Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3990 del 08/02/2022

Cassazione civile sez. I, 08/02/2022, (ud. 25/11/2021, dep. 08/02/2022), n.3990

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. MACRI’ Ubalda – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

Dott. FRAULINI Paolo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 22068/2020 R.G. proposto da:

B.K.S., domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la

cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

dall’avv. Anna Maria Galimberti, giusta procura in calce al ricorso

del 6 agosto 2020;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno;

– resistente –

avverso il decreto n. 7158/2020 del Tribunale di Ancona, depositato

in data 10 luglio 2020;

udita la relazione svolta nella Camera di consiglio non partecipata

del 25 novembre 2021 dal Consigliere Dott. Paolo Fraulini.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. S.K.B., di nazionalità ghanese, ha proposto ricorso in cassazione, affidato a quattro motivi, avverso il decreto con cui il Tribunale di Ancona ha respinto il ricorso avverso il provvedimento emesso in data 29 luglio 2019 dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Ancona con il quale gli è stato negato il riconoscimento di ogni forma di protezione internazionale.

2. Ha osservato il Tribunale, per quanto in questa sede rileva, che la circostanza dedotta dal richiedente come elemento di rischio (fuga dal paese natio a seguito di un incendio causato dall’accensione, assieme al fratello, di un fuoco in un terreno, propagatosi poi alle limitrofe piantagioni di cacao, al cui esito era stato immediatamente aggredito dai figli del coltivatore, salvo poi apprendere da un giornale di essere ricercato), non era idonea a fungere da presupposto per l’accoglimento della domanda. Il racconto è stato, infatti, giudicato inattendibile, non avendo il ricorrente saputo riferire le generalità del proprietario del terreno che avrebbe subito i danni da incendio, né quelle dei figli del predetto e dei suoi supposti aggressori, né le precise circostanze dell’aggressione, né dove si fosse rifugiato dopo la stessa, né come fosse riuscito a fuggire dopo le ferite asseritamente riportate al suo esito, né da quale giornale avesse saputo di essere ricercato dalle autorità locali. Insussistenti ha giudicato, infine, anche le condizioni per la concessione della protezione umanitaria, non risultando accertata alcuna vulnerabilità, anche in relazione alla malattia dedotta dal ricorrente (forma particolarmente aggressiva di epatite virale di tipo B).

3. Il Ministero dell’Interno ha depositato un atto di costituzione nel quale si è riservato di partecipare all’eventuale udienza di discussione.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Il ricorso lamenta:

a. Primo motivo: “1. Violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, e D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 (art. 360 c.p.c., comma 3)”;

b. Secondo motivo: “2) Violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 8, in relazione al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 7”;

c. Terzo motivo: “3) Violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2, lett. g), in relazione al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, e – in particolare – del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3”;

a. Quarto motivo: “4) Falsa applicazione e violazione dell’art. 5, comma 6, T.U..

2. Il ricorso va respinto, in quanto complessivamente inammissibile ai sensi dell’art. 360-bis c.p.c., atteso che le singole censure si pongono in contrasto con il costante orientamento di questa Corte regolatrice sulle questioni dedotte, come di seguito illustrato.

3. Il primo motivo è inammissibile, laddove lamenta la violazione dei criteri legali di valutazione credibilità ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, e D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8. Rileva la Corte che il tribunale ha rettamente motivato la genericità e l’incongruenza, nonché la contraddittorietà, delle dichiarazioni del richiedente, concludendo per il difetto di credibilità intrinseca. In tale ipotesi, il giudizio non deve proseguire con il controllo della credibilità estrinseca, secondo il costante insegnamento di questa Corte (Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 16925 del 11/08/2020; id. Sez. 1, Ordinanza n. 24575 del 04/11/2020; id. Sez. 1, Ordinanza n. 6738 del 10/03/2021).

4. Il secondo motivo è inammissibile, giacché l’indagine del giudice di merito ha avuto riguardo specifiche circostanze puntualmente indicate (e sopra riassunte) idonee a confortare il giudizio di assenza di alcun pericolo concreto in caso di rimpatrio, mentre la censura appare fare astratto riferimento a regole di giudizio, senza indicare puntualmente le circostanze in precedenza allegate e non esaminate dal tribunale, finendo per risultare del tutto generico, pretendendo infine da questa Corte una altrettanto inammissibile riedizione del giudizio di merito.

5. Il terzo motivo è inammissibile poiché non si confronta con la ratio decidendi adottata dal Tribunale, fondata sull’accertamento che nel racconto del ricorrente non è risultato dedotto alcun elemento idoneo a far apprezzare il rischio del rimpatrio, facendo solo un riferimento ad astratte regole di giudizio.

6. Il quarto motivo è inammissibile posto che, anche per la domanda di protezione umanitaria, sussiste l’onere di allegazione e né dal ricorso, né dal decreto risulta che il ricorrente abbia allegato alcuna ragione di vulnerabilità collegata con la ma situazione individuale del richiedente, di cui il decreto impugnato ha rilevato la carenza, rispetto a cui ancora una volta la censura oppone solo un riferimento ad astratte regole di giudizio. In particolare, va rilevato che, contrariamente a quanto sostenuto nella censura, il Tribunale aveva il preciso dovere di indagare la compatibilità delle cure mediche prescritte dal Servizio sanitario nazionale italiano nella nota acquisita in atti con il livello di cure disponibile nel Paese di origine, posto che tale giudizio è necessario per valutare la compatibilità del rimpatrio con il mantenimento del fondamentale diritto alla salute del ricorrente; laddove l’accertamento di compatibilità, in concreto dettagliatamente compiuto nel decreto impugnato, siccome puntualmente motivato con riferimento alle fonti consultate per pervenire alla decisione (pag. 7 e ss. del decreto), si sottrae al sindacato di pura legittimità di questa Corte Suprema e risulta, in ogni caso, genericamente contestato nel ricorso.

7. Le illustrate ragioni di reiezione del ricorso assorbono, quale “ragione più liquida”, quella connessa alla validità della procura alle liti, secondo l’insegnamento di Cass. S.U., Sentenza n. 15177 del 01/06/2021, senza necessità, ai fini della decisione, di attendere la decisione della Corte costituzionale sulla questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35-bis, comma 13, introdotto dal D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, art. 6, comma 1, lett. g), convertito, con modificazioni, dalla L. 13 aprile 2017, n. 46 (cfr. Cass., Sez. III, 23/06/2021, n. 17970).

8. Non vi è luogo a provvedere sulle spese di lite, stante l’irrituale costituzione del Ministero.

9. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto (Cass. S.U., n. 4315 del 20 febbraio 2020).

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 25 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2022

 

 

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