Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3976 del 19/02/2018


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Civile Sent. Sez. L Num. 3976 Anno 2018
Presidente: DI CERBO VINCENZO
Relatore: AMENDOLA FABRIZIO

SENTENZA

sul ricorso 11148-2016 proposto da:
SAN

RAFFAELE

in

S.P.A.,

persona

del

legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA DI SANT’ELENA, 29, presso lo studio
degli avvocati EMANUELA CUSMAI e DAVIDE GALLOTTI, che
la rappresentano e difendono giusta delega in atti;
– ricorrente –

2017
contro

4473

GROSSI ANNA MARIA;
– intimata –

avverso

la

sentenza n.

6540/2015 della

CORTE

Data pubblicazione: 19/02/2018

D’APPELLO di ROMA, depositata il 11/11/2015 r.g.n.
5389/2013;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 15/11/2017 dal Consigliere Dott. FABRIZIO
AMENDOLA;

Generale Dott. ALBERTO CELESTE, che ha concluso per
cessata materia del contendere.

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore

R.G. n. 11148/2016

Fatti di causa

La Corte di Appello di Roma, con sentenza pubblicata in data 11 luglio 2015, ha respinto
l’appello proposto dalla San Raffaele Spa avverso la sentenza non definitiva di primo grado
con cui era stata dichiarata l’inefficacia del licenziamento intimato il 29 luglio 2009 ad
Anna Maria Grossi all’esito della procedura di mobilità iniziata con comunicazione del 26
novembre 2008 per violazione dell’art. 4, co. 3, della I. n. 223 del 1991.
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso la società soccombente con sei
motivi. Non ha svolto attività difensiva l’intimata.
La società ha depositato memoria con allegato il verbale della conciliazione intervenuta
tra le parti innanzi alla Commissione di certificazione dei contratti di lavoro e di appalto
della Università di Cassino.

Ragioni della decisione

Dal verbale redatto in data 7 giugno 2016 innanzi alla commissione di certificazione ai
sensi degli artt. 31, co. 13, I. n. 183 del 2010, 410 c.p.c. e 2113, co. 4, c.c., prodotto in
giudizio, risulta che le parti hanno conciliato la lite.
Osserva il Collegio che il suddetto verbale di conciliazione si palesa idoneo a dimostrare
la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente
sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo.
Non occorre provvedere sulle spese di questa fase di legittimità in difetto di attività
difensiva dell’intimata.

P.Q.M.

La Corte dichiara cessata la materia del contendere.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 15 novembre 2017

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