Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4045 del 08/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 08/02/2022, (ud. 11/01/2022, dep. 08/02/2022), n.4045

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

Dott. FEDELE Ileana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22824-2020 proposto da:

P.G. & FIGLI SRL, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

CASSIODORO 1/A, presso lo studio dell’avvocato MARCO ANNECCHINO,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE DELLA PIETRA;

– ricorrente –

contro

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

SUL LAVORO, (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144,

presso lo studio dell’avvocato RAFFAELA FABBI, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato LORELLA FRASCONA’;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 223/2019 della CORTE D’APPELLO di CAMPOBASSO,

depositata il 12/12/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’11/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. ADRIANO

PIERGIOVANNI PATTI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. con sentenza 12 dicembre 2019, la Corte d’appello di Campobasso, in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione (con ordinanza 19 febbraio 2019, n. 4806, di annullamento, sull’assunto di avvio, con notifica di cartella del 30 novembre 2005, di una riscossione con ruolo e non di un nuovo giudizio di cognizione, della sentenza della stessa Corte, di preclusione della riscossione con cartella dei medesimi crediti oggetto di decreto ingiuntivo notificato il 23 maggio 1990 ed esecutivo il 16 aprile 1995, per la formazione di giudicato su di esso), rigettava l’appello di P.G. & Figli s.r.l., per fondatezza della pretesa creditoria dell’Inail, non prescritta;

2. la Corte territoriale riteneva, con la sentenza rescissoria, l’interruzione della prescrizione con l’atto di intervento dell’Inail 23 settembre 1994 nella procedura esecutiva n. (OMISSIS), sospesa con ordinanza 16 ottobre 1995 dal Tribunale di Campobasso, per surroga della concessionaria SET BPM s.p.a. con esecuzione esattoriale (n. (OMISSIS)), alla quale l’Istituto era però rimasto estraneo e che si era conclusa il 28 ottobre 2002 con l’approvazione del progetto di distribuzione; sicché, il nuovo periodo di prescrizione era decorso, ai sensi del D.L. n. 64 del 1999, art. 1-bis, conv. con mod. in L. 134 del 1999, applicabile ratione temporis, dalla dichiarazione di estinzione della procedura (coincidente con l’ordinanza 28 ottobre 2002);

3. con atto notificato il 4 settembre 2020, la società ricorreva per cassazione con due motivi, cui resisteva l’Inail con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. la società ricorrente deduce violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 51, 88, artt. 493,523,524,561 c.p.c., art. 2943 c.c., commi 2 e 3, ed omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti in relazione agli stessi articoli, per la prescrizione dei crediti dell’Inail in conseguenza dell’estinzione, a seguito della procedura esecutiva esattoriale, di quella esecutiva ordinaria (al di là dell’ordinanza di formale sospensione del Tribunale) cui l’Istituto aveva partecipato con atto di intervento 23 settembre 1994, con effetto interruttivo della prescrizione venuto però meno in via retroattiva per effetto dell’estinzione suddetta (primo motivo); violazione e falsa applicazione del D.L. n. 64 del 1999, art. 1-bis, conv. con mod. in L. n. 134 del 1999, L. n. 302 del 1998, artt. 1, 13-bis, D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 51,88, art. 2945 c.c., commi 2 e 3, artt. 567,623 c.p.c. ss., art. 629 c.p.c. ss., ed omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti in relazione agli stessi articoli, per estinzione della procedura esecutiva n. (OMISSIS), a conclusione della procedura esattoriale n. (OMISSIS), per inattività delle parti nella riassunzione e inefficacia retroattiva, per detta estinzione, nell’inapplicabilità del D.L. n. 64 del 1999, art. 1-bis, conv. in L. n. 134 del 1999, (limitato all’estinzione della procedura esecutiva per mancato deposito della documentazione catastale), dell’interruzione (con atto di intervento dell’Inail nella prima esecuzione) della prescrizione dei suoi crediti, da dichiarare (secondo motivo);

2. essi, congiuntamente esaminabili per ragioni di stretta connessione, sono infondati;

3. giova premettere che, in tema di prescrizione, l’effetto interruttivo permanente determinato dall’atto di pignoramento si protrae, agli effetti dell’art. 2945 c.c., comma 2, fino al momento in cui il processo esecutivo abbia fatto conseguire al creditore procedente, in tutto o in parte, l’attuazione coattiva del suo diritto ovvero, alternativamente, fino alla chiusura anticipata del procedimento determinata da una causa non ascrivibile al creditore medesimo, mentre, in caso contrario, all’interruzione deve riconoscersi effetto istantaneo, a norma dell’art. 2945 c.c., comma 3, (Cass. 9 maggio 2019, n. 12239; Cass. 24 marzo 2021, n. 8217);

4. quando l’espropriazione immobiliare svoltasi nelle forme del procedimento esecutivo esattoriale (nel quale si è convertito il procedimento ordinario, a seguito della surroga del concessionario al creditore pignorante, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50), perviene al suo epilogo fisiologico (consistente nel garantire non solo al concessionario, ma a tutti i creditori che ne abbiano diritto, la partecipazione alla fase satisfattiva e alla distribuzione della somma ricavata ai sensi del D.P.R. cit., art. 88), non è più possibile riassumere o proseguire l’originaria procedura esecutiva ordinaria (Cass. 16 aprile 2013, n. 9141);

5. nel caso di specie, l’Inail è intervenuto con atto 23 settembre 1994 nell’esecuzione ordinaria n. (OMISSIS), sicché con tale atto, equiparabile alla “domanda proposta nel corso di un giudizio” idonea, a mente dell’art. 2943 c.c., comma 2, ad interrompere la prescrizione dal giorno del deposito del ricorso ed a sospenderne il corso sino all’approvazione del progetto di distribuzione del ricavato della vendita (Cass. 19 dicembre 2014, n. 26929; Cass. 9 luglio 2020, n. 14602), ha interrotto la prescrizione dei propri crediti recati dal decreto ingiuntivo n. 1163 notificato il 23 maggio 1990 (e reso esecutivo il 16 aprile 1995);

5.1. l’Istituto non ha tuttavia partecipato all’esecuzione esattoriale n. (OMISSIS), promossa dalla concessionaria SET BPM s.p.a., nell’esercizio del proprio diritto di surrogazione, a norma del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, operante per effetto della notificazione al creditore procedente e al debitore della suddetta dichiarazione al giudice dell’esecuzione e comportante, quale effetto legale tipico del suo adempimento, la conversione nell’esecuzione speciale di quella ordinaria (Cass. 25 agosto 2006, n. 18495): questa essendo stata così sospesa dal Tribunale di Campobasso con ordinanza 16 ottobre 1995 (come indicato dalla Corte territoriale al secondo capoverso di pg. 5 della sentenza), posto che “a seguito dell’esercizio del diritto di surroga, si ha, per un verso, la sostituzione dell’esattore al creditore pignorante (ed ai creditori intervenuti muniti di titolo), in quanto soltanto l’esattore può compiere gli atti esecutivi, secondo le norme della procedura esecutiva esattoriale; e, per altro verso, si ha la conversione del procedimento da ordinario in. speciale, per come è desumibile sia da un’interpretazione sistematica, sia anche soltanto letterale del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, per il quale “l’esattore resta surrogato negli atti esecutivi già iniziati e li continua secondo le norme di questo litolo” (cfr. Cass. S. U. n. 10187/98, Cass. n. 18495/06)” (Cass. 16 aprile 2013, n. 9141, p.to 3 in motivazione);

6. è poi noto che, qualora l’espropriazione immobiliare svoltasi nelle forme del procedimento esecutivo esattoriale (nel quale si sia convertito il procedimento ordinario, a seguito della surroga del concessionario al creditore pignorante, ai sensi del D.P.R. cit., art. 50), pervenga al suo epilogo fisiologico (consistente nel garantire non solo al concessionario, ma a tutti i creditori che ne abbiano diritto, la partecipazione alla fase satisfattiva e alla distribuzione della somma ricavata ai sensi del medesimo D.P.R., art. 88), non vi sia “più luogo a discorrere di riassunzione, o comunque prosecuzione, dell’originario processo ordinario” (Cass. 16 aprile 2013, n. 9141, cit.);

6.1. qualora la procedura esecutiva non pervenga ad un tale esito fisiologico, è invece configurabile una sua riassunzione, decorrente dalla pronunzia del provvedimento che comporti il venir meno della causa di sospensione (e sempre che lo stesso non sia stato impugnato, essendo invece irrilevante la presentazione di un’istanza di revoca, non preclusiva, al pari delle vicende impugnatorie ad essa relative, del decorso del termine stabilito dall’art. 627 c.p.c.: Cass. 9 aprile 2015, n. 7109, confermativa della decisione di merito, che, con riferimento all’ipotesi di sospensione di una procedura esecutiva ordinaria, in ragione della sua conversione in procedura esattoriale, aveva individuato il dies a quo, per la decorrenza del termine di riassunzione della prima, in quello della definitività dell’ordinanza che aveva dichiarato l’estinzione della seconda);

6.2. nel caso in esame, è stata invece documentata (e puntualizzata dalla Corte d’appello: all’ultimo capoverso di pg. 5 della sentenza) la conclusione della procedura esattoriale (n. (OMISSIS)) il 28 ottobre 2002, con l’approvazione del progetto di distribuzione del ricavato dalla vendita, coincidente con la data dell’ordinanza di estinzione della procedura (così al primo capoverso di pg. 6 della sentenza);

7. da tale data è allora iniziato un nuovo periodo di prescrizione, quale effetto, a norma dell’art. 2945 c.c., commi 1 e 2, dell’atto interruttivo dell’Inail, ai sensi dell’art. 2943 c.c., comma 2, comportato dal suo atto d’intervento con atto 23 settembre 1994 nell’esecuzione ordinaria n. (OMISSIS) (come illustrato al superiore p.to 5.); non già in base al D.L. n. 64 del 1999, art. 1-bis, conv. in L. n. 134 del 1999, (limitato all’estinzione della procedura esecutiva per il mancato deposito della documentazione catastale), oggetto del secondo motivo, inammissibile per irrilevanza rispetto al corretto fondamento decisorio della controversia e in effetti inconferente rispetto al suo oggetto: bastando sul punto la correzione della motivazione della sentenza impugnata (al primo periodo e al primo capoverso di pg. 6), come consentito dall’art. 384 c.p.c., u.c..

8. in via conclusiva, deve essere ribadito che il nuovo periodo di prescrizione dei crediti dell’Inail, decorrente dal 28 ottobre 2002, non era ancora maturato il 30 novembre 2005, data di notificazione della cartella con cui essi sono stati posti in riscossione: pertanto il ricorso deve essere rigettato, con la regolazione delle spese del giudizio secondo il regime di soccombenza e il raddoppio del contributo unificato, ove spettante nella ricorrenza dei presupposti processuali (Cass. s.u. 20 settembre 2019, n. 23535).

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio, che liquida in Euro 200,00 per esborsi e Euro 4.000,00 per compensi professionali, oltre rimborso per spese generali 15% e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale il 11 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2022

 

 

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