Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4219 del 17/02/2017


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Cassazione civile, sez. un., 17/02/2017,  n. 4219

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente c.c. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di sez. –

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente di sez. –

Dott. DI IASI Camilla – Presidente di sez. –

Dott. PETITTI Stefano – Presidente di sez. –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9822-2016 proposto da:

LB ENGINEERING GMBH, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI SCIPIONI 8,

presso lo studio dell’Avvocato FRANCESCO CRISCI (c.f.

CRSFNC53S16H501V), che la rappresenta e difende unitamente

all’Avvocato ENRICO PASQUINELLI (c.f. PSQNRC64A14Z102G), per procura

speciale in atti;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) S.R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO DI TORRE ARGENTINA 11,

presso lo studio dell’Avvocato DANIELE CERICOLA (c.f.

CRCDNL70L17A271I), che la rappresenta e difende, per delega in calce

al controricorso;

– controricorrente –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

2245/2012 del TRIBUNALE di PESARO;

udito l’Avvocato Francesco CRISCI;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24/01/2017 dal Consigliere Dott. VITTORIO RAGONESI;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale dott. FINOCCHI GHERSI Renato, che ha

chiesto che la Corte di cassazione dichiari il ricorso

inammissibile, con i conseguenti provvedimenti di legge.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La (OMISSIS) s.r.l. ha citato in giudizio davanti al Tribunale di Pesaro la LB Engineering GMBH per chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa del mancato acquisto da parte di quest’ultima di motori ordinati.

La convenuta si è costituita in giudizio nel corso del quale, con ordinanza del 4 febbraio 2014, l’adito Tribunale di Pesaro ha rigettato l’eccezione di difetto di giurisdizione sollevata da L.B. Engeneering, rilevando che la clausola contenuta nel “development agreement” concluso tra le parti (art. 10, comma 4), non indicava il foro convenzionale del Tribunale di Monaco come esclusivo, e che comunque nella fattispecie non si trattava di sindacare l’accordo e le relative obbligazioni, ma, stando al petitum, di valutare una domanda risarcitoria di un contratto che aveva avuto esecuzione, assumendo parte attrice di aver subito un danno da mancato ritiro dei motori già ordinati (pagina 2 atto di citazione), evento questo documentato dalla lettera di parte convenuta in data 7 aprile 2009 (doc. 5 prod. attrice).

Con la stessa ordinanza è stata disposta consulenza contabile.

L.B. Engeneering, con istanza del 14 maggio 2014 ha chiesto la revoca dell’ordinanza citata, ribadendo il difetto di giurisdizione, e, all’udienza del 22 maggio 2014, il Tribunale ha rigettato tale istanza, procedendo alla formulazione dei quesiti al consulente tecnico.

Una nuova istanza, in data 1 ottobre 2014, è stata depositata da L.B. Engeneering, per reiterare l’eccezione e chiedere la revoca dell’ordinanza del 4 febbraio 2014, e anch’essa è stata rigettata dal Tribunale con ordinanza del 6 ottobre 2014.

A seguito del deposito della consulenza tecnica d’ufficio in data 11 febbraio 2015, il Tribunale, all’udienza del 12 marzo 2015, ha invitato le parti a presentare le proprie osservazioni e, con ordinanza del 16 marzo 2015, ha fissato l’udienza di precisazione delle conclusioni per l’11 giugno 2015, rinviata al 5 maggio 2016, data nella quale, secondo la produzione non contestata di (OMISSIS) s.r.l., la causa è stata trattenuta in decisione.

Nelle more, in data 15.4.16, la L.B. Engeneering GMBH ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione innanzi a queste Sezioni Unite.

La Benelli QJ ha depositato controricorso e successivamente ha depositato memoria deducendo il sopravvenire di un effetto interruttivo a seguito della dichiarazione del proprio fallimento.

Entrambe le parti hanno depositato memorie. In particolare la (OMISSIS) con la propria memoria ha dato notizia della intervenuta revoca del fallimento.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

2. Va preso atto della rinuncia della resistente alla domanda di interruzione del processo a seguito della revoca della dichiarazione di fallimento. Del resto anche in assenza della predetta revoca l’istanza sarebbe stata comunque da rigettare avendo questa Corte ripetutamente chiarito che l’intervenuta modifica della L. Fall., art. 43 per effetto del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, art. 41 nella parte in cui recita che “l’apertura del fallimento determina l’interruzione del processo”, non comporta una causa di interruzione del giudizio in corso in sede di legittimità posto che in quest’ultimo, che è dominato dall’impulso d’ufficio, non trovano applicazione le comuni cause di interruzione del processo previste in via generale dalla legge. (cass. 21153/10; Cass. sez. un. 17295/03).

3. La prima eccezione di inammissibilità del regolamento per essere stata la questione di giurisdizione già oggetto di decisione da parte del giudice del merito è infondata.

Questa Corte ha ripetutamente chiarito che il giudice che intenda pronunciare separatamente sulla giurisdizione o sulla competenza deve invitare le parti a precisare le conclusioni, sicchè, il provvedimento che abbia emesso in difetto di detto invito assume natura meramente ordinatoria. Ne consegue che la pronuncia con cui il giudice abbia statuito (come nella specie) sull’eccezione di difetto di giurisdizione senza previamente invitare le parti a precisare le conclusioni ha natura di ordinanza e non è, come tale, preclusiva del regolamento di giurisdizione ai sensi dell’art. 41 c.p.c.

(Cass. 25798/09).

Nel caso di specie l’ordinanza del Tribunale di Pesaro del 4.2.14, con la quale si è affermata la giurisdizione del giudice italiano dandosi disposizioni per il prosieguo della controversia, non è stata preceduta dalla precisazione delle conclusioni avendo il giudice disposto il solo scambio di memorie onde deve escludersi il carattere decisorio della delibazione sulla giurisdizione.

4. E’ infondata anche la seconda eccezione di inammissibilità prospettata in ragione del fatto che la causa è stata nelle more trattenuta in decisione dal tribunale di Pesaro.

Nel caso di specie il ricorso risulta proposto il 14.4.16 mentre la causa è stata trattenuta in decisione il successivo 5 maggio 2016.

A tale proposito va rammentato che l’art. 41 c.p.c., comma 1 stabilisce che “finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado ciascuna parte può chiedere alle sezioni unite della corte di cassazione che risolvano le questioni di giurisdizione di cui all’art. 37”.

In base all’attuale sistema processuale il momento preclusivo si determina nel momento in cui l’attività processuale delle parti si esaurisce ed inizia il momento decisorio della causa,che nel caso in cui non vi sia udienza di discussione, si verifica allo scadere del termine per lo scambio delle memorie, mentre,nel caso in cui la detta udienza vi sia, ricorre al momento della chiusura della discussione stessa.

La eccezione non precisa in quale delle due ipotesi si versi nel caso di specie ma,in ogni caso, è dato per acquisito che la causa è stata trattenuta in decisione in data successiva alla notifica del regolamento onde quest’ultimo deve ritenersi tempestivamente proposto.

5. Manifestamente infondata a tale proposito risulta la prospettazione dell’abuso del processo per i fini dilatori attribuiti alla ricorrente poichè, posto che i termini stabiliti dalla legge risultano rispettati, nessun abuso del processo è ipotizzabile.

6. Venendo all’esame del merito, il ricorso appare infondato. Tra le parti risulta stipulato un “Development Agreement” la cui clausola 10.4 prevede espressamente che ” this agreement and the obligations related to this agreement shall be governed by german law, Court of Munich” (questo accordo e le relative obbligazioni saranno disciplinate dal diritto tedesco, Corte di Monaco).

Questa clausola astrattamente risulta essere attributiva della giurisdizione al giudice tedesco.

L’art. 23, comma 1, del regolamento UE 44/01, applicabile al caso di specie, espressamente prevede che “Qualora le parti, di cui almeno una domiciliata nel territorio di uno Stato membro, abbiano attribuito la competenza di un giudice o dei giudici di uno Stato membro a conoscere delle controversie, presenti o future, nate da un determinato rapporto giuridico, la competenza esclusiva spetta a questo giudice o ai giudici di questo Stato membro. Detta competenza è esclusiva salvo diverso accordo tra le parti..”.

Alla luce di detta norma deve ritenersi che l’indicazione della Corte di Monaco costituisca indicazione della volontà delle parti di attribuire la giurisdizione al giudice tedesco da ritenersi,alla luce della norma citata, a carattere esclusivo.

In particolare, si osserva che il citato art. 23 ritiene sufficiente,al fine di radicare la giurisdizione, anche la sola indicazione di uno dei giudici di uno Stato membro, per cui l’indicazione della Corte di Monaco sarebbe a tal fine sufficiente per indicare l’opzione per la giurisdizione tedesca.

7. Tuttavia il punto è che nel caso di specie non appare che il Development Agreement sia applicabile ai rapporti contrattuali per cui è causa.

Il predetto accordo ha infatti per oggetto l’attività di ricerca e predisposizioni di un prototipo di motore nautico mentre la clausola 9 dello stesso prevede che, successivamente alla realizzazione del prototipo, tra le parti doveva essere stipulato un contratto di fornitura del prodotto.

Nel caso di specie, la domanda della (OMISSIS) riguarda proprio il pagamento relativo alla avvenuta fornitura di motori.

A prescindere dunque dalla circostanza che non risulta un nuovo contratto stipulato in un unico documento in forma scritta tra le parti, non appare sostanzialmente contestato che comunque le forniture di motori siano state effettuate. Ciò deve ritenersi abbia comunque dato luogo alla stipula di un accordo contrattuale tra le parti che deve necessariamente ritenersi non rientrante nel Development agreement che, come detto, si riferiva esclusivamente alla creazione del prototipo di motore e che espressamente prevedeva che il rapporto di fornitura successivo doveva essere regolato da un nuovo e diverso contratto.

8. Ciò posto, occorre valutare quale sia il giudice avente giurisdizione nel caso di specie in base alla normativa comunitaria e, in particolare, all’art. 5 del regolamento 44/2001 che prevede che, nel caso di compravendita di beni, la giurisdizione si determina in base al luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto.

Come si è già rilevato, nel caso di specie non vi è stato un contratto apposito stipulato in forma scritta e la documentazione cui fanno riferimento le parti risulta contraddittoria in quanto secondo alcuni call of order l’indirizzo di consegna sarebbe la sede della (OMISSIS) GMBH in (OMISSIS), mentre altre fatture e documenti di trasporto recano la dicitura “(OMISSIS)” e quindi la sede di (OMISSIS).

Non vi sono dunque elementi univoci per affermare con certezza la giurisdizione in base al luogo di consegna.

9. Occorre a questo punto considerare che la (OMISSIS) ha altresì proposto domanda di risarcimento del danno di carattere extra contrattuale.

Invero la ricorrente lamenta l’inammissibilità di tale domanda sotto il profilo della sua genericità.

Tale prospettazione non è però suscettibile di valutazione in questa sede di regolamento di giurisdizione poichè la definizione di quest’ultimo deve avvenire sulla base delle domande e delle prospettazioni delle parti senza che sia possibile entrare in una valutazione della ammissibilità o della fondatezza delle stesse.

Posta quindi la sussistenza di una domanda di risarcimento danno extra contrattuale che si aggiunge a quella di pagamento del prezzo delle forniture, ricorre tra le due domande una ipotesi di connessione che richiede una trattazione unitaria delle stesse ai sensi dell’art. 28 del regolamento 44/2001 che prevede che, in caso di domande connesse pendenti innanzi a giudici diversi, le stesse sono suscettibili di essere decise unitariamente dal giudice preventivamente adito.

Da ciò necessariamente discende che, essendo state le due domande già cumulativamente proposte innanzi al giudice italiano, di cui quella di risarcimento del danno certamente rientrante nella sua giurisdizione, anche a volere, in via di ipotesi, ritenere che la domanda di pagamento del prezzo della compravendita sia di competenza del giudice austriaco, in ogni caso, essendo stato comunque il giudice italiano preventivamente adito, ad esso spetterebbe comunque la giurisdizione su entrambe le cause.

10. In conclusione dunque va dichiarata la giurisdizione del giudice italiano con conseguente rigetto del regolamento proposto.

La liquidazione delle spese del presente giudizio è rimessa al tribunale di Pesaro.

PQM

Rigetta il regolamento, dichiara la giurisdizione del giudice italiano al quale rimette la liquidazione delle spese del presente procedimento.

Così deciso in Roma, il 24 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2017

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