Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4243 del 21/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 4243 Anno 2018
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: SOLAINI LUCA

ORDINANZA
sul ricorso 23719-2016 proposto da:
COMUNE DI SALERNO C.F.80000330656, in persona del Sindaco e
legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA EMILIO DE’ CAVALIERI n.11 (STUDIO ACDLEX),
presso lo studio dell’avvocato SERGIO DELLA ROCCA, che lo
rappresenta e difende;
– ricorrente contro
PLAITANO GIUSEPPE, e MARTINO VrITORIO, elettivamente
domiciliati in ROMA piazza Cavour presso la Cancelleria della Corte di
Cassazione, rappresentati e difesi dall’avvocato LUIGI SENATORE;
– controricotrenti –

Data pubblicazione: 21/02/2018

avverso la sentenza n. 1944/16/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE DI NAPOLI SEZIONE
DISTACCATA di SALERNO, depositata il 02/03/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 08/11/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso in Cassazione affidato a un motivo, illustrato da memoria, nei cui
confronti la parte contribuente ha resistito con controricorso, il comune impositore
impugnava la sentenza della CTR della Campania, sezione di Salerno, relativa ad
alcuni avvisi d’accertamento in tema d’ICI per il 2008 e per il 2009, su un’area in
ordine alla quale si contesta da parte del contribuente il valore della base
imponibile, della predetta imposta.
Il comune impositore denuncia la violazione degli artt. 1 comma 2 e 2 comma 1 lett.
b) del d.lgs. n. 504/92, dell’art. 11 quaterdecies comma 16 del D.L. n. 203/05 e
dell’art. 36 comma 2 del D.L. n. 223/06, convertito con modificazioni nella legge n.
248/06, in relazione all’art. 360 primo comma n. 3 c.p.c.: erroneamente i giudici
d’appello, pur in presenza di un PUC (piano urbanistico comunale) adottato dal
comune, hanno annullato l’avviso d’accertamento, perché non si era tenuto conto di
tutte le circostanze evidenziate dal contribuente.
Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma semplificata.
Il motivo-non merita accoglimento.
Secondo il consolidato orientamento di questa Corte “In tema di ICI, a seguito
dell’entrata in vigore dell’art. 11 quaterdecies, comma 16, del d. I. 30 settembre
2005, n. 203, convertito con modificazioni dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e
dell’art. 36, comma 2, del d. I. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che hanno fornito l’interpretazione autentica
dell’art. 2, comma 1, lettera b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, l’edificabilità di
un’area, ai fini dell’applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile
fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita
nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente
dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dall’adozione di strumenti
urbanistici attuativi. L’inapplicabilità del criterio fondato sul valore catastale
dell’immobile impone, peraltro, di tener conto, nella determinazione della base
imponibile, della maggiore o minore attualità delle sue potenzialità edificatorie e,
pertanto, la presenza di vincoli o destinazioni urbanistiche che condizionino, in
concreto, redificabilità del suolo, pur non sottraendo l’area su cui insistono al regime
fiscale proprio dei suoli edificabili, incide sulla valutazione del relativo valore venale
e, conseguentemente, sulla base imponibile” (Cass. n. 5161/14, 12377/16).
Nel caso di specie, la CTR, applicando il principio sopra enunciato, ha rilevato con
accertamento di fatto, congruamente motivato e, quindi, insindacabile nella
presente sede, che l’ente impositore non aveva valutato tutte le criticità del terreno,
in particolare, non aveva tenuto nel debito conto di tutte le caratteristiche giuridiche
e fattuali della relativa area.
Il ricorso deve, quindi, essere rigettato.
Ric. 2016 n. 23719 sez. MT – ud. 08-11-2017
-2-

R.G. 23719/16

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.
Va dato atto della sussistenza dei presupposti, per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto
per il ricorso.
PQM
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Rigetta il ricorso.
Condanna il comune di Salerno, in persona del Sindaco pt a pagare a Plaitano
Giuseppe le spese di lite del presente giudizio, che liquida nell’importo di C
2.300,00, oltre C 200,00 per esborsi, oltre il 15% per spese generali, oltre accessori
di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, dell’ulteriore
importo pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 – bis dello stesso
articolo 13.
Così deciso in Roma, alla camera di consiglio del 8.11.2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA