Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4068 del 09/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 09/02/2022, (ud. 15/10/2021, dep. 09/02/2022), n.4068

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Presidente –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. CASTORINA R.M. – rel. Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 21329/2018 R.G. proposto da:

SKS365 Malta LTD, in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa, giusta procura speciale a margine del

ricorso, dall’Avv. Gilberto Casella Pacca di Matrice ed

elettivamente domiciliato presso il suo studio sito in Roma alla Via

Oslavia 30, giusta procura speciale in calce alla comparsa di

costituzione di nuovo difensore;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle dogane, in persona del direttore pro tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, presso

gli uffici della quale in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12, è

elettivamente domiciliato;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale della Campania n. 380/01/18 depositata in data 17.1.2018.

sentita la relazione svolta dal consigliere Rosaria Maria Castorina

nella camera di consiglio del 15.10.2021.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

A seguito di una verifica fiscale eseguita presso la sede della (OMISSIS) di F.R., nella quale si svolgeva la raccolta di scommesse sportive in mancanza di concessione e di licenza di polizia per conto della Mistral Leisure Limited, veniva emesso un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli recuperava, per l’anno di imposta 2014, l’imposta unica prevista dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 nei confronti della ditta verificata e della parte obbligata in solido identificata nel bookmaker Mistral Leisure LTD.

SKS365 Malta LTD impugnava l’atto impositivo. Nelle more del giudizio interveniva la procedura di regolarizzazione per emersione ai sensi della L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 643.

La CTP di Napoli rigettava il ricorso.

La contribuente impugnava la pronuncia e la CTR della Campania, con sentenza n. 380/1/18 depositata in data 17.1.2018, rigettava l’appello sul presupposto del difetto di legittimazione attiva della SKS365 Malta Limited in luogo della Mistral Leisure LTD in quanto non vi era prova che l’appellante avesse titolo per intervenire nel giudizio (a titolo di cessione e/o fusione per incorporazione). La CTR rigettava in ogni caso anche l’appello nel merito.

Avverso la pronuncia SKS365 Malta LTD propone ricorso per ottenerne la cassazione, affidato a quattro motivi, illustrati con memoria.

L’Agenzia delle Dogane resiste con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.Con il primo motivo deduce la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 81 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Lamenta che erroneamente la CTR aveva affermato il proprio difetto di legittimazione ad agire senza considerare gli effetti della fusione per incorporazione.

La censura non è fondata.

La CTR ha osservato che mancava in atti la prova che l’appellante avesse titolo per intervenire nel giudizio (a titolo di cessione e/o fusione per incorporazione) riguardante la Mistral Leisure LTD e che in difetto di tale dimostrazione il suo atto di appello andava rigettato perché improponibile.

Ed effettivamente agli atti di causa non risulta alcuna produzione che documenti l’asserita fusione o altro titolo idoneo a dimostrare la legittimazione attiva della ricorrente.

Il ricorso deve essere, pertanto rigettato, con assorbimento della trattazione dei motivi due, tre e quattro con i quali si deduce, sotto diversi profili, la violazione e/o falsa applicazione della L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 comma 643 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

In conseguenza delle ragioni della decisione diventa irrilevante l’esame dei rilievi contenuti nella memoria depositata ai sensi dell’art. 380bis.1 c.p.c..

Le spese seguono la soccombenza.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1-bis se dovuto.

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in Euro 2300,00 oltre alle spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 15 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 febbraio 2022

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