispetto ad altri
o all’intera collettività.
Inoltre, sempre secondo il ricorrente, il giudice di
appello avrebbe del tutto ignorato ciò che esso
ricorrente aveva tempestivamente dedotto: “imponendo il
contributo in ragione di un preteso utilizzo dei canali
anche laddove (come nel caso in specie) già il bene,
pienamente urbanizzato, paghi il Servizio Idrico
integrato realizza una illegittima duplicazione dei
cesti espressamente esclusa dalla 1.r. Toscana n.34/94
artt.16 laddove prevede che li immobili in relazione
ai quali è corrisposta la tariffa del servizio idrico

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proprietari situati nel comprensorio consortile che

integrato sono esentati dal pagamento del contributo
consortile connesso ai servizi di raccolta
collelltament.o e scolo ed allontanamento delle acque
reflue”.
1.2. Il motivo è infondato in ordine alla dedotta

Attesi i profili di censura mossi dal ricorrente,
appare opportuno delineare, preliminarmente, il quadro
disciplinare di riferimento.
In tale prospettiva, va rilevato che, rientrando la
materia dei consorzi di bonifica nella competenza della
legislazione regionale (cfr. l’art. 117 Cost.), nella
specie viene in rilievo la L.R. Toscana n. 39 del 1994
e successive modificazioni (largamente ispirata alla
corrispondente normativa statale: R.D. n. 215 del
1933).
Dal richiamato dato normativo emerge che – allo scopo
delta realizzazione di “un mezzo permanente finalizzato
allo sviluppo, alla tutela e alla valorizzazione delle
produzioni agricole, alla difesa del suolo, alla
regimentazione delle acque e alla tutela dell’ambiente
e delle sue risorse naturali” (art. 1, comma l) – tutto
Li territorio regionale è suddiviso in comprensori,
tendenzialmente rispondenti ai diversi bacini
idrografici (art. 5), con istituzione in ciascuno di

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violazione di legge.

essi, con

deliberazione del consiglio regionale (art.

14), di un consorzio di bonifica – eretto in persona
giuridica

pubblica

proprietari

situati

(art.

12)

costituito

tra

degli immobili agricoli ed extra- agricoli

nell’ambito del

relativo

comprensorio di

dall’attività di bonifica già realizzata ovvero da
attuare secondo i piani generali di bonifica ed i
programmi pluriennali (art. 15, coma l). Nell’ambito
del comprensorio di pertinenza,

ciascun consorzio

svolge attività di bonifica, secondo le previsioni del
piano

generale

di

bonifica,

adottato

per

quel

comerensorio (art. 8), così concorrendo, con Regione ed
enti locali, alla realizzazione delle finalità indicate
dall’art. 1, attraverso l’esercizio delle funzioni di
cui all’articolo 12 della legge (ivi comprese quelle
dei soppressi consorzi idraulici di difesa e di scolo
di quarta e quinta categoria e dei consorzi idraulici
di terza categoria di competenza regionale: art. 59).
CTostilluiscono “attività di bonifica” – ove previsti nei
ojani generali di bonifica di cui all’art. 8 della
legge – “il complesso degli interventi finalizzati ad
assicurare lo scolo delle acque, la sanità idraulica
del territorio e la regimentazione dei corsi d’acqua
naturali, a conservare ed incrementare le risorse

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boni.fica, che ricevono o possono ricevere benefici

idriche per usi agricoli in connessione con i piani di
utilizzazione idropotabile ed industriale, nonché ad
adeguare, completare e mantenere le opere di bonifica
già realizzate” (art. 2, comma l) ed altresì, se
finalizzati ad attività di bonifica, “gli interventi

a realizzare infrastrutture civili’ (art. 2, comma 2).
T proprietari di immobili concorrono a sostenere gli
oneri finanziari per la realizzazione “delle opere
necessarie ai fini generali della bonifica, alla loro
manutenzione ed esercizio fino al compimento delle
stesse” solo qualora derivino loro benefici di
particolare rilevanza e in misura (comunque non
superiore al 25% del totale) proporzionale a questa
(art. 3).
Le spese relative alla manutenzione e all’esercizio
delle opere di bonifica dopo il loro compimento, sono a
carico delle proprietà immobiliari in rapporto ai
benefici che le medesime ricevono dalle opere di
bonifica realizzate (art. 4).
Nell’ambito del

comprensorio viene delimitato

il

“bcrimetro di contribuenza”, di cui è data notizia al
pubblico a mezzo trascrizione ai sensi del R.D. n. 215
del 1933, art. 58, teso ad individuare le proprietà
immobiliari che presentano i due requisiti prescritti

volti ad assicurare la stabilità dei terreni declivi ed

ai

fini

della

contribuzione:

a)

l’insistenza

sul

comprensorio b) il conseguimento attuale o potenziale
di benefici dall’attività di bonifica già realizzata o
prDgrammata. L’iscrizione delle proprietà immobiliari
nel “perimetro di contribuenza” comporta l’acquisizione

consorzio ed ai relativi oneri, che è obbligatoria
(art. 15, commi 2 e 3).
I consorziati “sono tenuti al pagamento del contributo
consortile,

pari

alla

quota

dovuta

da

ciascun

consorziato per le spese di cui all’art. 3, comma 2
(concorso alle spese di realizzazione delle opere di
bonifica) e all’art. 4, comma 1, lett. b,

(spese di

manutenzione e di esercizio) nonché per le spese di
funzionamento dal consorzio (art. 16, comma 1).
L’ammontare del contributo consortile, che costituisce
onere reale sugli immobili (art. 16, coma 4), e
determinato, con la deliberazione annuale di “riparto
della

contribuenza”,

in

proporzione

ai

benefici

derivanti a ciascun immobile (art. 16, comma 2). A tal
fine il consorzio elabora un “piano di classifica”
degli immobili, che individua i benefici derivanti
dalle opere di bonifica, stabilisce i parametri per la
ouantificazione dei medesimi e determina l'”indice di
contribuenza” di ciascun immobile.

8

della qualifica di consorziato e la partecipazione al

1.3 – Dal riportato dato normativo, emerge, dunque, che
i proprietari degli immobili siti nel comprensorio
concorrono alle spese relative alle opere consortili
solo se i beni di loro proprietà traggano beneficio
dalle opere suddette e in proporzione alla misura di

potere impositivo del consorzio si sviluppa attraverso:
a) l’inclusione del bene nel “perimetro di
contribuenza”, che, definendo l’ambito delle proprietà
che ricevono o possono ricevere benefici dalle opere ed
attività di bonifica (comprese quelle di manutenzione e
di esercizio) realizzate o programmate, incide sull’an
dell’obbligo contributivo; b) l’elaborazione del “piano
di classifica degli immobili” e dell'”indice di
contribuenza” dei singoli immobili, che, individuando i
benefici derivanti dalle opere di bonifica ai singoli
immobili e la definizione dei parametri di relativa
quantificazione, incide sul quantum dell’obbligo
cosmiributivo.
1.4 Con riferimento alla corrispondente normativa
statale (cfr., in particolare, il R.D. n. 215 del 1933,
artt. 10 e 11) – la giurisprudenza di questa Corte ha,
d’altro canto, precisato che il beneficio che
costituisce,
ne

unitamente all’ubicazione dell’immobile

comprensorio

consortile,

9

il

presupposto

tale beneficio e che l’esercizio del corrispondente

dell’obbligo di contribuzione e del corrispondente
potere impositivo del Consorzio deve essere diretto e
specifico e, quindi, strettamente inerente all’immobile
e configurante una sua qualità specifica, tale da
incrementarne il valore, non essendo sufficiente un

del bene nel comprensorio di bonifica (cfr. Cass.
1386/11, 11722/10, 8770/09, S.U. n.8960/96.
1.5 Quanto al regime probatorio,

si è, peraltro,

puntualizzato che la ricomprensione degli immobili nel
“perimetro di contribuenza” e la relativa valutazione
nell’ambito di un “piano di classifica” esonera il
Consorzio dall’onere di provare

la esistenza dei

concreti benefici derivati a ciascun fondo dallcopere
di bonifica KCass.n.19509/2004; id. n.4605/2009, S.U.
n.26009/2008;

Cass.

n.17066/2010;

S.U.

n.11722/2010)

riversandosi sul contribuente la prova dell’inefficacia
dei fatti costitutivi della pretesa ovvero l’estinzione
o modificazione del diritto di credito vantato dal
Consorzio. La indicata interpretazione della regola di
riparto ha ricevuto ulteriore precisazione nelle
decisioni rese a SS.UU. in data 30.10.2008 nn.26009,
26010 e 26012 e, quindi, nella sentenza delle
SS.UU.14.5.2010

n.1772

che

hanno

circoscritto

la

presunzione di persistenza del diritto del Consorzio,

lo

beneficio che costituisca mero riflesso dell’inclusione

avente titolo nel provvedimento di perimetrazione, alle
ipotesi

in

cui

specificamente

il

la

consorziato
legittimità

non
del

contesti
Piano

di

classificazione e riparto o la inesattezza del suo
contenuto; in tal caso, infatti, venendo meno il

della pretesa contributiva portata a conoscenza del
contribuente con la notificazione della cartella di
pagamento

viene

conseguentemente

meno

anche

la

giustificazione dell’onere probatorio che fa gravare
sul consorziato la prova della difformità pretesa
rispetto all’an od al quantum dovuto in base ai criteri
stabiliti dagli atti amministrativi presupposti
lA Nel caso sottoposto all’esame di questa Corte
occorre rilevare che la contestazione formulata dal
consorziato non investe vizi di legittimità del piano
di

classificazione

o

del

provvedimento

di

perimetrazione né attiene ad inesattezze del contenuto
di

tali

provvedimenti

ma

concerne

unicamente

l’effettivo conseguimento di un vantaggio diretto per
il fondo di proprietà del contribuente.
Ne segue che,

non essendo stata contestata dal

consorziato la

corrispondenza tra atto presupposto

(piano di classificazione e di riparto)
consequenziale atto

impositivo)

persiste

ed atto
l’attuale

presupposto che determina la presunzione di legittimità

presunzione di legittimità della pretesa tributaria
avanzata

dal

Consorzio

fondata

sul

presupposto

impositivo “del conseguimento o della conseguibilità”
del vantaggio del fondo incluso nella perimetrazione
non dovendo l’ente pubblico fornire ulteriori elementi

prova contraria sul consorziato il quale, ove contesti
l’inesistenza dei fatti costitutivi del diritto di
credito è tenuto ad assolvere compiutamente all’onere
di allegazione, formulando la contestazione in modo
specifico nonché all’onere di indicare i relativi mezzi
di prova.
Pertanto, in mancanza di adempimento a detto enioi.e-re da
parte del ricorrente, la statuizione della C.T.R.
toscana è conforme alla corretta applicazione della
normativa in materia.
2. Il motivo è, invece,

inammissibile relativamente al

dedotto vizio motivazionale in assenza del momento di
sintesi,

requisito richiesto dall’art. 366 bis o.p.o.

applicabile

all’odierno

ricorso

essendo

stata

la

sentenza impugnata depositata il 17.6.2006.
3.Alla stregua della considerazioni che precedono,
s’impone il rigetto del ricorso.
Non vi è regolamento delle spese per la mancata
costituzione dell’intimato.

12

probatori del credito, trasferendosi l’onere della

leRNT1 ^:.DATTSTRAZR)Nr,
26/ 4.119156
Al

– N5
N

P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della V

sezione Civile il 3.10.2012.

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