Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4182 del 21/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4182 Anno 2018
Presidente: CAMPANILE PIETRO
Relatore: FERRO MASSIMO

Data pubblicazione: 21/02/2018

ORDINANZA
Sul ricorso proposto da:

RODI COSTRUZIONI E IMPIANTI s.r.I., in liquidazione, in
persona del liquidatore e I.r., rapp. e dif. dall’avv. Paolo Gamberale, elett.

o
RG 18085/2016- g.est” f 4-r

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dom. presso lo studio di questi in Roma, via di Villa Ada n. 57, come da
procura in calce all’atto
-ricorrente-

FALLIMENTO RODI COSTRUZIONI E IMPIANTI s.r.I., in
liquidazione, in persona del curatore fall. p.t., rapp. e dif. dall’avv. Luigi
Amerigo Bottai, elett. dom. presso lo studio di questi in Roma, via Pietro
Paolo Rubens n. 31, come da procura in calce all’atto
BRAN GHEORGHE, rappr. e dif. dall’avv. Aldo Spada, elett. dom.
presso lo studio di questi in Roma, viale Giulio Cesare, n.14, come da
procura a margine dell’atto
-controricorrenti-

per la cassazione della sentenza App. Roma 30.6.2016, n.
4150/2016, in R.G. 50274/2015;
vista la memoria del ricorrente;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
giorno 12 dicembre 2017 dal Consigliere relatore dott. Massimo Ferro;
il Collegio autorizza la redazione del provvedimento in forma
semplificata, giusta decreto 14 settembre 2016, n.136/2016 del Primo
Presidente.

FATTI DI CAUSA
Rilevato che:
1.

RODI COSTRUZIONI E IMPIANTI s.r.I., in liquidazione, in

persona del liquidatore [RODI] impugna la sentenza App. Roma
30.6.2016, n. 4150/2016, in R.G. 50274/2015, con cui è stato rigettato
il suo reclamo proposto ex art.18 I.f. avverso la sentenza Trib. Roma
19.12.2014 dichiarativa del proprio fallimento e resa su istanza del
creditore in epigrafe;

RG 18085/2016- g.est. m.

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Contro

2.

la corte di appello, per quanto qui di interesse, ha riconosciuto

la infondatezza della complessiva doglianza in tema di notifica,
affermandone la regolarità per essere avvenuta ai sensi dell’art.15 co.3
I.f., in via gradata rispetto a quella tramite PEC e poi alla sede,
infruttuose; inoltre, la sentenza di fallimento del 19.12.2014 era

della società dal registro delle imprese, posto che ancora da una ‘visura
ordinaria’ del 4.6.2014 non constava l’avvenuta iscrizione dell’atto di
cancellazione, per quanto inoltrato dalla parte all’Ufficio;
3.

con il ricorso si deduce, in tre motivi, l’erroneità della

sentenza, sul punto della notifica a società cancellata, inapplicabile nel
caso l’art.15 co.3 I.f., norma comunque incostituzionale e della
dichiarazione di fallimento, resa oltre l’anno dalla iscrizione camerale
della cancellazione.

RAGIONI DELLA DECISIONE
Considerato che:
1.

i motivi di ricorso debbono essere preceduti dall’esame di una

premessa ad essi comune e che vorrebbe la dichiarazione di fallimento
errata per l’impropria applicazione di una disciplina relativa al fallimento
cd. infraannuale, mentre nella vicenda sarebbe decorso più di un anno
dalla cancellazione della società dal registro delle imprese, con ogni
conseguenza ex artt.10 e 15 I.f., oltre che sul regime delle notifiche; la
censura non coglie nel segno, avendo accertato il giudice di merito che
almeno alla data del 4.6.2014 l’Ufficio del registro rilasciava certificazioni
da cui non risultava avvenuta l’iscrizione dell’atto di cancellazione, la
prova del cui inoltro tempestivo (rectius, della cui domanda), inclusa la
‘presa in carico’, non surroga l’evento formale della iscrizione della
cancellazione stessa, ai fini della opponibilità sancita dall’art.2193 c.c.;
tale accertamento non appare idoneamente impugnato;

RG 18085/2016- g.est. mario

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tempestiva anche rispetto alla decorrenza dell’anno dalla cancellazione

2.

può invero essere ricordato, secondo indirizzo consolidato di

questa Corte, che «ai fini della decorrenza del termine annuale entro il
quale, ai sensi dell’art. 10 l.fall., può essere dichiarato il fallimento di
un’impresa svolta in forma societaria, occorre fare esclusivo riferimento
alla data della sua cancellazione dal registro delle imprese, non potendo

dell’attività, né rilevando l’iter procedimentale che, presso il registro,
abbia portato alla cancellazione ed alla individuazione della relativa
data.» (Cass. 24549/2016); tale principio rende irrilevante la generica

esigenza di addossare ai terzi un onere di investigazione oltre il dato non
annotato e quand’anche vi fossero segnalazioni nell’esperienza
prodromiche alla vera e propria cancellazione di un imprenditore dal
predetto registro, quando tuttavia la formalità manchi; semmai grava
sulla parte che abbia dato corso al procedimento curarne che esso si
completi per conseguire l’efficacia generale di cui alla norma, mentre
non è stato oggetto di accertamento o allegazione la prova della diretta
conoscenza in capo ai terzi dell’evento non iscritto;
3.

in ogni caso, anche sulla regolarità della notifica può così

essere ribadito il principio, correttamente seguito nella sentenza, per cui
«la previsione dell’art. 10 l.fall., per il quale una società cancellata dal
registro delle imprese può essere dichiarata fallita entro l’anno
dalla cancellazione, implica che il procedimento pre fallimentare e le
eventuali successive fasi impugnatorie continuano a svolgersi, per “fictio
iuris”, nei confronti della società estinta, non perdendo quest’ultima, in
ambito concorsuale, la propria capacità processuale. Ne consegue che
pure il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere validamente
notificato presso la sede della società cancellata, ai sensi dell’art. 145,
comma 1, c.p.c.» (Cass. 5253/2017);

4.

invero come precisato da Cass. 602/2017, 23728/17,

17946/2016 «nel caso di società già cancellata dal registro delle imprese,
il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere validamente

RG 18085/2016- g.est. m.ferro

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la società dimostrare il momento anteriore dell’effettiva cessazione

notificato, ai sensi della L. Fall., art. 15, comma 3, – nel testo nove/lato
dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17
dicembre 2012, n. 221 -, all’indirizzo di posta elettronica certificata della
società cancellata in precedenza comunicato al registro delle imprese,
ovvero quando, per qualsiasi ragione, non risulti possibile la notifica a

registro delle imprese e, in caso di ulteriore esito negativo, mediante
deposito presso la casa comunale del luogo dove la medesima aveva
sede»;
5.

né, si è aggiunto,

«la menzionata specialità, e completezza,

di disciplina prevista nel procedimento per la dichiarazione di fallimento
patiscono una deroga per il caso della società che, cancellata dal registro
delle imprese e già in liquidazione, sarebbe situazione normata in modo
aggirante il precetto dell’art.15 l.f., che, per la sua portata invece
generale, attiene ad ogni vicenda di imprenditore fallibile e dunque anche
se in forma societaria, cancellata o meno, senza eccezioni ovvero
permeabilità del regime ordinario delle notifiche, interamente derogato;
ne consegue che va escluso, pertanto, che residuino ipotesi in cui il
ricorso di fallimento e il decreto di convocazione debbano essere
notificati, ai sensi degli artt. 138 e segg. o 145 c.p.c. (a seconda che
l’impresa esercitata dal debitore sia individuale o collettiva), nei diretti
confronti del titolare della ditta o del legale rappresentante della società.»
(Cass.602/2017);
6.

la stessa ultima pronuncia dà atto che, «introducendo uno

speciale procedimento per la notificazione del ricorso di fallimento – che
fa gravare sull’imprenditore le conseguenze negative derivanti dal
mancato rispetto degli obblighi di cui si è appena detto- il legislatore del
2012» ha inteso codificare e rafforzare il principio secondo cui

«il

tribunale, pur essendo tenuto a disporre la previa comparizione in camera
di consiglio del debitore fallendo e ad effettuare, a tal fine, ogni ricerca
per provvedere alla notificazione dell’avviso di convocazione, è esonerato
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mezzo PEC, direttamente presso la sua sede risultante sempre dal

dal compimento di ulteriori formalità allorché la situazione di irreperibilità
di questi debba imputarsi alla sua stessa negligenza e/o ad una condotta
non conforme agli obblighi di correttezza di un operatore economico»,
conclusioni che vanno ripetute anche nella fattispecie prevista dall’art. 10
I.f., che contempla – per l’anno successivo – la ricordata eccezione alla

estinta.;
7.

non sussistono infine i presupposti per rinnovare il dubbio di

costituzionalità dell’art.15 I.f., in rapporto all’art. 10 I.f. e con riguardo
all’interpretazione fatta propria dal giudice di merito; non solo invero la
ratio

della pronuncia di Corte cost. n.146/2016 non si discosta

dall’esigenza decisoria sottesa alla vicenda del presente giudizio, ma
appaiono impropri i riferimenti comparativi agli istituti del processo civile
evocati in ricorso e genericamente addotti a referenti di incongruità della
tesi qui seguita, stante la manifesta rispondenza di essi ad obiettivi
diversi, apparendo per converso pienamente giustificata la specialità di
disciplina accelerata dell’accertamento dell’insolvenza come normato
all’art.15 I.f., in deroga – sul punto – anche alle comuni disposizioni del
procedimento camerale;
il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile, per la contrarietà agli
indirizzi sopra richiamati e ai sensi dell’art.360bis n.1 c.p.c., con
condanna alle spese secondo a regola della soccombenza e liquidazione
come da dispositivo.

P.Q.M.

la Corte dichiara inammissibile il ricorso, condanna il ricorrente alle
spese nei confronti dei controricorrenti, liquidando le stesse, in favore di
ciascuno, in euro 8.100 (di cui euro 100 per esborsi), oltre il 15% a
forfait sui compensi e gli accessori di legge; ai sensi dell’art. 13, co. 1quater, d.P.R. 115/02, come modificato dalla I. 228/12, dà atto della
RG 18085/2016- g.est.

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regola della perdita della capacità di stare in giudizio della società

sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto
per il ricorso principale, a norma del co. 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 2 dicembre 2017.
il Presidente

r Funzionario Gudizi?rie
z

DEPOSITATO IN CANCELLERIA
Roma,

2 . 117E8,–2 18

anile

dott.tPfe o a

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