Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4170 del 22/02/2010

Cassazione civile sez. II, 22/02/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 22/02/2010), n.4170

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

P.C., rappresentato e difeso, in forza di procura

speciale in calce al ricorso, dagli Avv. Rebecchi Pier Giorgio e

Giugni Ottorino, elettivamente domiciliato nello studio di

quest’ultimo in Roma, viale Napoleone Colajanni, n. 3;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI PARMA, in persona

del Prefetto pro-tempore;

– intimato –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Fidenza in data 14

febbraio 2006.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15 gennaio 2010 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. Uccella Fulvio, che ha concluso

per il rigetto del ricorso per manifesta infondatezza, conclusioni

alle quali si è riportato, in camera di consiglio, il Sostituto

Procuratore Generale dott. Pratis Pierfelice.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che contro il verbale di accertamento di una violazione del codice della strada, notificato in data 28 agosto 2004, P. C. ha proposto ricorso in via amministrativa al Prefetto di Parma, ai sensi dell’art. 203 C.d.S., in data 15 novembre 2004;

che il Prefetto ha respinto il ricorso, in quanto presentato oltre i termini di legge;

che, proposto ricorso avverso l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto, il Giudice di pace, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 14 febbraio 2006, ha rigettato l’opposizione, rilevando che la sospensione dei termini durante il periodo feriale, ai sensi della L. 7 ottobre 1969, n. 742, non si applica al procedimento amministrativo, e che quindi correttamente il ricorso ex art. 203 C.d.S. era stato ritenuto tardivo;

che per la cassazione della sentenza del Giudice di pace il P. ha proposto ricorso, con atto notificato il 9 gennaio 2007, sulla base di un motivo e di una subordinata eccezione di legittimità costituzionale, illustrati con memoria in prossimità della camera di consiglio.

Considerato che l’unico mezzo, con cui il ricorrente lamenta la violazione della L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1, è manifestamente infondato, perchè la sospensione dei termini dal 1 agosto al 15 settembre di ciascun anno vale per i termini processuali, ma non si applica al termine di sessanta giorni, dalla contestazione o dalla notificazione dell’accertamento, stabilito dall’art. 203 C.d.S. per proporre ricorso in via amministrativa al prefetto;

che, difatti, la lettera e la ratio della L. n. 742 del 1969, che disciplina la detta sospensione e che si riconnette alla necessità della difesa tecnica in giudizio, impongono di riferire l’istituto della sospensione feriale a tutti i termini processuali, relativi alla giurisdizione sia ordinaria che amministrativa, ed anche al termine entro il quale deve essere proposta l’azione giudiziaria (Corte cost., sentenza n. 268 del 1993; ordinanza n. 296 del 1998), ma non consentono di ampliarne l’applicabilità al termine per l’impugnazione dinanzi al prefetto del verbale di contestazione o di accertamento dell’infrazione al codice della strada, il quale non è un termine processuale nè è connesso con l’esercizio di un’azione giudiziale, ma attiene ad atti da compiersi nell’ambito di un procedimento amministrativo;

che, del resto, la giurisprudenza di questa Corte è ferma nel negare l’applicabilità della L. n. 742 del 1969, art. 1 al di fuori del processo e degli atti di accesso al giudice (Cass., Sez. 1^, 8 ottobre 2008, n. 24866, in tema di termine per la pronuncia del lodo previsto dall’art. 820 cod. proc. civ.; Cass., Sez. 1^, 26 febbraio 2004, n. 3842, e Cass., Sez. 2^, 22 gennaio 2007, n. 1280, entrambe con riguardo ai termini per la notifica dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada; Cass., Sez. 3^, 12 aprile 1990, n. 3143, in relazione al termine di sessanta giorni entro cui, ai sensi del D.L. 23 dicembre 1976, n. 857, art. 3, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 1977, n. 39, per i sinistri con soli danni alle cose, l’assicuratore deve comunicare al danneggiato la misura della somma offerta per il risarcimento ovvero indicare i motivi per i quali non ritiene di fare offerta);

che nello stesso senso è orientato il giudice amministrativo, che esclude l’operatività della sospensione dei termini nel periodo feriale in materia di ricorsi amministrativi, ivi compreso il ricorso straordinario al Capo dello Stato (Cons. Stato, Sez. 3^, 31 gennaio 1984, n. 155; Cons. Stato, Sez. 5^, 3 ottobre 1989, n. 577; Cons. Stato, Sez. 6^, 3 dicembre 1994, n. 1727; Cons. Stato, Sez. 3^, 8 gennaio 2002, n. 1492/2001; Cons. giust. amm. Reg. Siciliana 14 dicembre 1992, n. 539/92);

che è manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal ricorrente in via subordinata, della citata L. n. 742 del 1969, art. 1, come sopra interpretato;

che occorre ribadire che la sospensione dei termini processuali in periodo feriale nasce dalla necessità di assicurare un adeguato riposo agli avvocati durante la pausa estiva (Corte cost., sentenza n. 255 del 1987; ordinanza n. 61 del 1992; sentenza n. 380 del 1992) ed è istituto tipico della giurisdizione, condizionata dalla sussistenza di un requisito soggettivo, consistente nella celebrazione di un processo da parte di un giudice, ordinario od amministrativo (Cass., Sez. 1^, 8 gennaio 2008, n. 24866, cit.);

che, tanto premesso, l’esclusione dell’applicabilità della sospensione feriale al termine di sessanta giorni di cui all’art. 203 C.d.S. per proporre ricorso al prefetto non lede l’art. 24 Cost., non avendo quel procedimento carattere giuri-sdizionale e non essendo in esso prevista l’esplicazione di una difesa tecnica; e neppure l’art. 3 Cost., dato che la diversità delle situazioni poste a confronto – impugnazione del verbale dinanzi al prefetto, ai sensi dell’art. 203 del codice della strada, da un lato; impugnazione dello stesso, in via alternativa, dinanzi al giudice di pace, ai sensi dell’art. 204- bis C.d.S., promuovendo all’uopo un vero e proprio giudizio, con l’assistenza, volendo, di un avvocato (e con l’applicabilità, quindi, della sospensione feriale: Cass., Sez. 1^, 15 luglio 2004, n. 13127), dall’altro – giustifica la differente disciplina prevista nell’uno e nell’altro caso;

che, pertanto, il ricorso deve essere rigettato;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, non avendo l’Amministrazione intimata svolto attività difensiva in questa sede.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 22 febbraio 2010

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