Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4153 del 22/02/2010

Cassazione civile sez. II, 22/02/2010, (ud. 12/11/2009, dep. 22/02/2010), n.4153

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 34278/2006 proposto da:

S.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA RUFFINI

2-A, presso lo studio dell’avvocato RACCUGLIA Tommaso, che lo

rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ROMA;

– intimato –

avverso la sentenza n. 43711/2005 del GIUDICE DI PACE di ROMA, del

14/10/05 depositata il 20/10/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

12/11/2009 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che Sig. S.V. propose opposizione a verbale di contestazione di violazione del codice della strada deducendo la nullità della notificazione dell’atto per inosservanza dell’art. 139 c.p.c., comma 4, nella parte in cui prevede l’obbligo di invio di un avviso raccomandato allorchè la consegna sia fatta al portiere dello stabile;

che con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di pace di Roma ha respinto l’opposizione osservando che la consegna era stata fatta ad un familiare del destinatario;

che il Sig. S. ha quindi proposto ricorso per cassazione, cui non ha resistito l’amministrazione comunale intimata;

che, avviata la procedura camerale di cui all’art. 375 c.p.c., il P.M. ha concluso per l’accoglimento del ricorso per manifesta fondatezza.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che con il motivo di ricorso, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione, si censura l’errore commesso dal giudice di merito nel non rendersi conto che, invece, dalla relata di notifica risultava che la consegna era stata fatta al portiere;

che l’errore così dedotto è, in realtà, un errore revocatorio, e dunque il rimedio previsto dall’ordinamento era la domanda di revocazione e non il ricorso per cassazione (Cass. 17057/07, 823/05);

che, infatti, la tesi del ricorrente, secondo cui il ricorso sarebbe ammissibile consistendo l’errore nel non aver tenuto conto di un documento esistente agli atti del processo, non può condividersi dato che, invece, l’errore revocatorio deve appunto risultare dagli atti;

che il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile;

che non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali, in mancanza di attività difensiva della parte intimata.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 12 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 22 febbraio 2010

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