Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 396 del 10/01/2013


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 396 Anno 2013
Presidente: D’ALONZO MICHELE
Relatore: TERRUSI FRANCESCO

ORDINANZA

sul ricorso 22479-2009 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI

12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro
DI

2012

476

MAIO LUIGI, elettivamente domiciliato in ROMA VIA

VALLE SCRIVIA 37, presso lo studio dell’avvocato
RAMPOITI CRISTIANA, rappresentato e difeso dagli
avvocati MARCO TOMASSI, BORIONE GIUSEPPE con studio
in FORMIA PIAZZA DELLA VITTORIA 3, (avviso postale),
giusta delega a margine;

Data pubblicazione: 10/01/2013

– controri corrente –

avverso

la

sentenza

n.

495/2008

della

COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di LATINA, depositata il
15/07/2008;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

FRANCESCO TERRUSI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. SERGIO DEL CORE, che ha concluso per
l’estinzione del giudizio.

udienza del 03/10/2012 dal Consigliere Dott.

Ritenuto che l’agenzia delle entrate ha proposto ricorso
per cassazione, con due motivi, nei confronti della
sentenza della commissione tributaria regionale del Lazio,
sez. dist. di Latina, che ha confermato la decisione di
primo grado, della locale commissione provinciale, di
accoglimento di un ricorso di Luigi Di maio avverso un

avviso di accertamento con il quale era stato rettificato,
ai fini Irpef, per l’anno 1999, il reddito di
partecipazione del medesimo nella società “Di Maio
serramenti s.n.c. di Di Maio Tommaso & c.”;
– che al ricorso per cassazione l’intimato ha resistito
con controricorso e successiva memoria;
– che il resistente ha presentato domanda di definizione
della lite pendente, ai sensi dell’art. 39, 12° co., del
d.l. n. 98 del 2011, con v. in 1. n. 111 del 2011;
– che è pervenuta la comunicazione dell’amministrazione
finanziaria attestante la regolarità della domanda stessa
e la correlata effettuazione dell’integrale pagamento di
guanto dovuto;
– che pertanto la controversia devesi considerare definita
nei sensi di legge;
– che la definizione comporta l’estinzione del giudizio,
rientrando tra i casi specifici di cessazione della
materia del contendere di cui all’art. 46 del d. lgs. n.
546/1992;
– che tanto determina il venir meno di ogni effetto della
sentenza impugnata in questa sede;

1

,

che le spese dell’intero giudizio restano a carico della
parte che le ha anticipate;
p.q.m.
La Corte dichiara estinto il

giudizio

per intervenuta

definizione della pendenza tributaria.
consiglio

della quinta

Deciso in Roma, nella camera di

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