Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4286 del 10/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 10/02/2022, (ud. 06/10/2021, dep. 10/02/2022), n.4286

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ORILIA Lorenzo – Presidente –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4238-2021 proposto da:

Z.M.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE

CASTELLO DELLA MAGLIANA, N. 38, presso lo studio dell’avvocato DARIO

SCIME’, rappresentata e difesa dagli avvocati IOLANDA BARBA, ERNESTO

LAVATELLI, PIERPAOLO TRAVERSO;

– ricorrente-

contro

Z.A., O.F.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 5/2021 del TRIBUNALE di MASSA, depositata il

4/01/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 6/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. CHIARA

BESSO MARCHEIS;

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO, in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DOTT. BASILE TOMMASO, il quale chiede

l’accoglimento del terzo motivo, rigettato il resto.

 

Fatto

PREMESSO

che:

Z.M.C. ricorre per regolamento di competenza nei confronti di Z.A. e O.F. avverso la pronunzia n. 5/2021, con la quale il Tribunale di Massa ha dichiarato la propria incompetenza per territorio rispetto alla causa instaurata dalla ricorrente di reintegrazione della propria quota di legittima attraverso la riduzione delle disposizioni del testamento redatto dal padre e delle liberalità indirette effettuate in vita dal de cuius nei confronti dei convenuti, rispettivamente vedova e figlio del padre Z.I..

Z.A. e O.F. non hanno proposto difese. La ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

I. Il ricorso è articolato in tre motivi.

1) I primi due motivi sono strettamente connessi e vanno congiuntamente esaminati:

a) il primo motivo denuncia “violazione e falsa applicazione dell’art. 22 c.p.c., e dell’art. 456 c.p.c., in punto individuazione dell’ultimo domicilio del de cuius”;

b) il secondo motivo contesta “vizio di motivazione sotto il profilo della omissione della valutazione di una circostanza decisiva della controversia, ossia omessa valutazione della dichiarazione in punto domicilio paterno resa da Z.A. nell’atto di citazione dinnanzi alla Corte d’appello di Genova”.

I motivi vanno accolti. Il Tribunale di Massa ha individuato il luogo dell’ultimo domicilio del defunto in Genova, in quanto luogo della sua ultima residenza, ove il de cuius era stato titolare di una ditta individuale e legale rappresentante di varie società ed erano stati stipulati atti di compravendita, nonché luogo ove la ricorrente ha accettato l’eredità con beneficio di inventario. Tali elementi sono insufficienti o irrilevanti per l’individuazione del domicilio del de cuius, a fronte della scelta del medesimo di trasferirsi presso la casa del figlio situata in (OMISSIS), nelle cui adiacenze vive la vedova (v. p. 10 del ricorso), anche considerate le dichiarazioni rese in altri procedimenti da Z.A. (v. p. 12 – 14 del ricorso).

2) L’accoglimento dei primi due motivi di ricorso comporta l’assorbimento del terzo, che contesta violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., comma 1, in punto di condanna alle spese di lite.

II. Il provvedimento impugnato va pertanto cassato e la causa va riassunta davanti al Tribunale di Massa, che provvederà anche in relazione alle spese del presente giudizio.

PQM

La Corte accoglie i primi due motivi di ricorso, assorbito il terzo e dichiara la competenza del Tribunale di Massa, davanti al quale rimette le parti nei termini di legge; spese al merito.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sesta/seconda sezione civile, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 febbraio 2022

 

 

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