Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39732 del 13/12/2021

Cassazione civile sez. I, 13/12/2021, (ud. 06/10/2021, dep. 13/12/2021), n.39732

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – rel. Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 20318/2020 proposto da:

C.N., rappresentato e difeso dall’Avv. Maria Cristina Ximenes,

in virtù di procura speciale in calce al ricorso per cassazione.

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, nella persona del Ministro pro tempore;

Questura di Nuoro, nella persona del Questore pro tempore;

– intimati –

avverso il decreto del Tribunale di Cagliari n. 1413/2020, pubblicato

il 13 maggio 2020 e comunicato in pari data;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

06/10/2021 dal Consigliere Dott. Lunella Caradonna.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Con decreto del 13 maggio 2020, il Tribunale di Cagliari, in composizione monocratica, ha convalidato la proroga del trattenimento di C.N., nato in (OMISSIS), per un periodo di trenta giorni, ritenendo applicabile la sospensione di quindici giorni prevista da Decreto 17 marzo 2020, n. 18, art. 103, prorogata al 15 maggio 2020, del Decreto 8 aprile 2020, n. 23, art. 37 e la persistenza di tutte le condizioni di legittimità del trattenimento, come previste del D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 6 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, artt. 27 e segg., con i quali è stata data attuazione alla direttiva 33/2013/UE e, in particolare, agli artt. 8 e 9 della stessa.

3. Avverso il predetto decreto ha proposto ricorso C.N. con atto affidato ad un motivo.

4. Le Amministrazioni intimate non hanno svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con il primo ed unico motivo si lamenta la violazione dell’art. 13 Cost., D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 6, commi 1 e 6, D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 28 bis, commi 1 e 3, non trovando applicazione la sospensione di cui agli artt. 103 e 37 dei Decreti n. 18 del 2020 e n. 23 del 2020, ai procedimenti dinanzi alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale con riferimento ai richiedenti asilo trattenuti per il grave pregiudizio che la ritardata trattazione della domanda di protezione avrebbe potuto produrre e non essendo accoglibile la tesi proposta dal giudice secondo cui la sospensione è legittima se rimane comunque compatibile con i termini complessivi previsti per la valutazione della domanda di asilo, tenuto conto anche della tassatività del termine di sette giorni dalla richiesta di protezione previsto del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 28 bis, comma 1, per l’audizione del richiedente asilo.

2.1 Il ricorso è inammissibile per invalidità della procura rilasciata in calce ricorso per cassazione.

2.2 Deve osservarsi che l’art. 83 c.p.c., consente al difensore il potere di certificare “l’autografia della sottoscrizione” della parte, quando la procura speciale sia rilasciata in calce o a margine dell’atto; per l’esercizio di tale potere di certificazione è necessaria, quindi, la sottoscrizione dell’atto da parte del soggetto conferente la procura; se tale sottoscrizione manca il difensore è privo dello speciale potere di certificazione conferitogli dall’art. 83 c.p.c. (Cass., 1 febbraio 2020, n. 2303).

2.3 Nel caso di specie, la procura non risulta sottoscritta dal ricorrente, in quanto dopo la dizione “Sig. C.N.” si legge “Non firma, ma ritira copia”.

3. In conclusione, il ricorso va dichiarato inammissibile.

Nessuna statuizione va assunta sulle spese, perché le Amministrazioni intimate non hanno svolto difese; non si fa luogo al raddoppio del contributo unificato trattandosi di processo esente.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 13 dicembre 2021

 

 

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