Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4249 del 21/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4249 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA
sul ricorso 27296-2016 proposto da:
D & D S.R.L. P.I.0144850495, in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in
ROMA, VIALE GIULIO CESARE n.14, presso lo studio
dell’avvocato GABRIELE PAFUNDI, che la rappresenta e difende
unitamente e disgiuntamente all’avvocato LAURA FORMICHINI;
– ricorrente contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– resistente –

Data pubblicazione: 21/02/2018

avverso la sentenza n. 747/10/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE ‘della TOSCANA, SEZIONE
DISTACCATA di LIVORNO, depositata il 21/04/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 25/01/2018 dal Consigliere Dott. MAURO

Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla
relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere
con motivazione semplificata;
che la s.r.l. D & D propone ricorso per cassazione nei confronti
della sentenza della Commissione tributaria regionale della
Toscana che aveva respinto il suo appello contro la decisione
della Commissione tributaria provinciale di Livorno.
Quest’ultima, a sua volta, aveva rigettato l’impugnazione della
società avverso un avviso di accertamento IRES e IVA, per
l’anno 2007;
Considerato:
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale la
contribuente deduce omessa pronunzia su fatti decisivi,
costituiti dall'”inerenza e strumentalità delle operazioni di
vendita-ristrutturazione dell’immobile di via Sommati rispetto
all’attività esercitata dalla D&D, ai sensi dell’art. 360 n. 5
c.p.c.: le operazioni compiute sul predetto immobile avrebbero
costituito il mezzo con cui la società aveva esercitato la propria
attività d’impresa;
che l’Agenzia non si è costituita;
che il motivo è inammissibile;
che l’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., riformulato
dall’art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7
agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio
Ric. 2016 n. 27296 sez. MT – ud. 25-01-2018
-2-

MOCCI.

specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso
esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui
esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti
processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le
parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato,

consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli artt.
366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod.
proc. civ., il ricorrente deve indicare il “fatto storico”, il cui
esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da
cui esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia
stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua
“decisività”, fermo restando che l’omesso esame di elementi
istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un
fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia
stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché
la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze
probatorie (Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014);
che, nella specie, come emerge dalla lettura della sentenza
impugnata, la CTR ha preso in considerazione l’immobile di via
Sommati, descrivendone le operazioni, sicché va escluso in
radice che il fatto, come invocato, sia stato trascurato dalla
sentenza impugnata, ed il motivo si traduce, in realtà, in una
richiesta di nuova valutazione delle risultanze probatorie, il che
non è consentito a questa Corte;
che va pertanto dato atto dell’inammissibilità del ricorso (Sez.
U, n. 7155 del 21/03/2017);
che a tale declaratoria non segue la condanna della ricorrente
alla rifusione delle spese processuali, stante la mancanza di
attività difensiva della controricorrente;

Ric. 2016 n. 27296 sez. MT – ud. 25-01-2018
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avrebbe determinato un esito diverso della controversia): ne

che, ai sensi dall’art. 13 comma 1 quater dei d.P.R. n. 115 dei
2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, va
dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da
parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma

P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso.
Ai sensi dall’art. 13 comma 1 quater dei d.P.R. n. 115 dei 2002,
inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte
della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a florma del comma
1-bis, dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma il 25 gennaio 2018
Il Presi nte
Dr. Marcelllllacobellis

1-bis, dello stesso articolo 13.

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