Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4284 del 22/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4284 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 309-2017 proposto da:
AVILA S.A.S. DI MARCO GIANCARLO SALA e C.
P.I.00331050138, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA VIA CELINIONTANA n.38,
presso lo studio dell’avvocato PAOLO PANARITI, rappresentata e
difesa dall’avvocato PIERLUIGI CA//I ITA;

– ricorrente contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
legale rappresentante pro tempore, domiciliata in ROMA, VIA DEI
POWIDGRESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERAI», DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope leg,is;

– contro ricorrente –

Data pubblicazione: 22/02/2018

avverso la sentenza n. 2989/13/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARI .1 REGIONALE di MILANO, depositata il 18/05/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 24/01/2018 dal Consigliere Dott. ENRICO
MANZON.

Presidente e del Relatore.
Rilevato che:
Con sentenza in data 13 aprile 2016 la Commissione tributaria
regionale della Lombardia accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia
delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 4934/35/15 della
Commissione tributaria provinciale di Milano che aveva accolto il
ricorso della Avila sas di Marco Giancarlo Sala & C. contro gli avvisi di
accertamento per ILDD. ed IVA 2008/2010. La CTR osservava in
particolare che, dovendo apprezzare prudentemente le risultanze del
parallelo processo penale a carico di Gjini Nikoll, persona il cui status
collaborativo con la società contribuente basava gli atti impositivi
impugnati, la motivazione per relationem della sentenza appellata era
erronea, posto che vi erano plurimi elementi probatori che inducevano
a considerare, come appunto ritenuto dall’Ente impositore, il Gjini
come lavoratore subordinato alle dipendenze della società contribuente
medesima nel periodo oggetto della verifica fiscale, sicché le pretese
creditorie portate dagli avvisi di accertamento de quibus erano da
affermarsi pienamente fondate.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione la Avila sas
deducendo quattro motivi.
Resiste con controricorso l’Agenzia delle entrate.
Considerato che:

Ric. 2017 n. 00309 sez. MT – ud. 24-01-2018
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Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

In via preliminare officiosa va rilevata la nullità della sentenza
impugnata e dell’intero processo mentale, poiché pronunciata/svoltosi
a contraddittorio non integro.
Va infatti ribadito che:
-«In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento, che è alla base

delle associazioni di cui all’art. 5 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e dei
soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a
ciascun socio, comporta che il ricorso tributario proposto, anche
avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società,
riguarda inscindibilmente sia la società che rutti i soci – salvo il caso in
cui questi prospettino questioni personali – sicché tutti questi soggetti
devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non
può essere decisa, a pena di nullità assoluta rilevabile anche d’ufficio in
ogni stato e grado del procedimento, limitatamente ad alcuni soltanto
di essi» (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 25300 del 28/11/2014, Rv. 633451 01);
-«1_,’Irap è imposta assimilabile all’llor, in quanto essa ha carattere reale,
non è deducibile dalle imposte sui redditi ed è proporzionale,
potendosi, altresì, trarre profili comuni alle due imposte dagli art. 17,
comma 1, e 44 del d.lgs. n. 446 del 1997. Ne consegue che, essendo
l’Irap imputata per trasparenza ai soci, ai sensi dell’art. 5 del d.P.R. n.
917 del 1986, sussiste il litisconsorzio necessario dei soci medesimi nel
giudizio di accertamento dell’Irap dovuta dalla società» (Sez. U,
Sentenza n. 10145 del 20/06/2012, Rv. 622713 – 01);
-«I .’accertamento di maggior imponibile IVA a carico di una società di
persone, se autonomamente operato, non determina, in caso
d’impugnazione, la necessità d’integrare il contraddittorio nei confronti
dei relativi soci. Tuttavia, qualora l’Agenzia abbia contestualmente
Ric. 2017 n. 00309 sez. MT – ud. 24-01-2018
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della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e

proceduto, con un unico atto, ad accertamenti ai fini delle imposte
dirette, IVA ed IRAP, fondati su elementi comuni, il profilo
dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile IVA, che non
sia suscettibile di autonoma definizione in funzione di aspetti ad esso
specifici, non si sottrae al vincolo) necessario del “simultaneus

26071 del 30/12/2015, Rv. 638421 – 01).
Pacifico che i soci della società contribuente non sono mai stati evocati
in lite, pur vertendosi in una chiara ipotesi di litisconsorzio necessario
nei loro confronti, la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla
Commissione tributaria provinciale di Milano.
PQNI
La Corte, pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e
rinvia alla Commissione tributaria provinciale di Milano, anche per le
spese del presente giudizio.
Così deciso in Roma, 24 gennaio 2018
Il Presi

te

processus” per l’inscindibilità delle due situazioni» (Sez. 5, Sentenza n.

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