Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4199 del 09/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 09/02/2022, (ud. 19/01/2022, dep. 09/02/2022), n.4199

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. IANNELLO Emilio – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

Dott. GIAIME GUIZZA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 15910/2020 R.G. proposto da:

Vie Sicure Italia S.r.l., rappresentata e difesa dall’Avv. Nicola

Simonelli;

– ricorrente –

contro

UnipolSai Assicurazioni S.p.a., rappresentata e difesa dagli Avv.ti

Stefano Taurini e Maurizio Hazan;

– resistente –

per il regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Giudice di

Pace di Napoli Nord, n. 61/2020, depositata il 14 maggio 2020.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 19 gennaio

2022 dal Consigliere Dott. Iannello Emilio.

 

Fatto

RILEVATO

che:

la S.r.l. Vie Sicure Italia ha proposto istanza di regolamento di competenza avverso l’ordinanza del 14 maggio 2020 con la quale il Giudice di Pace di Napoli Nord ha dichiarato la propria incompetenza per territorio, in favore del Giudice di Pace di Bologna o di quello di Roma, in relazione alla controversia introdotta dalla società predetta, nei confronti di UnipolSai Assicurazioni S.p.a., per la condanna di quest’ultima al pagamento delle somme dovute per l’intervento di ripristino delle condizioni di viabilità e sicurezza effettuato a seguito di sinistro stradale, avvenuto in Roma in data 13 giugno 2019, per fatto addebitabile a soggetto assicurato dalla società convenuta;

l’intimata resiste depositando memoria;

dovendo il procedimento essere trattato ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c., è stata fatta richiesta al Pubblico Ministero presso la Corte di formulare le sue conclusioni ed all’esito del loro deposito ne è stata fatta notificazione unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale;

il P.M. ha concluso per il rigetto dell’istanza, con conseguente conferma della stessa e declaratoria della competenza del Giudice di Pace di Bologna o di quello di Roma;

la società ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

l’istanza di regolamento di competenza è inammissibile, in quanto è stata proposta contro un provvedimento di un giudice di pace, riguardo al quale opera l’art. 46 c.p.c., che esclude il regolamento di competenza in relazione ai giudizi dinanzi a quel giudice;

a tenore della citata norma, invero, “le disposizioni degli artt. 42 e 43 non si applicano nei giudizi davanti ai conciliatori”;

ai sensi del L. 21 novembre 1991, n. 374, art. 39 – che, come noto, ha soppresso gli uffici dei giudici conciliatori (art. 44) e istituito il giudice di pace (art. 1) – il termine “conciliatori” deve intendersi sostituito, a decorrere dal 1 maggio 1995, dall’espressione “giudici di pace”;

deve, dunque, darsi continuità al consolidato orientamento di questa Corte secondo cui è inammissibile il regolamento di competenza ad istanza di parte avverso la sentenza del giudice di pace, stante il disposto dell’art. 46 c.p.c., che preclude la proposizione del menzionato regolamento per le statuizioni sulla competenza rese da tale giudice (v. ex multis Cass. Sez. U. 01/06/2006, n. 13027; Cass. 22/09/2006, n. 20636; 29/03/2007, n. 7742; 29/05/2008, n. 14185; 04/09/2013, n. 20324; 28/01/2014, n. 1812; 04/05/2018, n. 10631; 26/09/2018, n. 23062; 18/02/2020, n. 4001; 18/01/2021, n. 711);

mette conto precisare che, ai sensi dell’art. 339 c.p.c., comma 3, (come modificato dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 1, comma 1) tali provvedimenti sono impugnabili con l’appello ai sensi del comma 2 di questa norma e con l’appello ai sensi del comma 3, secondo che siano pronunciati su cause soggette a regola di decisione secondo diritto ovvero secondo equità a norma dell’art. 113 c.p.c., comma 2;

il provvedimento impugnato, pertanto, avrebbe dovuto impugnarsi con l’appello a motivi limitati ai sensi dell’art. 339 c.p.c., comma 3, trattandosi di causa di valore inferiore ad Euro 1.100, come tale soggetta a regola di decisione secondo equità necessaria ai sensi dell’art. 113 c.p.c., comma 2, e configurando quella sulla competenza, ai fini della prima delle citate disposizioni, norma sul procedimento;

le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo;

va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello previsto per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, art. 1-bis.

PQM

dichiara inammissibile l’istanza di regolamento.

Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della parte resistente, delle spese del presente giudizio, che liquida in Euro 1.200 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento agli esborsi liquidati in Euro 200 ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 19 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 9 febbraio 2022

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