Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4011 del 16/02/2021

Cassazione civile sez. trib., 16/02/2021, (ud. 19/11/2020, dep. 16/02/2021), n.4011

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. STALLA Giacomo Maria – Presidente –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. REGGIANI Eleonora – Consigliere –

Dott. TADDEI Margherita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11955-2017 proposto da:

L.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA DEI MARTIRI

DI BELFIORE 2, presso lo studio dell’avvocato LEOPOLDO DI BONITO,

rappresentata e difesa dagli avvocati CLAUDIO SABBATINO, EDOARDO

SABBATINO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE I

NAPOLI;

– intimata –

avverso la sentenza n. 9706/2016 della COMM.TRIB.REG. CAMPANIA,

depositata il 04/11/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/11/2020 dal Consigliere Dott. MONDINI ANTONIO.

 

Fatto

PREMESSO

che:

1. con sentenza n. 3893/2010, il Tribunale di Napoli, decidendo una controversia di divisione relativa ad una pluralità di cespiti, dichiarava, per quanto interessa, che i beni tra i cui comproprietari era L.M. -“l’area di suolo racchiusa tra i civici 128, 133 e 117” e “la grotta sottostante il terrapieno di mq.35”- dovevano restare in comunione (quanto al primo, il Tribunale motivava sul rilievo che, “in relazione alla conformazione a gradoni del suolo, al numero elevato dei condividendi -10- ed al diverso valore delle quote ideali ad essi spettanti -variabili tra un minimo di 1/42 e un massimo di 6/42- non è possibile la divisione in natura dell’area di cui si discute di cui va pertanto dichiarata la indivisibilità”; quanto al secondo, il Tribunale diceva essere emerso che “la grotta era completamente inaccessibile, piena di materiali di risulta” e dava conto del fatto che le parti, constatato che “il costo delle opere necessarie per liberare la grotta dai materiali era assai elevato in relazione alle effetive utilità che potrebbero trarsi dal bene… avevano convenuto (in sede di CTU) di lasciare la grotta stessa in comunione sostanzialmente rinunciando alla domanda di divisione… e non avevano poi effettuate ulteriori deduzioni nè nei verbali di udienza successivi al deposito dell’elaborato del CTU nè nelle comparse conclusionali e nelle memorie di replica”);

2. l’Agenzia delle entrate notificava alla L. avviso di liquidazione dell’imposta proporzionale per la registrazione della sentenza;

3.1a contribuente impugnava il provvedimento contestando la pretesa erariale per essere la sentenza, nella parte a lei riferibile, priva di effetto dispositivo; 4.il ricorso, rigettato dalla CTP per motivi di rito (“non sono stati prodotti gli atti del giudizio civile eccezione fatta per il dispositivo della sentenza”), veniva del pari rigettato dalla CTR la quale, con la sentenza in epigrafe, riteneva la contribuente obbligata al pagamento dell’imposta D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 57;

5. la contribuente ricorre per la cassazione della sentenza in epigrafe in base a tre motivi;

6. l’Agenzia delle entrate non ha svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. con i tre motivi di ricorso la contribuente denuncia violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 2, del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 3, parte prima della tariffa allegata al predetto decreto, del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57.

In particolare, con le tre doglianze – suscettibili di trattazione unitaria per la stretta connessione delle questioni giuridiche poste – la L. assume di non dover pagare l’imposta proprio perchè non si giova degli effetti della sentenza di divisione, posto che questa ha accertato la non divisibilità dei suoi cespiti, con conseguente assenza di capacità contributiva; a seguito della ritenuta non divisibilità, inoltre, ella non avrebbe più interesse ad ottenere ciò per cui aveva introdotto il giudizio (scioglimento della comunione), così da risultare estranea al rapporto sostanziale.

2.il ricorso è infondato. La soggezione della contribuente ad imposta deriva, per un verso, dal D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57 (“Oltre ai pubblici ufficiali che hanno redatto, ricevuto o autenticato l’atto, sono solidalmente obbligati al pagamento del tributo… le parti in causa”), per altro verso, da ciò che, come è incontroverso, ella, parte del rapporto sostanziale, è stata parte del giudizio di divisione.

La veste di parte necessaria del giudizio di divisione, proprio in quanto comproprietaria, ne integra di per sè la legittimazione tributaria passiva indipendentemente dalla acclarata non divisibilità dei suoi beni; rientrando anche quest’ultimo accertamento tra gli effetti della pronuncia rivolti alla parte.

3. il ricorso deve essere rigettato;

4.non vi è luogo a pronuncia sulle spese dato che l’Agenzia non ha svolto attività difensiva.

PQM

rigetta il ricorso;

ai sensi del testo unico approvato con il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il pagamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 19 novembre 2020, mediante collegamento da remoto, ai sensi del D.L. n. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 9, in corso di conversione in legge, con le modalità stabilite dal decreto reso dal Direttore Generale dei Servizi Informativi ed Automatizzati del Ministero della Giustizia, il 2 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA