Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3991 del 18/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 18/02/2020, (ud. 11/12/2019, dep. 18/02/2020), n.3991

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 36469-2018 proposto da:

L.P., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

ENNIO CERIO;

– ricorrente –

contro

REGIONE MOLISE, ICA SRL, IN RTI;

– intimate –

avverso la sentenza n. 231/12018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del MOLISE, depositata il 08/05/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 11/12/2019 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Con sentenza n. 231/1/18 depositata in data 8 maggio 2018 la Commissione tributaria regionale del Molise, rigettava l’appello proposto dalla Regione Molise avverso la sentenza n. 381/2/17 della Commissione tributaria provinciale di Campobasso, la quale aveva accolto il ricorso di L.P. contro l’avviso di accertamento tassa auto 2012.

2. In particolare, la CTR confermava la decisione di primo grado, avendo qualificato come prescrizionale il termine triennale previsto dal D.Lgs. n. 953 del 1982, art. 5 e accertato che l’atto impositivo era stato notificato al contribuente entro tale termine senza che esso fosse stato validamente interrotto, e compensava le spese di lite;

3. Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione il contribuente deducendo un unico motivo. La Regione Molise non si è difesa, restando intimata.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con l’unico motivo di ricorso si lamenta violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15 e dell’art. 92 c.p.c. per avere la CTR disposto la compensazione delle spese di giudizio pur avendo accolto in toto il ricorso di parte istante dichiarando l’intervenuta prescrizione,

2. Il ricorso è inammissibile.

2.1 Va preliminarmente rilevato che “L’interesse all’impugnazione inteso quale manifestazione del generale principio dell’interesse ad agire e la cui assenza è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del processo – deve essere individuato in un interesse giuridicamente tutelabile, identificabile nella concreta utilità derivante dalla rimozione della pronuncia censurata, non essendo sufficiente l’esistenza di un mero interesse astratto ad una più corretta soluzione di una questione giuridica.” (Cass. Sez. U, Sentenza n. 12637 del 19/05/2008, Rv. 603219 – 01).

2.2 Orbene, nel caso di specie, il contribuente non risulta costituito in appello, dal momento che l’accertamento in fatto contenuto in sentenza secondo cui “Nessuno si costituiva in giudizio per l’appellato.”, non è stato specificamente impugnato con il ricorso. Pertanto, in applicazione dei principi giurisprudenziali sopra richiamati, va rilevato d’ufficio che il contribuente non ha interesse ad impugnare un capo di domanda che, in concreto, non lo vede soccombente in quanto non essendosi costituito non avrebbe potuto essere destinatario di un provvedimento di liquidazione delle spese in proprio favore.

3 In conclusione, il ricorso va dichiarato inammissibile, e nessuna statuizione va adottata in punto di spese di lite, non essendosi costituita la Regione Molise.

PQM

La Corte;

Dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 11 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2020

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