Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39686 del 13/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 13/12/2021, (ud. 15/07/2021, dep. 13/12/2021), n.39686

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23776-2020 proposto da:

C.C., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

DOMENICO ROSELLI;

– ricorrente –

contro

GENERALI ITALIA ASSICURAZIONI SPA, B.A.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 929/2020 della CORTE D’APPELLO di BARI,

depositata il 09/06/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 15/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

CRICENTI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1.- C.C. ha citato in giudizio B.A. e la sua compagnia di assicurazione per avere da questi ultimi il risarcimento del danno causato dal B. in un incidente stradale. Prima dell’inizio del giudizio le Generali hanno versato Euro 6.200 che il C. ha trattenuto come anticipo sul maggiore avere. Infatti, in primo grado, espletata CTU, è stata riconosciuta al danneggiato la somma di Euro 13.535.00.

2.- La società Generali Assicurazioni ha interposto appello, sostenendo che quella quantificazione era errata e che la somma da riconoscere a titolo di risarcimento era da ritenersi contenuta in quella già corrisposta prima della instaurazione della lite (Euro 6.200).

La Corte di Appello di Bari ha accolto questa tesi ed ha riformato la decisione di primo grado.

3.- Contro questa decisione ricorre C. con due motivi. Nessuno degli intimati si è costituito.

Diritto

CONSIDERATO

che:

5.- Il ricorso è inammissibile in quanto, avuto esito negativo la notifica ad entrambe le controparti, non risulta alcun successivo tentativo di notificazione. E’ principio affermato che “In tema di notificazione degli atti processuali, qualora essa, da effettuarsi entro un termine perentorio, non si concluda positivamente per circostanze non imputabili al richiedente, questi ha la facoltà e l’onere anche alla luce del principio della ragionevole durata del processo, atteso che la richiesta di un provvedimento giudiziale comporterebbe un allungamento dei tempi del giudizio – di domandare all’ufficiale giudiziario la ripresa del procedimento notificatorio, e, ai fini del rispetto del termine, la conseguente notificazione avrà effetto dalla data iniziale di attivazione del procedimento, purché la ripresa del medesimo sia intervenuta entro un termine ragionevolmente contenuto, tenuti presenti i tempi necessari secondo la comune diligenza per conoscere l’esito negativo della notificazione e per assumere le informazioni ulteriori conseguentemente necessarie.” (Sez. 1, 17864/ 2017; Sez. 5, 5974/ 2017; Sez. 3 20700/ 2018; Sez. L, 17577/ 2020).

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla spese. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, la Corte dà atto che il tenore del dispositivo è tale da giustificare il pagamento, se dovuto e nella misura dovuta, da parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 15 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 13 dicembre 2021

 

 

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