Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4123 del 20/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4123 Anno 2018
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: FEDELE ILEANA

ORDINANZA

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sul ricorso proposto da
Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in persona del
Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura
Generale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Roma, Via dei
Portoghesi, 12, è domiciliato
– ricorrente contro
Buso Nicola, rappresentato e difeso dagli avv.ti Sergio Vacirca e
Giovanni Ventura, elettivamente domiciliato presso lo studio del
primo, sito in Roma, via Flaminia 195

avverso

controricorrente

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la sentenza n. 58/2016 della Corte d’Appello di Firenze depositata il
18 aprile 2016.

Data pubblicazione: 20/02/2018

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata dell’Il gennaio 2018 dal Consigliere Ileana Fedele.
Rilevato che:
la Corte di appello di Trieste, in parziale accoglimento dell’appello
incidentale proposto da Nicola Buso, ha accertato l’illegittimità dei

dell’università e della ricerca e condannato l’amministrazione a
corrispondere al lavoratore un’indennità risarcitoria pari a tre
mensilità e mezza della retribuzione globale di fatto, respingendo
l’impugnazione proposta dal Ministero in ordine al riconoscimento
della progressione economica prevista per i dipendenti a tempo
indeterminato in relazione all’anzianità di servizio complessivamente
calcolata computando i rapporti a termine;
contro tale decisione il Ministero propone ricorso articolato in tre
motivi, cui resiste il Buso con controricorso;
è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis
cod. proc. civ., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al
decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
il controricorrente ha depositato memoria.
Ritenuto che:
la sentenza impugnata ha ritenuto l’illegittimità dei contratti
sottoscritti dalle parti applicando la disciplina prevista per le
supplenze nel settore scolastico dall’art. 4 della legge 3 maggio 1999,
n. 124 del 1999;
con il primo motivo di ricorso il Ministero denuncia, in relazione
all’art. 360, n. 3 cod. proc. civ., la violazione e/o falsa applicazione
della direttiva 1999/70/CE del 28 giugno 1999 e della clausola 5
dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato alla stessa
allegato, dell’art. 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124 del 1999 e
dell’art. 5, comma 4 bis e dell’art.10, comma 4 bis, del d.lgs. 368 del
2001, assumendo la piena compatibilità della disciplina speciale sul

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contratti a termine stipulati con il Ministero dell’istruzione,

reclutamento del personale scolastico con la normativa europea, con
particolare riferimento alle supplenze conferite su “organico di fatto” e
su “organico di diritto”, giustificate da esigenze contingenti consistenti
nella necessità di assicurare la continuità del servizio a fronte di
cicliche variazioni in aumento o in diminuzione della popolazione

delle procedure concorsuali;
con il secondo motivo di ricorso il Ministero censura, in relazione
all’art. 360, n. 3 cod. proc. civ., la violazione degli artt. 1223, 1226,
2043, 2056 e 2697 cod. civ., in relazione alla condanna al
risarcimento del danno, per avere la Corte territoriale erroneamente
applicato l’art. 32 della legge n. 183 del 2010 in luogo dei principi
generali in materia di prova del danno e della sua quantificazione;
con il terzo motivo di ricorso il Ministero censura, in relazione all’art.
360, n. 3 cod. proc. civ., la violazione falsa applicazione dell’art. 79
CCNL comparto scuola 2007/2009, assumendo l’insussistenza dei
presupposti per il riconoscimento della progressione stipendiale
prevista dalla contrattazione collettiva per il personale di ruolo;
nella specie, il Buso ha stipulato una serie di contratti a tempo
determinato in qualità di docente del Conservatorio Tartini di Trieste;
in particolare, nella sentenza impugnata si considerano rilevanti, ai
fini della ritenuta illegittima apposizione del termine, quelli stipulati
dal 31 gennaio 2007 al 31 ottobre 2007, dal 1 novembre 2007 al 31
ottobre 2008, dal 1 novembre 2008 al 31 ottobre 2009, dal 1
novembre 2009 al 31 ottobre 2010 e dal 1 novembre 2010 al 31
ottobre 2011, precisandosi nel controricorso e nella memoria che
trattasi di contratti che coprivano l’intero anno scolastico, dal 1
novembre al successivo 31 ottobre, e che pertanto servivano a
coprire posizioni dell’organico di diritto;
pertanto, non sussistono le condizioni per la trattazione del ricorso in
camera di consiglio, essendo meritevole di approfondimento la

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scolastica e delle conseguenti flessibili cadenze nell’espletamento

questione dell’applicabilità dei principi espressi con riferimento al
conferimento delle supplenze nel settore scolastico anche ai contratti
a termine stipulati per la docenza nei conservatori;
appare, in conseguenza, opportuno che la causa sia trattata in
pubblica udienza, sollecitando la discussione delle parti e della

P.Q.M.
La Corte rinvia alla pubblica udienza della quarta sezione lavoro.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio dell’Il gennaio 2018
Il Presi. -nte

Procura Generale;

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