Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4244 del 17/02/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 17/02/2017, (ud. 10/01/2017, dep.17/02/2017),  n. 4244

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al numero 20577 del ruolo generale dell’anno

2013 proposto da:

s.n.c. Pianeta Casa di C.N. & C., in persona del

legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso, giusta

procura speciale a margine del ricorso, dall’avv. Vincenzo Taranto,

col quale elettivamente si domicilia in Roma, alla via Casetta

Mattei, n. 239, presso lo studio dell’avv. Sergio Tropea;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

gli uffici della quale in Roma, alla Via dei Portoghesi, n. 12, si

domicilia;

– controricorrente –

e nei confronti di:

Agenzia delle Entrate, direzione provinciale di Catania, in persona

del direttore pro tempore;

– intimata –

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale della Sicilia, sede di Catania, sezione 34, depositata in

data 13 giugno 2012, n. 212/34/12;

udita la relazione sulla causa svolta alla pubblica udienza in data

10 gennaio 2017 dal Consigliere PERRINO Angelina Maria;

udito per l’Agenzia delle entrate l’avvocato dello Stato Giancarlo

Caselli;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. DE AUGUSTINIS Umberto, che ha concluso per il rigetto

del ricorso.

Fatto

In esito ad una verifica fiscale sull’attività esercitata dalla contribuente, l’Agenzia delle Entrate accertò ricavi non dichiarati e contestò costi non di competenza, non inerenti e non documentati, nonchè ammortamenti non deducibili per diversi importi, recuperando maggiore Irpef in capo ai soci, maggiore Irap e maggiore Iva in capo alla società, oltre a sanzioni ed interessi. La società ha impugnato il relativo avviso, ottenendone il parziale annullamento dalla Commissione tributaria provinciale, la quale ha rideterminato nella misura del 30% la percentuale di ricarico. Quella regionale ha respinto l’appello della contribuente, facendo leva sull’adeguato compendio indiziario fornito dall’ufficio, non contrastato dalla società. Avverso questa sentenza propone ricorso la società, che affida a tre motivi, cui la sede centrale dell’Agenzia replica con controricorso.

Diritto

1.- Il collegio ha autorizzato la redazione della motivazione in forma semplificata, giusta il decreto del Primo Presidente del 14 settembre 2016.

2.- Come segnalato dal relatore nel corso della relazione in pubblica udienza, v’è violazione del litisconsorzio necessario, vertendo il giudizio, tra l’altro, in tema di Irap di una società di persone (in tema di irap, v. Cass., sez. un., n. 10145/12) e di Irpef dei soci di essa e mancando ogni traccia del coinvolgimento dei soci.

3.- Quanto alle poste scaturenti dal maggiore imponibile Iva emerso nei confronti della società, giova rimarcare che qualora, come nel caso in esame, l’Agenzia abbia contestualmente proceduto, con unico atto, ad accertamenti ai fini delle imposte dirette, Iva ed Irap, fondati su elementi comuni, il profilo dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile Iva, non suscettibile di autonoma definizione in funzione di aspetti ad esso specifici, non si sottrae al vincolo necessario di simultaneus processus, attesa l’inscindibilità delle due situazioni (in termini, tra varie, Cass. n. 26071/15).

4.- Ne deriva la declaratoria di nullità dell’intero giudizio, con cassazione della sentenza impugnata e rimessione degli atti alla Commissione tributaria provinciale di Catania.

L’andamento processuale comporta la compensazione di tutte le voci di spesa.

PQM

la Corte:

dichiara la nullità dell’intero giudizio, cassa la sentenza impugnata e rimette il giudizio dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Catania. Compensa integralmente tutte le voci di spesa.

Così deciso in Roma, il 10 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2017

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