Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4187 del 21/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4187 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: SCALDAFERRI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso 4336-2015 proposto da:
CONSORZIO DI MARSIA, in persona del Presidente,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VERBANIA 2/B, presso
Io studio dell’avvocato ANTONIETTA VIOLI, rappresentato e
difeso dall’avvocato DANIELA LAGAZZO;
– ricorrente contro
NERI ENNIO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI VILLA
GRAZIOLI 15, presso lo studio dell’avvocato BENEDETTO
GARGANI, che lo rappresenta e difende;
– controricorrente avverso l’ordinanza n. 53180/2011 GIUDICE DI PACE di ROMA,
depositata il 24/04/2014;

Data pubblicazione: 21/02/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. ANDREA
SCALDAFERRI.

Il Collegio

Roma ha dichiarato l’inefficacia e la nullità del decreto
ingiuntivo n. 10678/2011 emesso dal medesimo Ufficio a carico
di Neri Ennio e in favore del Consorzio Di Marsia;
che il Consorzio ha proposto ricorso per cassazione affidato a
due motivi;
che l’intimato Neri resiste con controricorso;
considerato che il primo motivo di ricorso deduce la violazione
dell’art. 118 disp. att. cod.proc.civ., lamentando l’inapplicabilità
di tale norma nell’ipotesi di nullità della notificazione del
decreto ingiuntivo, essendo diretta a regolare le sole ipotesi di
mancata o inesistente notificazione del decreto;
che il secondo motivo dei ricorso deduce vizio di motivazione
circa la presenza in atti dell’avviso di ricevimento della
notificazione postale del decreto ingiuntivo;
che il controricorrente ha dedotto la tardività e, in ogni caso,
l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso;
ritenuto di procedere alla redazione della motivazione in forma
semplificata;
ritenuto che il ricorso è inammissibile perché tardivo;
che l’impugnazione intentata ai sensi dell’art. 111 Cost., pur
proponibile

avverso

il

provvedimento

dichiarativo

dell’inefficacia del decreto ingiuntivo reso a norma dell’art. 188
disp. att. cod. proc. civ. in quanto avente contenuto decisorio
(Sez. 1, Sentenza n

19799 del 14/09/2006), è tuttavia

anch’essa soggetta al rispetto del termine decadenziale
Ric. 2015 n. 04336 sez. M1 – ud. 14-12-2017
-2-

rilevato che con l’ordinanza sopra indicata il Giudice di pace di

previsto dall’art. 327 cod.proc.civ., nella specie di sei mesi
essendo il procedimento monitorio stato introdotto nel 2011,
quindi dopo il 4 luglio 2009, epoca di introduzione della novella
che ha ridotto il c.d. “termine lungo” per l’impugnazione;
che, nella specie, al momento di proposizione dell’odierna

che l’ordinanza impugnata risulta depositata in data 24 aprile
2014 e il ricorso per cassazione risulta passato all’Ufficiale
giudiziario per la notifica in data 2 febbraio 2015, allorquando il
termine semestrale, pur considerando la sospensione feriale
dei termini, era scaduto;
che le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in
dispositivo;
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
rimborso in favore del controricorrente delle spese di questo
giudizio, in C 1.100,00 (di cui C 100,00 per esborsi) oltre spese
generali forfetarie e accessori di legge.
Dà inoltre atto, ai sensi dell’art.13 comma

1 quater D.P.R.

n.115/2002, della sussistenza dei presupposti per il
versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per_ il ricorso a
norma del comma 1 bis dello stesso articolo 13.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 14 dicembre
2017

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

impugnazione tale termine era integralmente decorso, atteso

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