Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4175 del 17/02/2021

Cassazione civile sez. lav., 17/02/2021, (ud. 08/09/2020, dep. 17/02/2021), n.4175

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5678/2015 proposto da:

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

avvocati EMANUELA CAPANNOLO, MAURO RICCI, CLEMENTINA PULLI;

– ricorrente –

contro

P.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PIETRO

CAVALLINI 12, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI PAOLOZZI, che

lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 424/2014 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositata il 19/02/2014 r.g.n. 1018/2012;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/09/2020 dal Consigliere Dott. ENRICA D’ANTONIO.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. La Corte d’appello di Lecce ha confermato la sentenza del Tribunale di Brindisi di accoglimento della domanda di P.A. volta ad ottenere il riconoscimento del suo diritto all’indennità di accompagnamento calcolata sulla base dell’indennità di assistenza e di accompagnamento prevista per i grandi invalidi di guerra così come stabilito dalla L. n. 682 del 1979, secondo la tabella A/bis del D.P.R. n. 915 del 1978 e successive modifiche.

Secondo la Corte la L. n. 429 del 1991, aveva definitivamente stabilito che i ciechi civili avevano diritto all’indennità di accompagnamento nella stessa misura e con le stesse modalità di adeguamento automatico stabilite per i grandi invalidi di guerra.

2. Avverso la sentenza ricorre l’Inps con un motivo. Resiste il P. con controricorso poi memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

RITENUTO IN FATTO

3. Inps denuncia la violazione di molteplici norme (L. n. 406 del 1968, art. 1; L. n. 682 del 1979, art. 1; D.P.R. n. 834 del 1981, art. 1; L. n. 656 del 1986, artt. 1,2,3; L. n. 508 del 1988, art. 2; L. n. 342 del 1989, art. 1; L. n. 508 del 1988, art. 1; L. n. 342 del 1989, art. 1; L. n. 429 del 1991, art. 1; L. n. 160 del 1975, art. 9; D.P.R. n. 915 del 1978; nonchè dei vari D.M. succedutesi del Ministro degli Interni e poi di quello dell’Economia) lamentando che la Corte, accogliendo la domanda del P., aveva ritenuto applicabile la tabella E lett. A bis allegata al D.P.R. n. 915 del 1978, che riguardava, invece, esclusivamente gli invalidi di guerra e non era applicabile ai ciechi civili nei confronti dei quali doveva trovare applicazione la tabella E, lett. A), n. 1, allegata alla L. n. 656 del 1986.

Deduce, inoltre, che l’equiparazione dell’indennità di accompagnamento goduta dai ciechi civili a quella prevista per i grandi invalidi di guerra riguardava esclusivamente la misura dell’indennità e le relative modalità di adeguamento automatico e che detta equiparazione non comportava l’estensione ai ciechi civili dell’assegno integrativo sostitutivo delle prestazioni di accompagnatori militari di cui al D.P.R. n. 834 del 1981, art. 6.

4. Il ricorso è fondato.

Questa Corte ha già chiarito che l’equiparazione dell’indennità di accompagnamento goduta dai ciechi civili assoluti a quella prevista per i grandi invalidi di guerra investe esclusivamente la misura dell’indennità stessa e le relative modalità di adeguamento automatico, ma non comporta l’estensione ai primi dell’intero complesso delle misure di assistenza predisposte a favore dei secondi, che comprendono l’assegno sostitutivo della prestazione di accompagnatori militari di cui al D.P.R. n. 834 del 1981, art. 6, senza, peraltro, che tale mancata estensione realizzi una ingiustificata disparità di trattamento, in considerazione di quanto affermato dalla Corte Costituzionale (ordinanza n. 487/1988) sulla differenziazione di situazioni tra gli invalidi civili e quelli di guerra da ravvisare nella obiettiva diversità dei presupposti che sono alla base del fatto invalidante, scaturente, in quest’ultimo caso, da eventi bellici, che comportano anche un elemento risarcitorio, estraneo all’ipotesi della invalidità civile (cfr. Cass. n. 24033/2016, n. 24982/2016, n. 23187/2017).

5. Questa Corte ha, altresì, precisato che “Ai fini della determinazione dell’indennità di accompagnamento spettante ai ciechi civili assoluti, deve applicarsi la tabella E, lett. A); n. 1, allegata alla L. n. 656 del 1986, relativa all’indennità di accompagnamento prevista per le persone affette da cecità bilaterale assoluta per causa di guerra, stante il testuale richiamo contenuto nella L. n. 429 del 1991, art. 1 e nella L. n. 508 del 1988, art. 2, comma 2 (cfr. Cass. n. 17648/2016, n. 24033/2016). Si è a riguardo affermato che la tabella applicabile ” sia la Tabella E lett. A) n. 1 la quale prevede le “Alterazioni organiche e irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente”. E non possa essere invece quella di cui lett. A-bis n. 1 la quale considera i soggetti che hanno subito “La perdita di ambo gli arti superiori fino al limite della perdita delle due mani”. L’applicazione della tabella E lett. A) n. 1 risulta testualmente dalla L. n. 429 del 1991, art. 1, comma 1, che richiama l’indennità spettante alle persone affette da cecità bilaterale assoluta e permanente per causa di guerra. E dalla L. n. 508 del 1988, art. 2, comma 2, che ai fini dell’importo spettante a ciechi civili assoluti richiama quello “dell’indennità di accompagnamento percepita dai ciechi di guerra ascritti alla tabella E, lett. A, n. 1 allegata alla legge medesima” (ovvero alla L. 6 ottobre 1986, n. 656)”.

6. Nella fattispecie l’Inps correttamente si duole che la Corte territoriale, accogliendo integralmente la domanda del P., non si è uniformata ai principi di cui sopra in quanto non si era limitata a riconoscere l’equiparazione dell’indennità di accompagnamento goduta dai ciechi civili assoluti a quella prevista per i grandi invalidi di guerra in ordine alla misura dell’indennità stessa e alle relative modalità di adeguamento automatico,come previsto dalla L. n. 429 del 1991, art. 1. Lamenta, infatti, che era stata accolta la domanda volta ad ottenere l’equiparazione della indennità percepita a quelle goduta dai grandi invalidi di guerra e che doveva trovare applicazione la tabella E, lett. A bis n. 1 del D.P.R. n. 915 del 1978.

7. In conformità ai precedenti ed ai principi di cui sopra di questa Corte, cui va data continuità ed ai quali il Collegio di merito non si è adeguato, in accoglimento del ricorso,la sentenza impugnata deve essere cassata.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto la causa può essere decisa nel merito con il rigetto dell’originaria domanda tenuto conto, inoltre, che non è stato oggetto di censure da parte dell’Inps l’applicazione al trattamento dovuto dell’adeguamento automatico.

Le spese dell’intero processo vanno compensate avuto riguardo alla complessità della materia ed all’affermarsi dei principi di cui sopra in epoca successiva al deposito del ricorso. Sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal del D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013) trovando tale disposizione applicazione ai procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013, quale quello in esame, avuto riguardo al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario (Sezioni Unite, sent n. 3774 del 18 febbraio 2014).

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta l’originaria domanda del P.. Compensa le spese dell’intero processo. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 8 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2021

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