Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39736 del 13/12/2021

Cassazione civile sez. I, 13/12/2021, (ud. 06/10/2021, dep. 13/12/2021), n.39736

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – rel. Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 28802/2020 proposto da:

S.M., rappresentato e difeso dall’Avv. Alessandro Ferrara,

e presso il suo studio elettivamente domiciliato, in Roma, via

Barnaba Tortolini, n. 30, giusta mandato alle liti in calce al

ricorso per cassazione.

– ricorrente –

contro

Prefettura di Roma, nella persona del Prefetto pro tempore;

– intimata –

avverso il decreto del Giudice di Pace di Roma, pubblicato il 30

ottobre 2020 e comunicato in pari data;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

06/10/2021 dal Consigliere Dott. Lunella Caradonna.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Con decreto del 30 ottobre 2020, il Giudice di Pace di Roma ha rigettato il ricorso presentato da S.M., nato in (OMISSIS), avverso il provvedimento di espulsione del Prefetto di Roma emesso il 6 dicembre 2019.

2. Il ricorrente, premesso che aveva presentato una prima domanda di protezione internazionale, che era stata rigettata dalla Commissione con provvedimento del 14 gennaio 2015 e con successivo provvedimento del Tribunale del 13 gennaio 2016, aveva dedotto di avere tentato invano di presentare una domanda reiterata d’asilo, prima della notifica del decreto di espulsione del 6 dicembre 2019, che era stata dichiarata inammissibile dalla stessa Questura di Roma e che il Tribunale di Roma, prima in sede cautelare e poi in sede di merito, aveva ordinato alla Questura di Roma di consentire la presentazione della domanda di asilo reiterata.

3. Il Giudice di Pace ha condiviso le motivazioni del decreto di espulsione che aveva ritenuto il ricorrente privo di un valido titolo legittimante la sua presenza sul territorio italiano e la sussistenza del pericolo di fuga; inoltre ha rilevato l’insussistenza della violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19, comma 1 e ha ritenuto soddisfatto l’obbligo della motivazione da parte del Prefetto di Roma.

4. Avverso il predetto decreto ha proposto ricorso S.M. con atto affidato a due motivi.

5. La Prefettura di Roma non ha svolto difese.

6. Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con il primo motivo si lamenta, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione e la mancata applicazione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 18 e dell’art. 112 c.p.c., e la nullità della sentenza e del procedimento, poiché il Giudice di Pace non aveva tenuto conto delle ordinanze del Tribunale di Roma, la prima del 5 febbraio 2019 emessa in fase cautelare, e la seconda del 9 ottobre 2019, pronunciata nella successiva fase di merito, depositate nel corso del giudizio, con le quali si accertava la palese violazione di legge della Questura di Roma, rea di non avere consentito all’odierno ricorrente di presentare la domanda reiterata di protezione internazionale ed anzi di averlo nuovamente espulso in uno dei tanti vani tentativi di accesso all’Ufficio Immigrazioni; in particolare, il ricorrente sin dall’agosto del 2018 e, dunque, prima della notifica del decreto di espulsione del 20 dicembre 2019, aveva tentato invano di presentare domanda reiterata di riconoscimento della protezione internazionale, basata, oltre che su nuovi elementi probatori, anche su un oggettivo aggravamento delle condizioni di salute; la motivazione del decreto del Giudice di pace era laconica, apodittica ed irragionevole, palesandosi in una mera petizione di principio, priva di intellegibilità, in quanto aveva respinto anche motivi mai formulati, come quello sul difetto di conformità all’originale del decreto di espulsione impugnato e/o l’assenza di motivazione, risultando del tutto ultroneo ed inconferente il riferimento alla decisione negativa sulla primigenia domanda di protezione internazionale del 21 novembre 2014.

1.1. Il motivo è fondato.

1.2 Ed invero, secondo il consolidato insegnamento della giurisprudenza di questa Corte, la mancanza di motivazione, quale causa di nullità della sentenza, va apprezzata, tanto nei casi di sua radicale carenza, quanto nelle evenienze in cui la stessa si dipani in forme del tutto inidonee a rivelare la ratio decidendi posta a fondamento dell’atto, poiché intessuta di argomentazioni fra loro logicamente inconciliabili, perplesse od obiettivamente incomprensibili. (Cass., 18 settembre 2009, n. 20112).

1.3 Alla luce del principio sopra richiamato, il motivo di ricorso merita accoglimento, atteso che il provvedimento impugnato non consente in alcun modo, come denunciato dal ricorrente, di comprendere le ragioni del rigetto del primo motivo di ricorso avverso il decreto di espulsione, con il quale si faceva questione del diritto del ricorrente a presentare domanda di protezione internazionale, mancando qualsiasi statuizione in merito del Giudice di pace.

2. Il secondo motivo, con il quale si lamenta, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e/o mancata applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 2, commi 5, 6, 10, art. 14, comma 5 ter e art. 19, nonché del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 18, in relazione al D.Lgs. n. 25 del 2008 ed all’art. 10 Cost., proposto in via subordinata, deve ritenersi assorbito.

3. In conclusione, va accolto il primo motivo, assorbito il secondo; il decreto impugnato va cassato in relazione al motivo accolto, con rinvio al Giudice di Pace di Roma, nella persona di diverso Decidente, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa il decreto impugnato in relazione al motivo accolto e rinvia al Giudice di Pace di Roma, nella persona di diverso Decidente, anche per la determinazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 13 dicembre 2021

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